Filo diretto con i geologi italiani    
 
Non sei ancora iscritto ?
Compleanni di Oggi
EryMica (33), luciano659 (74), Paolo Bartoli (46)
Chi è Online Ora
0 membri (), 2,178 ospiti, e 2 robot.
Chiave: Admin, Mod Globale, Mod
Top Poster(30 Giorni)
mccoy 3
gp 2
antrea 1
Sponsor
GeoFoto
Frammento azzurro trovato in strada
Frammento azzurro trovato in strada
by Keccogrin, December 6
Qualcuno sa di cosa si tratta?
Qualcuno sa di cosa si tratta?
by Alex_Bach, September 21
Uovo ?
Uovo ?
by ACM80, August 25
Riconoscimento roccia
Riconoscimento roccia
by rama12, April 17
Sponsor
Sponsor
Discussione Precedente
Discussione Successiva
Stampa Discussione
Valuta Discussione
#70527 18/09/2009 09:13
Iscritto: Sep 2009
Posts: 6
V
vinicia Offline OP
Junior Member
OP Offline
Junior Member
V
Iscritto: Sep 2009
Posts: 6
Salve a tutti!
Sono una studentessa di geologia, e sto preparando un esame di geofisica. C'è una domanda che vorrei porvi, che mi sembra basilare per la comprensione del metodo della sismica a rifrazione. Quali sono i parametri di cui devo tener conto per decidere la distanza tra il punto di scoppio e i geofoni? Potreste farmi un esempio pratico? Grazie

Iscritto: Dec 2007
Posts: 268
I
Member
****
Offline
Member
****
I
Iscritto: Dec 2007
Posts: 268
Quindi neanche nel tuo di corso è stato specificato......
Quando lo chiesi io mi fu risposto "in funzione di quello che deve essere investigato".
Nient'altro nessun criterio per cui stabilire la distanza, un calcolo, seppur approssimativo. Niente. Quidni anch'io sono rimasto con quel dubbio.

Cercando un pò su internet ho trovato questo articolo dove viene descritta la sismica a riflessione ad altissima risoluzione. Non so se è la normale procedura, ma in effetti sembra abbastanza funzionale e pratica:

"Il risultato di un profilo sismico dipende in gran parte dai parametri utilizzati nel corso
dell’acquisizione dati, parametri che vengono scelti dopo aver realizzato il cosiddetto profilo
walkaway.
Si tratta di un espediente di campagna per saggiare le caratteristiche dell’obiettivo di
ricerca e scegliere la migliore configurazione dei parametri di acquisizione; allo scopo
viene utilizzato uno stendimento di dimensioni limitate che viene lasciato fisso in una certa
posizione, allontanando progressivamente il punto di scoppio lungo il profilo prescelto,
ovvero eseguendo una serie di energizzazioni con differenti distanze sorgente-geofoni.
I parametri da definire in questa procedura sono i seguenti:
1) lunghezza della registrazione (record lenght) e intervallo di campionamento
(sample rate);
2) massima distanza tra sorgente e geofono (maximum offset);
3) minima distanza tra sorgente e geofono (minimum offset);
4) distanza tra le stazioni geofoniche;
5) tipo di stendimento ("end-on" o “split spread”);
6) controllo automatico di guadagno (AGC);
7) filtri digitali.
Per i punti 2) e 3), la distanza tra sorgente e geofono è scelta in campagna in funzione
di varie prove di registrazione effettuate allo scopo di attenuare il più possibile il ground roll
(onde superficiali).
In via del tutto teorica, si può considerare il maximum offset all’incirca uguale alla
profondità del riflettore che si vuole evidenziare; il minimum offset dovrebbe essere il più
piccolo possibile (al fine di registrare anche i primi arrivi delle onde rifratte, indispensabili
per le correzioni statiche), compatibilmente con l’esigenza di evitare sia la saturazione del
segnale ai geofoni, sia la registrazione di disturbi che, in prossimità della sorgente, hanno
un’ampiezza tale da obliterare completamente la riflessione.

Un altro punto fondamentale è la scelta della distanza intergeofonica, che è funzione
del maximum offset, del minimum offset, del numero di canali disponibili e della risoluzione
richiesta.
"

Se vuoi leggere tutto l'articolo eccoti il link:

http://www.progeo.info/Sismica%20a%20riflessione%20Rovereto%207%20dicembre%202007.pdf

Ultima modifica di Ignazio C.; 18/09/2009 11:03.
Iscritto: Jan 2008
Posts: 21
L
Junior Member
Offline
Junior Member
L
Iscritto: Jan 2008
Posts: 21
La distanza tra punto di scoppio e geofoni fondamentalmente ti regola la profondità d'investigazione. Più questa distanza è grande e maggiore sarà la profondità che andrai ad investigare. Ovviamente se si decide di aumentare tanto tale distanza l'energia immessa (sorgente) deve essere maggiore.
Punto basilare perchè si possa eseguire una sismica a rifrazione è che la velocità delle onde aumenti con la profondità altrimenti non risalgono.

