Nell'ipotesi di dover, ben presto, affrontare il problema di determinare la capacità portante delle fondazioni superficiali ai sensi delle NTC2008, ho constatato che la formula di Meyerhof semplifica tale compito (la normativa, tra l'altro, non entra nel merito della formula da utilizzare: Hansen, Vesic, eurocodice, ecc...). In presenza di sisma, infatti, il parametro richiesto dalla suddetta formula è l'angolo di inclinazione del carico, funzione del rapporto tra la forza orizzontale e la forza peso (H/V=cost=ag). La conoscenza dei carichi permanenti, permanenti non strutturali e dei carichi variabili sembrerebbe, a questo punto, superflua per le determinazioni sia con l’approccio 1 (combinazioni 1 e 2) che con l’approccio 2. Tuttavia, resterebbero da conoscere parametri quali vita nominale della costruzione, classe d'uso ecc... Quali sono le vostre considerazioni a tal proposito?
La conoscenza dei carichi permanenti, permanenti non strutturali e dei carichi variabili sembrerebbe, a questo punto, superflua per le determinazioni sia con l’approccio 1 (combinazioni 1 e 2) che con l’approccio 2.
Non entro nel merito della formula da utilizzare, cosa già discussa in altri post (Hansen uber alles...). Per quanto riguarda i carichi non capisco come tu possa affermare che non servono... La formula di capacità portante ti da le resistenze (R), i carichi (E) stanno dall'altra parte della disequazione R>=E, e siccome nelle diverse combinazioni (DA1-1, DA1-2, DA2, Sismica) Q, Q2, G, G2, ecc., li devi appunto "combinare" in maniere diverse, se non li hai non puoi verifcare la disequazione.
p.s. bisognerebbe sfatare il mito che solo il carico sismico è quello che trasmette forze orizzontali alle fondazioni. Ci sono situazioni di fondazioni la cui sovrastruttura è soggetta al vento che assommanno delle problematiche dove considerare l'azione flessionale e tagliante è fondamentale per il dimensionamento.
Hai fatto bene a ricordarlo, le torri eoliche sono un esempio evidente, come pure alcuni tralicci AT e MT, edifici alti, ampi, ecc.
In questo caso la combinazione fondamentale (statica) potrebbe essere + penalizzante di quella sismica, quasi sicuramente lo è in zone non molto sismiche.
E' interessante ricordare che, poichè psi_2j del vento=0, le sollecitazioni sismiche e quelle dovute al vento non si sommano mai.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
La condizione eolica è spesso la più gravosa in torri da telefonia, da ripetitori tralicci AT, ecc..
IN questi casi la verifica EQU è determinante ancora prima di pensare ad altri effetti; e le verifiche geotecniche non possono mai trascurare di considerare con precisione le forze agenti.
p.s. si è spesso portati a pensare che vento e sisma non sia da sovrapporre per questioni di carattere probabilistico e statistico, ma vi è anche un altro fatto. Lo spettro del vento, diciamo la densità spettrale di potenza, parte da zero e raggiunge un massimo per valori di T decisamente altri, dove di solito l'incidenza del sisma è trascurabile.
Marco, quali sono le tue perplessità circa l'utilizzo della formula di Meyerhof in campo statico ? Suppongo che la suddetta formula sia, tra l'altro, più conservativa.
In campo sismico, poi, ho trovato un esercizio (del corso di fondamenti di geotecnica), circa l'applicazione delle NTC2008, del Prof. Grisolia dell'Università Sapienza di Roma, dove si utilizzano nella formula della capacità portante i fattori di inclinazione del carico di Meyerhof: ic = iq = (1-alfa/90°)^2 iy = (1-alfa/fi')^2
Nell'esercizio della professione ritengo poi che sia molto più frequente imbattersi in ville, villette, palazzine di non più di tre piani che in torri, tralicci, ripetitori, ecc... Infatti, mi pare di non aver mai letto nel forum di problematiche relative a queste ultime tipologie di strutture.
In campo statico ritengo la formula di BH molto più studiata e testata, la si ritrova sull'EC7, su molti libri attuali, tra cui quello di Bond e pertanto è quella che uso e credo si più affidabile. Nella esercitazione mi sembra applicato BH.
In campo sismico il non utilizzo di formule che tengano conto di questo fenomeno è un errore anche se lo fa un Prof. L'uso in campo sismico di Polucci, o Maugeri, o Richards, è da considerarsi del tutto raccomandato. Ovviamente devo difendere i miei punti forti
Poi dove utilizziamo queste formule credo che sia poco importante, ognuno ha suoi campi di lavoro e sono tutti importanti. personalmente mi è capitato spessissimo di fare tralicci o pali per AT, ma è un pò una anomalia la mia..
...In presenza di sisma, infatti, il parametro richiesto dalla suddetta formula è l'angolo di inclinazione del carico, funzione del rapporto tra la forza orizzontale e la forza peso (H/V=cost=ag)
Per la precisione, H/V = Khi
Inoltre: il discorso, in assenza di coesione, vale anche per Hansen e Vesic, per Meyerhof apparentemente sempre.
Quote:
La conoscenza dei carichi permanenti, permanenti non strutturali e dei carichi variabili sembrerebbe, a questo punto, superflua per le determinazioni sia con l'approccio 1 (combinazioni 1 e 2) che con l'approccio 2. Tuttavia, resterebbero da conoscere parametri quali vita nominale della costruzione, classe d'uso ecc... Quali sono le vostre considerazioni a tal proposito?
Le stesse di Carlo Caleffi. Senza i carichi non hai il 2° membro della disequazione degli SL.
Potresti fornire un carico critico di verifica, questo però implica che devi considerare un numero infinito di carichi applicati.
Il tuo discorso è che la resistenza, Rd, non è più in funzione del carico verticale come variabile, ma di khi= cost. e questo è corretto.
Concludendo: la Rd non varia con il variare del carico applicato ma la Ed indubbiamente sì.
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mccoy, in precedenza nel forum (http://www.geoforum.it/ubbthreads.php?ubb=showflat&Number=67523&page=1)hai asserito che nel DM2008 non è spiegato come ottenere Khi e che la spiegazione si trova nell'EC8 per edifici 'semplici' (formula per il taglio alla base o base shear); ora affermi (per la precisione) che Khi è semplicemente pari al rapporto H su V. E' davvero così elementare ottenere il Khi (che, tra l'altro, è legato all'inerzia della struttura)?