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#143679 - 09/01/2018 15:48 Quali strada intraprendere dopo la laurea magistrale?
Angand Offline
Junior Member

Registered: 09/01/2018
Post: 4
Loc: Genova
Ciao a tutti, mi sono laureato magistrale con il massimo dei voti in Scienze Geologiche all'Università di Genova poco prima di Natale, e mi trovo adesso a dover compiere i miei primi passi nel mondo lavorativo. Passi che si stanno rivelando per me molto faticosi, non avendo ben chiaro ora come ora la strada da intraprendere.
Mi sono fatto l'idea che giunto a questo punto ci siano 3 strade possibili (escludendo, in quanto la reputo un ipotesi su cui non sia possibile fare troppo affidamento, la possibilità di entrare in un ente pubblico):
a) geologo libero professionista: questa ipotesi la vorrei scartare, non escludo affatto (anzi) la possibilità di lavorare con un libero professionista nel breve periodo, ma a lungo termine non è affatto un lavoro che mi piacerebbe fare per cui almeno inizialmente vorrei provare a muovermi in altre direzioni.
b) aziende private: sarebbe forse la soluzione preferita, ma non sono poi molte le aziende che operano in Italia, ma la maggior parte lavorano all'estero: oltre al fattore (non ininfluente) della difficoltà di farsi assumere, il fatto di dover mollare tutto e dovermi trasferire all'estero mi spaventa un po', non tanto nel breve periodo quanto nel lungo, in quanto l'opzione di rientrare poi a lavorare in Italia anche tra 20 anni la vedo difficoltosa, perdendo in sostanza tutti i legami con gli affetti in Italia e rendendo oltremodo difficile il poter realizzare gli eventuali progetti fatti finora con il partner.
c) dottorato: l'ultima ipotesi sarebbe questa, investire i prossimi mesi nel cercare di realizzare la possibilità di ottenere un dottorato di ricerca e passare così i prossimi 3 anni, decidendo poi in seguito se proseguire nella carriera di ricerca, o se lasciare stare e dedicarmi ad altro con un dottorato (e quello che ne consegue come pubblicazioni, ecc) in più nel curriculum rispetto alla situazione attuale.
Probabilmente la soluzione dei sogni sarebbe quella di trovare un azienda con sede in Italia che lavori sul territorio nazionale o anche all'estero ma che non mi costringa a trasferirmi in pianta stabile all'estero, ma (ammetto l'ignoranza) non so nemmeno se esiste una soluzione simile.
Per concludere la pappardella ho scelto di approfittare di questo spazio per chiedere agli utenti del forum un qualsiasi genere di consiglio o di parere sulle mie valutazioni sulla base della vostra esperienza. Capisco bene che sia impossibile consigliare su una cosa del genere, per di più non conoscendoci personalmente sia impossibile, ma ogni genere di consiglio e di parere che potete esprimere, anche in base alle vostre conoscenze ed esperienze potrebbe essermi utile in questa fase di difficoltà.
Grazie
Ciao!

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#143682 - 09/01/2018 18:36 Re: Quali strada intraprendere dopo la laurea magistrale? [Re: Angand]
Maniscalco Offline
Member

Registered: 14/10/2008
Post: 121
La Laurea è il primo passo ma per essere Geologo occorre innanzitutto sostenere positivamente l'Esame di Stato che è titolo abilitante all'esercizio professionale in ogni ambito nel mondo del lavoro (libero professionista o dipendente di Ente pubblico/Azienda privata).
Ma superare l'E.d.S. è solo la condizione necessaria ma non ancora sufficiente perché la Professione si esercita con capacità, competenza ed esperienza che sono i fattori fondamentali per inserirsi con successo nel mondo del lavoro e per acquisirli occorre tempo.
Lei si laureato da qualche giorno (Le faccio i complimenti) ma ha troppi dubbi (anche esistenziali) e forse non sa neppure perché ha scelto l'indirizzo di Scienze Geologiche.
Andrea Maniscalco

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#143697 - 14/01/2018 12:19 Re: Quali strada intraprendere dopo la laurea magistrale? [Re: Maniscalco]
Angand Offline
Junior Member

