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Vorrei sapere qual è l'impatto ambientale di un termovalorizzatore ubicato in un centro urbano e quale sistema di smaltimento dei rifiuti solidi urbani ha l'impatto ambientale più accettabile.Grazie.
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Certe volte si formano delle idee che, circolando, e diventano assiomi difficili da confutare. Una di queste idee riguarda le discariche controllate e il loro (presunto) impatto sull'ambiente.
Le discariche non producono diossina, ogni inquinante che producono è controllabile, se ben gestite non fanno nemmeno cattivo odore. Senza parlare delle economie di gestione che consentono: uno studio ha dimostrato che per tutti i rsu prodotti in USA dal dopoguerra ad oggi sarebbe stata sufficiente una sola discarica di 5 km di diametro!
Non vedo come si possa pensare di proporre termovalorizzatori in prossimità di aree densamente abitate. Non vedo neppure come si possa imporre ad aree meno popolate di subire la presenza di un inceneritore rifornito da qualche città lontana.
Credo che l'esperienza dei "termovalorizzatori" si rivelerà, tra qualche anno, fallimentare.
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Al momento attuale nessun tipo di impianto di smaltimento o recupero rifiuti è pericoloso, nemmeno i termovalorizzatori, il problema è solo la gestione: una discarica mal gestita può essere fortemente inquinante, un inceneritore ben gestito è totalmente sicuro e viceversa. Per il resto sono d'accordo con Simone, anche se le discariche diventeranno sempre più antieconomiche rispetto ai termovalorizzatori (vedi D. Lgs. 36/03).
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le discariche sono un'ipoteca in eterno per la zona dove vengono poste e per l'eternità si dovranno sostenere delle spese per la loro manutenzione ordinaria e straordinaria.
Cosa quest'ultima che non si verificherà per cui solo a disastri avvenuti si ricorrerà ai ripari
Peggio di così !!!
Ciao Antonio Scaglioni
P.S. Il collega non ha indicato l'altezza della ipoteitca discarica USA !!!
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Caro Simone questa volta non sono d'accordo con te.
Ho progettato la più grossa discarica in esercizio in Italia, Malagrotta a Roma e....malgrado la sua capacità è quasi esaurita. Inoltre non sono completamente sicuro che sia stata realizzata e gestita correttamente. L'affare era troppo grosso e quindi sono stato escluso dalla DL e dai controlli successivi.
In ogni caso ti posso dire che anche in fase diesercizio, con la discarica gestita correttamente, limpatto ambientale è sicuramente notevole.
Attualmente i "termovalorizzatori" meglio detti impianti di incenerimento con co-generazione lavorano ad altissime temperature e sono dotati di sistemi di abbattimento degli inquinanti (a parte la CO2) praticamente totale.
Le scorie prodotte sono poi minime e riutilizzabili quali inerti.
Ciao
Vincenzo
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Concordo pienamente con quanto detto da VM che, dall'alto della sua immensa esperienza (ci dovrebbe dire su cosa NON ha lavorato...) porta esempi e dati di una chiarezza sconcertante. Finiamola col dire che "un termovalorizzatore inquina più di una discarica" solo per partito preso o per dare fiato alla bocca. Nelle altr regioni italiane questi impianti funzionano, molto spesso sono stati contruiti senza nemmeno una partecipazione popolare che invece ad Acerra pare fondamentale (ricordate sempre che siamo in una democrazia rappresentativa, per cui un gruppo di eletti decide per tutti). Non volete il termovalorizzatore? Allora affogate pure nella vostra "monnezza", senza però andare a rompere le OO ad altre regioni. E la diossina la produce chi brucia "monnezza" nei campi dove poi ci coltivate i pomodori, non certo un (ancora inesistente) termovalorizzatore. Adesso il sindaco di Acerra avrà pure un po' di soldi "cash" per avviare le prime fasi della bonifica delle aree pubbliche: perchè non cominciamo a ridurre le criticità ambientali invece di cavalcare questa sottospecie di ambientalismo che, peraltro, fa il gioco della camorra?!?!? 
Roberto Pizzi
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Iscritto: Nov 2002
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Non ricordo assolutamente l'altezza della ipotetica discarica USA che chiede il collega Scaglioni. E' senz'altro vero che impiantare una discarica richiede di "sacrificare" una porzione di territorio, anche se non per l'eternità ma per un periodo minimo di qualche decennio (comunque in funzione delle dimensioni). Ciò vale anche per la fase di gestione post-chiusura. Io lo ritengo un impatto accettabile, compatibilmente con altri aspetti che possano compensare una comunità per l'ingombrante presenza di una discarica.
Per quanto riguarda i termovalorizzatori, prendo atto che oggi sono impianti che funzionano perfettamente, ma sottolineavo il problema politico, che ribadisco: non credo che si possa imporre ad una piccola comunità la presenza di un tale impianto.
Chi ha posto la domanda chiede quale sia l'impatto di un termovalorizzatore IN UN CENTRO URBANO... probabilmente un paio di piccole discariche IN CAMPAGNA hanno un impatto minore.
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Iscritto: May 2000
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Originariamente inviato da simone lisi: Chi ha posto la domanda chiede quale sia l'impatto di un termovalorizzatore IN UN CENTRO URBANO... probabilmente un paio di piccole discariche IN CAMPAGNA hanno un impatto minore. Non è così, e gli impianti di Vienna e Monaco lo dimostrano. In ogni caso, è OVVIO che meno numerosa è la popolazione residente in un'area, minore è il rischio sanitario in termini assoluti. Insomma, ragionando così viene da dire che probabilmente un paio di piccole discariche IN CAMPAGNA hanno un impatto MAGGIORE di una mega-discarica nel deserto del Gobi e che questa ha un impatto maggiore rispetto ad una mega-super-discarica sulla Luna ecc. ecc. Ma non si va da nessuna parte...
