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#143637 - 22/12/2017 10:43 Pozzo ad uso irriguo tra pubblico e privato
ranabuffa Offline
Junior Member

Registered: 22/12/2017
Post: 1
Buongiorno a tutti smile grazie per le cortesi risposte.
In breve sto cercando di capire come funziona la problematica relativa alle concessioni provvisorie per uso irriguo utilizzate in via provvisoria da parte del Comune per uso potabile.
La Premessa: gli attori principali sono il comune x, il comune y,due imprese agricole A e B, distanti fra loro circa 200 mt. Pozzo ubicato nel comune x, utilizzato dal comune y.
Il fatto Un'impresa agricola (A) realizza un pozzo a circa 20 mt della condotta idrica esterna del comune x e chiede al genio civile la concessione per uso irriguo. Successivamente comunica al comune y che è disponibile a consentire l'uso del pozzo per attingimento idropotabile asserendo che l'acqua ha quelle caratteristiche, oltre alla portata di 20 lt/s. I comuni x e y fanno un'ordinanza circa le attività consentite entro la fascia di rispetto e la inviano all'impresa B che la impugna presso il Tribunale superiore delle acque ottenendone la sospensiva perchè, il pozzo dell'impresa A, non risultava inserito nel prg delle acque pubbliche. Non si capisce bene come, negli anni successivi il pozzo dell'impresa A andrà a far parte del prg ma inattivo e in attesa di acquisizione. Intanto il comune prima fa una sorta di call dove partecipa l'unica impresa A, poi emana una ordinanza di urgenza a causa dell'aumento della popolazione nel periodo estivo e continua ad attingere dal pozzo x per svariati mesi l'anno con notevole consumo della risorsa a scapito dell'azienda B. L'azienda B che oltre ad una utilizzazione agricola ha anche una struttura ricettiva nella stessa area, fa richiesta al genio civile di suddividere la stessa quantità d'acqua per uso irriguo e per uso igienico sanitario, detta richiesta non viene accolta a causa dei vincoli posti sul pozzo x.
Cosa cerco di capire?
1) è possible che nonostante sia stata presentata la richiesta di concessione questa, a distanza di quasi 20 anni, sia rimasta come in una sorta di limbo amministrativo e non si sia tradotta in concessione effettiva?
2) è possibile chiedere una variazione sulla concessione, anche se provvisoria, e utilizzare la stessa quantità d'acqua sia per uso irriguo, sia per uso domestico o igienico sanitario?
3) i vincoli posti sulla base di una acquisizione non operata, possono automaticamente esplicare i propri effetti sol perchè sono previsti in un atto di programmazione (PRG)?
3 bis) chi deve determinare quali siano le fasce di rispetto assoluta e relativa?
4) in via generale i vincoli sono stati posti per un chilometro attorno al pozzo, per quanto tempo possono restare operanti senza che si faccia la determinazione delle fasce di rispetto?
mi scuso per la lungaggine del testo. Ringrazio per le risposte che spero possano aiutarmi a capire come uscire fuori da questa vicenda in modo pacifico. smile

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#143644 - 28/12/2017 09:01 Re: Pozzo ad uso irriguo tra pubblico e privato [Re: ranabuffa]
anticlinale Offline
Member
****

Registered: 24/02/2003
Post: 834
Loc: Pianeta Terra - Via Lattea est...
mi spiace, ma si tratta di un guazzabuglio da avvocati, qui non troverai nessuna risposta tecnica che sia in grado di dirottare la questione verso uno sblocco.

Premesso che questa storia è pazzesca, meriterebbe una puntata di report, intendo dire, non il caso specifico in se, ma il caso come effetto degli accavallamenti tra normative del secolo scorso e normative attuali.
Il Piano regolatore degli acquedotti era roba del 1963 che oggi non ha alcun senso dopo l'introduzione della legge galli, che lo ha sostituito con la pianificazione di Ambito Territoriale Ottimale (ATO), ma senza abrogare la vecchia normativa per una svista o per cosa. Lo stesso tribunale delle acque mi sembra il classico ente pubblico rimasto in piedi come decine e decine di altri enti ereditati da vecchie leggi mai abrogate.

Posso solo dirti che le zone di rispetto non se le possono inventare i comuni ma devono essere deliberate dalle regioni su proposta delle Autorità d'Ambito (art. 94 del D.Lgs 152/99) e la storia del chilometro non sta scritta da nessuna parte, a meno che la regione non abbia -sulla base di precisi studi idrogeologici- determinato tale risultato.

Sul limbo amministrativo è possibile.... ci sono concessioni che devono ancora essere rilasciate da prima degli anni 90.


Edited by anticlinale (28/12/2017 09:04)
_________________________
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