Registered: 09/01/2018
Post: 4
Loc: Genova
Originariamente inviato da: Maniscalco
La Laurea è il primo passo ma per essere Geologo occorre innanzitutto sostenere positivamente l'Esame di Stato che è titolo abilitante all'esercizio professionale in ogni ambito nel mondo del lavoro (libero professionista o dipendente di Ente pubblico/Azienda privata).
Ma superare l'E.d.S. è solo la condizione necessaria ma non ancora sufficiente perché la Professione si esercita con capacità, competenza ed esperienza che sono i fattori fondamentali per inserirsi con successo nel mondo del lavoro e per acquisirli occorre tempo.
Lei si laureato da qualche giorno (Le faccio i complimenti) ma ha troppi dubbi (anche esistenziali) e forse non sa neppure perché ha scelto l'indirizzo di Scienze Geologiche.
Andrea Maniscalco

Innanzitutto grazie per la risposta, ed effettivamente tutto quello che dice è vero, specialmente l'ultima parte: ho scelto l'indirizzo Scienze Geologiche per la mia passione per la materia, ma ho pensato poco al lavoro che avrei potuto fare e diversi cambiamenti avvenuti nel corso dei 5 anni hanno cambiato le mie prospettive iniziali.
Ho aperto il topic e posto le mie domande in maniera molto confusa, lo ammetto, ma riassumendo le mie questioni su cui sono in cerca di consigli da parte di gente più esperta e da anni nel settore sono:
a) In questo momento un possibile percorso professionale che mi piacerebbe molto sarebbe quello di andare a lavorare all'estero, settore minerario/giacimentologico principalmente, anche per una decina d'anni, e poi rientrare in Italia in seguito, anche con un lavoro che preveda trasferte eventualmente ma che mi consenta di tanto in tanto di passare del tempo qui per godere degli affetti famigliari. So che intervengono molti fattori e il discorso fatto è molto semplicistico ed è difficile programmare, quello che mi interebbe sapere è se questo è solo un "sogno" o se comunque è un qualcosa che ritenete (almeno sulla carta) possibile e realizzabile.
b) Consigliereste un dottorato? Sia nel caso questo fosse finalizzato ad avere più possibilità per intraprendere la carriera descritta nel punto precedente, sia nel caso alternativo dell'intraprendere un percorso destinato all'insegnamento accademico.

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#143705 - 15/01/2018 20:43 Re: Quali strada intraprendere dopo la laurea magistrale? [Re: Angand]
Maniscalco Offline
Member

Registered: 14/10/2008
Post: 121
Nel mio post-laurea ho avuto quasi subito l'opportunità di essere assunto in una azienda mineraria, inizialmente come "geologo rilevatore" (gambe martello e cervello, cioè quello che ci avevano insegnato all'Università) e poi come "dirigente delle attività estrattive".
Ma in Italia il settore minerario entrò in crisi e molte aziende, anche pubbliche, dismisero l'attività cosicché ho dovuto cambiare indirizzo ricominciando da capo e con il tempo mi sono affermato e ancora oggi continuo nell'attività.
Io fui privilegiato perché ebbi la fortuna di lavorare in Italia ma altri Colleghi della mia generazione si trasferirono all'estero, specialmente in Canada e Australia e integrandosi nella vita sociale di quei Paesi con soddisfazione anche delle loro condizioni professionali si sono adattati e ogni tanto vengono in Italia per godersi le vacanze.
Per un giovane come Lei, amante della natura e dell'avventura, potrebbe essere una eccellente carta da giocare.
Per quanto concerne il "dottorato" (ammesso che possa accedervi) è pur'esso una buona opportunità per approfondire la materia e acquisire le necessarie capacità, competenze ed esperienze nel percorso dell'insegnamento accademico. In altri settori lavorativi nel campo minerario, in Italia, la vedo molto dura.
Le faccio i miei migliori auguri.
Andrea Maniscalco

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#143707 - 16/01/2018 08:38 Re: Quali strada intraprendere dopo la laurea magistrale? [Re: Angand]
anticlinale Offline
Member
****