Iscritto: Dec 2007
Posts: 268
I
Member
****
Offline
Member
****
I
Iscritto: Dec 2007
Posts: 268
Originariamente inviato da: Luca Pedara
Ovviamente se si decide di aumentare tanto tale distanza l'energia immessa (sorgente) deve essere maggiore.


Il problema è che per aumentare una distanza, questa prima deve essere stabilita, e la domanda si riferiva proprio al criterio da adottare per stabilire questa distanza iniziale

Ultima modifica di Ignazio C.; 18/09/2009 12:15.
Iscritto: Sep 2009
Posts: 6
V
vinicia Offline OP
Junior Member
OP Offline
Junior Member
V
Iscritto: Sep 2009
Posts: 6
Vi scrivo il quesito che mi ha messo in crisi:
a quale distanza dalla sorgente devo mettere il primo geofono (e poi tutti gli altri) per individuare con precisione la base di una copertura (di spessore stimato 4 m) la cui velocità è 1,4 km/s; la copertura poggia su un' arenaria (velocità 2,4 km/s)??

Iscritto: Nov 2008
Posts: 1,463
A
agi Offline
Member
***
Offline
Member
***
A
Iscritto: Nov 2008
Posts: 1,463
Se i mei ricordi di geofisica non sono così arrugginiti ricordo che il primo scoppio all'esterno dello stendimento si pone generalmente ad una distanza dal primo (e dall'ultimo geofono) pari a metà della distanza intergeofonica. La distanza dello scoppio ancora più esterno dipende poi da una serie di fattori tra cui anche la profondità di investigazione...in genere per lo scoppio ancora più esterno potrebbe bastare metà della lunghezza dello stendimento (naturalmente quando lo spazio a disposizione esiste).

saluti, agi

Iscritto: Dec 2007
Posts: 268
I
Member
****
Offline
Member
****
I
Iscritto: Dec 2007
Posts: 268
Se la poniamo in questi termini allora il calcolo non è difficile.
Basta usare la formula (che dovrebbe essere una derivazione della formula di snell) in cui compare il termine ic (angolo di incidenza critico) e calcolarlo una volta che si ha lo spessore dello strato e l'angolo di rifrazione (90°).
Conosciuto l'angolo critico e lo spessore dello strato, tramite le formule trigonometriche ti ricavi l'ipotenusa del triangolo (corrispondente al percorso del raggio sismico) e l'altro cateto (corrispondente a metà della distanza tra punto di scoppio e primo geofono e la cui proiezione sul limite di strato è il punto d'incidenza).
Spero di essere stato chiaro......

Iscritto: Sep 2009
Posts: 6
V
vinicia Offline OP
Junior Member
OP Offline
Junior Member
V
Iscritto: Sep 2009
Posts: 6
Grazie mille!!!!


Link Copiato negli Appunti
Ultimi Post
Vendo sistema inclinometrico completo - SISGEO
by nuvola rossa - 14/08/2026 15:44
Manifesto vintage scala ere fossilifere
by Silvia70 - 12/08/2026 08:53
RocLab della Rocscience
by mccoy - 11/08/2026 03:44
STRUMENTAZIONE PER SISMICA SARA
by antrea - 06/08/2026 08:30
Vendo
by domenico craparo - 05/08/2026 13:52
Sisimica a Rifrazione - topografia - Rayfract
by Rayfract - 02/08/2026 06:17
Statistiche del Forum
Forum34
Discussioni21,083
Post147,883
Membri18,159
Massimo Online17,513
Jul 9th, 2026
Nuovi Membri
Silvia70, Mercorelli A., domenico craparo, GeoFra92, CADA srl
18,159 Utenti Registrati
Sponsor
www.geologi.it bar-2
bar-3

Per domande o commenti su questo sito Web info@geologi.it

Powered by UBB.threads™ PHP Forum Software 7.7.5
(Release build 20201027)
Responsive Width:

PHP: 7.4.33 Page Time: 0.013s Queries: 31 (0.006s) Memory: 2.9650 MB (Peak: 3.2530 MB) Data Comp: Off Server Time: 2026-08-16 12:15:39 UTC
Valid HTML 5 and Valid CSS