Vabene dice:
“Ricorda la questione Di Bella?”
Si bene o male e ricordo che comunque era un medico, Giuliani cos’è?
“(sprecando un bel po' di danaro nostro e il guaio è che si sapeva in partenza..), quel medico avrebbe rischiato la beatificazione. In quel modo ci siamo tolti il pensiero. E lo stesso discorso vale per Giuliani : afferma di essere in grado di predire i terremoti? Ok, prima di farlo santo o martire mettiamolo nelle condizioni di provare le sue ipotesi.”
Ci dobbiamo togliere un pensiero?????? Con i soldi da destinare alla ricerca o alla Protezione Civile??????
Sa quanti validi ricercatori in Italia non sono messi in condizione di lavorare ed esprimere le proprie capacità? E per questo sono costretti a lasciare l’Italia?
Ramezza dice:
“Vabene,
temo che alcuni tecnici di questo forum e purtroppo molti scienziati, che fatichino a vedere la filosofia come la premessa al vivere quotidiano. Come fosse una cosa astratta, priva di legame con il reale, con il metodo o con il limite delle cose. La filosofia è un punto di vista che può fare giudicare come pazzo un pazzo che giudica pazzo il suo giudicatore....C'è troppa abitudine a bere tutto, senza nemmeno immaginare di poter stimare la fonte.”
Io ho sempre provato ad avere un visione filosofica delle cose infatti:
Mi hanno bocciato all'esame di psicologia e l'ho presa con filosofia.
Mi hanno bocciato all'esame di economia e l'ho presa con filosofia.
Mi hanno bocciato all'esame di geografia e l'ho presa con filosofia.
Mi hanno bocciato all'esame di filosofia...............ah, l'ho presa nel culo anche stavolta. (da Flavio Oreglio)
Vedete problematiche così delicate non si affrontano con la filosofia, quando ci si cala nel mondo della Protezione Civile i discorsi filosofici servono a ben poco poiché per decisioni errate (evacuazioni in aree sbagliate dove vi è un’amplificazione sismica elevata non conosciuta come la reale vulnerabilità degli edifici, rientro nel momento in cui invece avviene il forte sisma, ecc, ecc.) si rischia la vita di molte persone.
Un esempio: tre anni fa e precisamente il 22 agosto del 2006 un’imponente frana si stacca dal paretone del Gran Sasso. Niente di straordinario per alcuni geologi che già conoscono la storia di quella montagna, infatti appena più di un secolo prima una porzione 4 volte maggiore da quella parete si era già staccata senza provocare nessun danno o feriti. Ma l’effetto scenico e mediatico fu notevole grazie anche al gran polverone sollevato. Autorità, politici tutti in elicottero a sorvolare la zona.
Come falchi per non dire sciacalli, sul problema si tuffarono alcuni studiosi in cerca di finanziamenti, la proposta per il monitoraggio di quella parete sfiorava il milione di euro. I soldi furono chiesti anche alla Protezione Civile, oltre che agli amministratori locali 8i quali ora devono fare i conti con i mancati finanziamenti per il terremoto) e fu cavalcata un’azione di “terrore” verso questi attraverso scenari futuri “apocalittici”.
Per far capire che si stava sbagliando strada fu necessario un Convegno i cui atti li potete scaricare in questo sito:
http://www.provincia.teramo.it/sala-stam...in-un-convegno.Il mio intervento fu volto a far capire agli amministratori locali la semplice differenza tra pericolo e rischio e dove in via prioritaria interviene la Protezione Civile.
In seconda battuta furono messi in evidenza invece tutte le altre situazioni rischiose (corpi franosi che interessavano abitazioni ed infrastrutture) nel territorio provinciale e sulle quali non c’erano finanziamenti.
In questo caso è lo stesso identico discorso con l’aggravante che Giuliani non offre nessuna garanzia di utilizzo proficuo di eventuali finanziamenti, mentre il mondo della ricerca è strozzato dalla mancanza di fondi.
Dare dei fondi solo per dimostrare ad una massa di ignoranti fomentati da processi mediatici l’infondatezza di certe strambalate teorie, lo trovo doppiamente dannoso oltre che demente, uno perchè si sottraggono soldi a chi veramente potrebbe farne ben uso e secondo perchè ciò autorizzerebbe in futuro, qualsiasi altro individuo a seguire la stessa strada sotto la suggestione di un’opinione pubblica sollevata ed alimentata da una pessima informazione.