Registered: 24/02/2003
Post: 850
Loc: Pianeta Terra - Via Lattea est...
Originariamente inviato da: Angand

b) Consigliereste un dottorato? Sia nel caso questo fosse finalizzato ad avere più possibilità per intraprendere la carriera descritta nel punto precedente, sia nel caso alternativo dell'intraprendere un percorso destinato all'insegnamento accademico.


consigliare un dottorato? te lo si può consigliare solo se hai già contatti (o sei in grado di trovarli in fretta, possibilmente prima del tema scritto del concorso dato che questo è basato essenzialmente sull'esposizione del progetto di ricerca che si intende portare avanti) col responsabile di un gruppo di ricerca che abbia fondi assicurati per i prossimi quattro-cinque anni, laboratori, contatti con altri istituti italiani ed esteri e un settore di ricerca pura con prospettive di approfondimenti, o di ricerca applicata con un elevato interesse pratico.
Diversamente lo puoi pensare solo come parcheggio per i tre/quattro anni a venire. Anche i progetti sulla geologia del petrolio e la seismic stratigraphy come rampa di lancio per entrare all'Eni è storia del passato.
Oggi fai strada e curriculum ai fini della ricerca solo se pubblichi su riviste ad alto impact factor, e la qualità e i costi della ricerca sono diventati tali che solo l'unione di più ricercatori in diversi atenei lo consentono. Se guardi Nature, che è la rivista col più alto IF sul globo, la media del numero di autori per articolo è dieci-quindici, a volte leggi articoli con trenta nomi. E' finita l'era in cui si diventava ricercatore e professore con una decina di articoli sul "boll. soc. geol. it." o sugli "studi geologici camerti."

In italia, il titolo di dottore di ricerca le aziende manco sanno cos'è, al più ti guardano con diffidenza perchè sembra che vuoi ostentare titoli stratosferici perdendo di vista la realtà d el posto che ti viene eventualmente proposto.
Non siamo negli stati uniti dove c'è un mercato del lavoro standardizzato e ben consapevole della preparazione che viene impartita. Purtroppo.
_________________________
..

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#143714 - 17/01/2018 12:14 Re: Quali strada intraprendere dopo la laurea magistrale? [Re: Maniscalco]
Angand Offline
Junior Member

Registered: 09/01/2018
Post: 4
Loc: Genova
Originariamente inviato da: Maniscalco

Per un giovane come Lei, amante della natura e dell'avventura, potrebbe essere una eccellente carta da giocare.
Per quanto concerne il "dottorato" (ammesso che possa accedervi) è pur'esso una buona opportunità per approfondire la materia e acquisire le necessarie capacità, competenze ed esperienze nel percorso dell'insegnamento accademico. In altri settori lavorativi nel campo minerario, in Italia, la vedo molto dura.
Le faccio i miei migliori auguri.
Andrea Maniscalco

Innanzitutto grazie per aver riportato la sua esperienza.
Per quanto riguarda il lavorare all'estero come detto mi piacerebbe anche, vista la possibilità di lavorare nell'ambito che più mi piace, ma solo a breve termine per poi tornare in Italia e lavorare qua, in virtù della mia situazione famigliare (e sentimentale) per la quale reputo impensapile un trasferimento definitivo all'estero. Il ritorno in Italia in futuro vorrebbe dire escludere la libera professione, in quanto difficilmente potrei intraprenderla tra 10 anni (ad esempio) con zero esperienza e conoscenza/e nel settore, e quindi lavorare in un'azienda (non necessariamente legata al settore minerario, poichè in Italia non si hanno simili occasioni al giorno d'oggi). Quello che mi frena è che non so quante realmente sarebbero le possibilità di trovare un lavoro qui in futuro.

Per quanto riguarda il dottorato, rispondendo anche ad anticlinale (che ringrazio per la risposta) e partendo dal presupposto (non scontato naturalmente) che riesca ad accedervi e che lo faccia con una borsa di studio (condizione necessaria per intraprendere questa strada), si tratta di un'opportunità che il professore con cui ho sviluppato la tesi mi ha proposto, e per la quale ci sarebbero margini di lavoro per realizzare qualche seminario, partecipare a congressi, ecc in modo da ampliare la mia rete di conoscenze e fortificare il mio curriculum per la candidatura. In questo caso i miei dubbi riguardano in parte il dover continuare a frequentare l'università, ma soprattutto le prospettive future, e cioè non saprei quantificare le reali possibilità di continuare un percorso accademico interno all'università, anche perchè una volta finito il dottorato rischierei di trovarmi nella stessa situazione attuale, con un'esperienza lavorativa nulla a 28 anni circa e con un titolo di studio che da quanto capisco è "sottovalutato" (cioè non ti da realmente una marcia in più a livello di curriculum).