Roberto Pizzi
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Iscritto: May 2000
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A proposito di diossina e conseguenze sanitarie degli smaltimenti illeciti, vi riporto un articolo apparso stamane su repubblica.it, con preghiera di profonda meditazione da parte di tutti coloro che sostengono che un termovalorizzatore sia peggio della attuale situazione ambientale in Campania.
-------- The Lancet Oncology" pubblica lo studio di Alfredo Mazza ricercatore del Cnr. Tra Nola e Acerra il cancro uccide di più "Discariche piene di rifiuti tossici quello è il triangolo della morte" di MARIA NOVELLA DE LUCA e GIUSEPPE DEL BELLO
ROMA - Morire di veleni, morire di immondizia. La guerra dei rifiuti che sta sconvolgendo l'hinterland napoletano sbarca su "Lancet", rivista scientifica tra le prime nel mondo che nella sezione dedicata all'oncologia definisce i paesi di Nola, Acerra e Marigliano il "triangolo della morte". In questo pezzo di Campania si muore di tumore ben più che nel resto d'Italia, come dimostrano le statistiche degli ultimi anni, se si pensa che in questa zona abitata da oltre mezzo milione di persone l'indice di mortalità per tumore al fegato ogni 100mila abitanti sfiora il 35.9 per gli uomini e il 20.5 per le donne rispetto a una media nazionale che è di 14.0. Mortalità ben più alta che nel resto d'Italia anche per quanto riguarda il cancro alla vescica, al sistema nervoso e alla prostata.
L'agghiacciante reportage pubblicato da Lancet è firmato da un giovane ricercatore di Fisiologia Clinica del Cnr, Alfredo Mazza, 33 anni, di Nola, che oggi denuncia: "Siamo di fronte a un allarme sanitario gravissimo. La questione dei rifiuti nell'Italia meridionale sta raggiungendo proporzioni epiche. La criminalità organizzata ha fatto dello smaltimento illegale dei rifiuti un vero business attraverso il controllo di 5.000 discariche illegali. Migliaia di persone sono state esposte a sostanze tossiche per decenni. Tutto è contaminato: gli agenti inquinanti nell'aria, nell'acqua e nei prodotti della terra sono ben al di sopra dei livelli consentiti. E' una emergenza: io stesso ho perso diversi amici colpiti da tumore. E non c'è dubbio che dietro quelle morti ci siano i rifiuti tossici".
Tutta colpa delle discariche abusive? "Sì, noi siamo stati ridotti a fare le cavie di un esperimento mostruoso: nelle discariche legali, e soprattutto in quelle illegali utilizzate dall'ecomafia, sono state sotterrate per circa un ventennio sostanze tossiche, sostanze che poi riemergono e rientrano nella catena alimentare. Dai sali di ammonio ai sali di alluminio, al piombo, ai copertoni che bruciano come un pozzo di petrolio in fiamme e sviluppano sostanze cancerogene. Sepolte in questa zona ci sarebbero anche sostanze radioattive provenienti da rifiuti speciali ospedalieri di cui si sta occupando un'inchiesta della magistratura".
C'è anche un rischio diossina? "Certo, la diossina si trova in quasi tutte le sostanze che vanno in combustione o che vengono sottoposte a processo di degradazione. Tutto questo finisce poi sul territorio e dunque sull'erba dove pascolano le pecore: è un vero killer dell'ambiente".
Quali sono gli effetti tossici sull'uomo? "Di due tipi: malformazioni fetali fino al mancato sviluppo di un organo oppure sviluppo di tumori, sia negli adulti che nei bambini. Gli organi colpiti, vescica, fegato, stomaco sono più sensibili e c'è maggiore probabilità che la sostanza tossica entri all'interno della cellula. Tra i 20 e i 40 anni il rischio leucemie e linfomi è più elevato".
Suggerisce un rimedio? "I termovalorizzatori vanno benissimo, purché programmati proporzionalmente alla popolazione: è inutile farne uno per provincia, ce ne vogliono di più, piccoli e numerosi. Meno diossine e minor danno ambientale: il Sud è già una terra martoriata. Nola, Acerra, Marigliano erano zone agricole, ma oggi il terreno è stato così inquinato da essere inutilizzabile. A mio parere il governo italiano dovrebbe dichiarare lo stato di emergenza e, se necessario, mobilitare le Forze armate prima che Nola diventi un'area contaminata, con gravi conseguenze sociali, economiche ed esplosioni di violenza da parte di una popolazione ormai esasperata". (31 agosto 2004) --------
Il ricercatore forse non lo sa, ma lo stato d'emergenza è già stato dichiarato da anni e ormai le Forze armate sono rimaste l'unica soluzione per far proseguire i lavori del cantiere di Acerra. Buona giornata,
Roberto Pizzi
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Caro collega Pizzi, io non vorrei essere coinvolto in una polemica su questo Forum, perchè nessuno qui ha sostenuto "che un termovalorizzatore sia peggio della attuale situazione ambientale in Campania", come nessuno difende le discariche abusive. Cerca anzi di fare attenzione a ragionamenti fantasiosi come nel tuo penultimo post, che certo non conducono da nessuna parte.
Io ritengo che le discariche "controllate" siano state un importantissimo presidio per la salvaguardia ambientale negli ultimi 20 anni, e possano funzionare tuttora (questo senza voler negare che hanno degli impatti). Non sono solo, anche il collega Parmeggiani ammette che le discariche funzionano correttamente.
Quanto ai fatti passati ed attuali di Acerra, gravi e da meditare, mi pare che abbiano a che fare con gravi illegalità, certo non con le discariche controllate.
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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