Cari colleghi
l’appuntamento per rinnovare gli organismi dell’EPAP, vissuto da molti con distacco perché legato al momento “finale” della professione e quindi percepito come lontano specialmente dai giovani colleghi, oggi necessita di una diversa attenzione connessa all’incertezza finanziaria ed economica che si vive.
Per progettare il nostro futuro è, però, essenziale conoscere il passato il che è possibile solo se chi gestisce ha la trasparenza di consentire a tutti l’accesso ad una corretta informazione.
La certezza che tale trasparenza ha connotato le deleghe istituzionali affidatemi mi permette, quale primo atto della mia candidatura al CDA, di aprire, senza alcuna reticenza, un primo squarcio sull’attuale gestione dell’EPAP.
Il Comitato di Indirizzo Generale (CIG) della cassa ha recentemente, prima della scadenza di mandato, variato Statuto e il Regolamento Elettorale garantendo a tutti gli attuali componenti degli organismi dell’Ente non solo la possibilità di una terza candidatura ma, addirittura, ha esteso tale possibilità ad ulteriori due mandati aumentando, altresì, il periodo di durata dei singoli mandati da quattro a cinque anni.
Ciò, però, non bastava ed allora anche i “Requisiti di Onorabilità e Professionalità” sono stati modificati ed oggi permettono la candidatura solo a chi o ha ricoperto cariche istituzionali negli Ordini Regionali o Consigli Nazionali per almeno un triennio o in società o Enti di natura economica.
Chi aveva avuto delega dalla base per garantire trasparenza ha ben pensato di creare un nuovo Feudo senza tralasciare l’introduzione del nuovo e costoso strumento di supporto rappresentato dal Voto Telematico che oggi non solo non è riconosciuto dalle Istituzioni Pubbliche ma non offre neanche alcuna garanzia circa l’identità del votante e la tutela dell’espressione del voto cose aggravate dall’inaccettabile fatto che il voto telematico resterà congelato fino al termine di tutte le altre votazioni. A nulla sono valse le osservazioni e rimostranze degli Ordini Regionali e del Consiglio Nazionale.
Tante le ombre sull’operato organizzativo che, però, risultano ancora più dense sul versante della gestione.
Il Presidente del C.d.A, Pirrello, che da sempre sosteneva la diversificazione degli investimenti attraverso poche società di assoluta affidabilità, all’atto dell’insediamento nomina consulente il prof. Dall’Occhio, titolare della cattedra di Economia Aziendale presso la Bocconi di Milano con un compenso annuo di circa 145.000 euro, ma, diversamente da quanto programmato, da vita ad una distribuzione a pioggia degli investimenti tra circa 40 società tra le quali spicca la banca Lehman & Brothers, di cui l’EPAP nel 2004 acquista un cospicuo pacchetto di obbligazioni e che guarda caso sponsorizzava la cattedra di Economia Aziendale presso la Bocconi di Milano del prof. Dall’Occhio con circa 750.000 €.
Alla mancanza di un criterio nella selezione delle SGR( Società di Gestione del Risparmio) alle quali affidare la gestione degli investimenti (l’unico criterio sembrerebbe quello dell’autoreferenzialità del consulente, come dimostra l’acquisto delle obbligazioni Lehman & Brothers), si aggiunge la confusione nella scelta degli strumenti finanziari ai quali destinare le risorse dell’Ente: così la saggia scelta di procedere all’acquisto di strumenti finanziari a protezione del capitale, si traduce nell’acquisto di strumenti che incorporano i cosiddetti “bad assets” ( Titoli Tossici )che genereranno il tracollo dei mercati finanziari e comporteranno per l’Ente una perdita complessiva, in linea capitale, che ammonta ad € 38 milioni, come si evince dal bilancio 2008.
Conseguenza di ciò è che gli investimenti portano nel portafoglio dell’Ente titoli che risulteranno essere i più esposti alla bufera finanziaria che ha investito i mercati tanto è vero che l’Espresso, nel novembre 2008, evidenziava come varie casse, tra cui EPAP, avevano sottoscritto obbligazioni cosidette a capitale garantito emesse da Antracite, società creata ad hoc alle Cayman, le cui garanzie del rimborso era prestata da Lehman & Brothers fallita a metà settembre 2008.