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#143719 - 17/01/2018 19:18 Re: Quali strada intraprendere dopo la laurea magistrale? [Re: Angand]
Maniscalco Offline
Member

Registered: 14/10/2008
Post: 121
Lei ha troppe remore.
Vorrei...., mi piacerebbe....., la mamma....., ecc.
La vita è fatta di decisioni che richiedono, talvolta, anche sacrifici e rinunce se si vuole raggiungere un obbiettivo.
I desideri sono soltanto sogni che tali restano se non sono sostenuti da una forte determinazione e un assiduo impegno.
Ritengo, e mi dispiace, che Lei non abbia i numeri per intraprendere la professione di Geologo.
Andrea Maniscalco
Presidente Emerito del Singeop

P.S. La nostra Professione non è affatto vilipesa ma tale la rendono coloro che in assenza di una sicura preparazione producono elaborati progettuali di nessun valore e li svendono per pochi centesimi.

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#143720 - 18/01/2018 10:15 Re: Quali strada intraprendere dopo la laurea magistrale? [Re: Angand]
AD70 Offline
Member

Registered: 09/12/2009
Post: 759
Loc: Lazio
Non condivido le conclusioni di Maniscalco......pur trovandomi in accordo con il suo P.S.!
Angand, intanto credo di non sbagliare se ti dico che la tua confusione è pienamente giustificata dalle condizioni al contorno che sicuramente non aiutano ed aumentano l’ansia. Per condizioni al contorno intendo la situazione generale della geologia in Italia, i vari stereotipi sulla vita organizzata e pianificata da qui fino alla bara, l’università che ti avrà pure insegnato a riconoscere un trilobite ma sicuramente non ti ha indicato nessuna strada lavorativa, ecc....
Questi sono solo alcuni argomenti che concorrono a destabilizzare chi dovrebbe avere entusiasmo e dinamicità nell'affrontare il futuro.

Detto questo però mi pare che a te un’opportunità è stata data. Cerca di valutare la forza del professore che ti ha proposto il dottorato: ruolo all'interno del mondo accademico, eventuali contratti che riesce ad ottenere, sbocchi forniti a chi ha già conseguito il dottorato, ecc.....
Valuta se il dottorato che ti è stato offerto presenta (o potrebbe presentare) aspetti applicativi utilizzabili successivamente nel mondo della professione e se ti consente di avere contatti con altre persone, magari in giro per il mondo. Poi non è detto che durante il dottorato tu debba necessariamente staccare la spina con il resto del mondo, potresti iniziare a guardarti intorno, fare qualche lavoro per conto tuo......ed intanto levarti dalle scatole gli anacronistici esami di stato e l'eventuale iscrizione all'ordine!
_________________________
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia,
ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)

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#143735 - 22/01/2018 13:46 Re: Quali strada intraprendere dopo la laurea magistrale? [Re: Maniscalco]
Angand Offline
Junior Member

Registered: 09/01/2018
Post: 4
Loc: Genova
Originariamente inviato da: Maniscalco
Lei ha troppe remore.
Vorrei...., mi piacerebbe....., la mamma....., ecc.
La vita è fatta di decisioni che richiedono, talvolta, anche sacrifici e rinunce se si vuole raggiungere un obbiettivo.
I desideri sono soltanto sogni che tali restano se non sono sostenuti da una forte determinazione e un assiduo impegno.
Ritengo, e mi dispiace, che Lei non abbia i numeri per intraprendere la professione di Geologo.
Andrea Maniscalco
Presidente Emerito del Singeop

P.S. La nostra Professione non è affatto vilipesa ma tale la rendono coloro che in assenza di una sicura preparazione producono elaborati progettuali di nessun valore e li svendono per pochi centesimi.


