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#146008 - 01/12/2019 11:40 Caratterizzazione argille a palombini
ale.geo Offline
Junior Member

Registered: 04/11/2018
Post: 4
Ciao a tutti, vorrei porvi il seguente quesito relativo ad un esercizio nel quale viene richiesto (tra le tante cose) di descrivere le indagini geognostiche funzionali alla valutazione delle condizioni di stabilità naturale di un versante.
L'area è situata nel medio appennino bolognese ed il substrato geologico è caratterizzato dalla formazione delle argille a palombini.

Dovendo rispondere soprattutto alla domanda relativa alle indagini geognostiche da eseguire come supporto alla valutazione della stabilità, mi hanno sempre insegnato che la prima cosa da fare è inquadrare il tipo di "terreno" sul quale lavorare. In questo caso il dubbio è: si tratta di "terreno fine" oppure bisogna considerarlo come ammasso roccioso? Le indagini eventualmente sarebbero ben diverse.

La cartografia litotecnica regionale definisce la formazione in questo modo: "Argille intensamente tettonizzate, argilliti - unità costituite in prevalenza da argille che a causa della loro storia tettonica risultano intensamente piegate e fratturare alla scala dell'affioramento fino alla scala del campione".

Grazie mille a chi cercherà di darmi una mano.

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#146009 - 02/12/2019 08:12 Re: Caratterizzazione argille a palombini [Re: ale.geo]
anticlinale Offline
Member
****

Registered: 24/02/2003
Post: 948
Loc: Pianeta Terra - Via Lattea est...
le argille a palombini hanno dell marcatissime differenze in affioramento, a volte si riconoscono i relitti degli strati carbonatici biancogrigiastri (i famosi palombini) ma nella maggior parte dei casi si vede solo una massa argillosa sfogliettata simile alle famose "argille scagliose". Non si può parlare di ammasso roccioso nel senso classico del termine perchè le strutture di discontinuità non presentano minimamente i caratteri riconoscibili e misurabili di una formazione litoide, del resto neppure di terreno fine perchè presentano una consistenza molto più elevata di qualsiasi campione di argilla alluvionale.
Però in condizioni particolari di umidità e ristagno, favoriti dalle microscagliettature/microfessure nella matrice argillosa, tende a cambiare il comportamento geotecnico, rammollendosi sino a favorire colate di fango e detriti, oppure a scivolare su superfici di rottura.
Le indagini di laboratorio sono per lo più quelle geotecniche sulle argille, campionate da sondaggi a carotaggio continuo (prove di taglio diretto, limiti di atterberg, curva granulometrica, ecc).
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