Errore nella scelta del consulente o incompetenza e disinteresse per ciò che si faceva? Qualsiasi la soluzione per la quale si propende il prosieguo della gestione purtroppo non muta nel merito.
Dopo la bufera, senza che ancora una volta una qualsiasi parvenza di informazione sia data a noi contribuenti, si nomina un nuovo consulente e vengono revocati tutti gli investimenti precedenti affidando tutto ad un'unica Banca: la BNP Paribas.
Alle preoccupazioni di noi contribuenti derivanti dalla perdita economica si risponde con il silenzio, eppure i soldi sono i nostri.
E’ per questo che sono molti gli interrogativi che dobbiamo porci.
• Perché si è scelto BNP Paribas che è stata una delle Banche che ha avuto in portafoglio i cosiddetti titoli tossici e che al pari di altre banche tuttora necessita di forti immissioni di liquidità?
• In base a quale criterio si è deciso d’ individuare in BNP Paribas l’unico istituto di credito in grado di svolgere le funzioni di tesoreria?
• Quali sono esattamente i compiti assegnati a BNP Paribas? Ha un ruolo nella scelta dei assets (titoli) ?
• Perché si è deciso di smobilizzare il portafoglio in essere, attuando un disinvestimento totale degli assets, quando il mercato dava segni di ripresa? Tale operazione ha comportato solamente il realizzo delle perdite senza sfruttare il trend positivo del mercato e quindi la rivalutazione degli assets
• La sostituzione del consulente nasce per caso dalla volontà di nascondere errori di gestione che non possono certamente imputarsi ai soli mercati finanziari?
• Quali sono gli strumenti finanziari che attualmente concorrono alla formazione del portafoglio dell’Ente?
• Chi seleziona i titoli da acquistare ed in base a quali criteri?
• Vi è relazione tra il vecchio ed il nuovo consulente?
• Dal bilancio 2008, unico documento dal quale si riesce ad intuire qualcosa , risultano perdite in conto capitale per € 38 milioni. Quali azioni sono state poste in essere, eventualmente anche nei confronti del consulente, per tentare un recupero di questa somma frutto del versamento dei nostri contributi all’ Ente?
Le rassicurazioni del CDA sulle perdite non escludono responsabilità dirette di gestione ne tanto meno ci rassicurano per il domani.
Tale preoccupazione, del resto, trova ampio riscontro in un articolo pubblicato dal “Sole 24 Ore” dove si evince chiaramente il quadro della situazione così come illustrata nel Bilancio 2008.
La mia candidatura è la proposta a tutti voi di utilizzare, in un ambito più vasto, un modello già sperimentato che si fonda sulla comune assunzione di molteplici impegni e priorità essenziali ma strategici per ottenere:
• Trasparenza degli atti e massima diffusione delle decisioni assunte
• Comunicazione diretta con gli iscritti attraverso canali mediatici
• Istituzionalizzazione di un tavolo di concertazione con gli OO.RR;
• Miglioramento delle condizioni di assistenza sanitaria;
• Lotta all’evasione contributiva;
• Introduzione del voto di sfiducia al CdA;
• Miglioramenti dei servizi ed assistenza ai giovani iscritti;
• Potenziare gli investimenti su redditività di medio e lungo termine su basi certe e non speculative;
• Dare maggiore peso agli organi interni
Concludendo ritengo che l’attuale confronto elettorale possa rappresentare l’incipit di una nuova gestione della nostra cassa previdenziale ed il punto di avvio di un rinnovamento molto più ampio e complessivo. E’ essenziale per il futuro della nostra professione che si inizi a porre le basi affinché tutte le componenti istituzionali interne ed esterne possano essere interconnesse ai fini di una sinergia globale che valorizzi e tuteli il geologo favorendo in particolar modo la crescita delle nuove generazioni.
E’ a queste ultime che abbiamo il dovere di lasciare un patrimonio culturale, professionale e non da ultimo economico che permetta loro di proiettarsi verso i futuri mercati con gli strumenti idonei a far si che quanto fino ad oggi costruito possa evolversi in maniera esponenziale.
Per fare tutto ciò ribadisco che:
conoscere il passato è lo strumento principe per progettare il futuro .
USIAMOLO
Francesco Russo
Allegati
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