Mi dispiace ma non mi trovo d'accordo, nonostante sia giovane e non abbia sicuramente la sua esperienza, penso che le sue frasi siano certamente ad effetto ma non universali e adattabili ad ogni contesto.
Concordo con lei che i desideri per essere realizzati vanno sostenuti con determinazione e a costo di rinunce e sacrifici, ma devono esserci anche delle condizioni al contorno, le quali sono indipendenti dalla propria volontà, che permettano la loro realizzazione.
Aggiungo inoltre che mi pare piuttosto azzardato dopo un paio di messaggi su un forum (per quanto melodrammatici e intrisi di dubbi e preoccupazioni, lo ammetto) avanzare tali dubbi sulla mancanza o meno dei numeri (?) necessari per la professione in questione.

Originariamente inviato da: AD70
Non condivido le conclusioni di Maniscalco......pur trovandomi in accordo con il suo P.S.!
Angand, intanto credo di non sbagliare se ti dico che la tua confusione è pienamente giustificata dalle condizioni al contorno che sicuramente non aiutano ed aumentano l’ansia. Per condizioni al contorno intendo la situazione generale della geologia in Italia, i vari stereotipi sulla vita organizzata e pianificata da qui fino alla bara, l’università che ti avrà pure insegnato a riconoscere un trilobite ma sicuramente non ti ha indicato nessuna strada lavorativa, ecc....
Questi sono solo alcuni argomenti che concorrono a destabilizzare chi dovrebbe avere entusiasmo e dinamicità nell'affrontare il futuro.

Detto questo però mi pare che a te un’opportunità è stata data. Cerca di valutare la forza del professore che ti ha proposto il dottorato: ruolo all'interno del mondo accademico, eventuali contratti che riesce ad ottenere, sbocchi forniti a chi ha già conseguito il dottorato, ecc.....
Valuta se il dottorato che ti è stato offerto presenta (o potrebbe presentare) aspetti applicativi utilizzabili successivamente nel mondo della professione e se ti consente di avere contatti con altre persone, magari in giro per il mondo. Poi non è detto che durante il dottorato tu debba necessariamente staccare la spina con il resto del mondo, potresti iniziare a guardarti intorno, fare qualche lavoro per conto tuo......ed intanto levarti dalle scatole gli anacronistici esami di stato e l'eventuale iscrizione all'ordine!

Innanzitutto grazie per la risposta.
Ora come ora è la strada che intendo percorrere, cioè informarmi il più possibile sul dottorato e sulle prospettive una volta terminato questo. Perchè in realtà penso che a livello lavorativo un dottorato sia molto "sottovalutato" e 3 anni di esperienza lavorativa siano più ben visti del titolo accademico.

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#143815 - 08/02/2018 11:47 Re: Quali strada intraprendere dopo la laurea magistrale? [Re: Angand]
g.luca72 Offline
Junior Member

Registered: 17/09/2009
Post: 18
"......Ritengo, e mi dispiace, che Lei non abbia i numeri per intraprendere la professione di Geologo".....

Beh , non so dirti, anche perchè sarebbe quasi impossibile farlo senza conoscerti, quale sia la cosa migliore per te.
So , da quel che dici, che ti sei laureato bene e che devi fare l'esame di stato.

FALLO, intanto.

Poi vedrai che, magari, dopo aver fatto un po' di pratica in qualche studio privato, magari anche venendo pagato poco, (chiamasi "gavetta") ti piacerà fare la libera professione oppure abbinarla a qualche altro impegno lavorativo, oppure TROVERAI LAVORO IN QUALCHE DITTA CHE MAGARI TI DARà QUALCHE SODDISFAZIONE, ANCHE ECONOMICA NATURALMENTE.

Te lo auguro!

Quel che so, per esperienza personale, DIFFIDA di chi ti dice che non sei in grado di fare qualcosa oppure che "non hai i numeri per intraprendere la professione", specialmente un qualcosa per cui hai dedicato anni di studio e che HAI PORTATO A TERMINE.

I "NUMERI" LASCIAMOLI NEI CALCOLI...eventualmente, o a chi gioca a pallone :-)

Cordiali saluti

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