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Ciao a tutti, non credo (sono un neolaureato) che il geologo sia uno spaccapietre, ma spesso si associa a tale figura quella di una sorta di studioso anacronistico spaccapietre con un martello sempre appresso. Non mi posso mai dimenticare durante la campagna di Geologia 1 quando sulla Sila il professore con il martello in mano rimodellava il povero versante e con la lingua pronta per assaggiare le rocce organogene ci spiattellava 8000 nomi di formazioni a noi matricole incomprensibili....il prof aveva sui 65-70. Rinnoviamo la classe docente, buttiamoli fuori questi matusa del 600!!!! Che ne pensate?
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Iscritto: Apr 2000
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Che stai a dire? Non è per l'età che vanno buttati fuori docenti (e ricercatori... e professionisti) ma per la qualità dell'insegnamento/ricerca/lavoro che producono. Questo docente ti ha insegnato la geologia ed il rilevamento? Il nome delle formazioni forse avresti dovuto conoscerli.
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Iscritto: May 2004
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Concordo, non è questione d'età, ma di qualità. Per fare il geologo ( e soprattutto il geologo professionista) bisogna innanzitutto sapere la geologia,saper rilevare,sapere leggere le carte, saper fare una sezione geologica. Quando si dice che l'università non prepara alla professione non vuol dire che quello che si fa è da buttare perche' non serve ,anzi.Quello che mancava ai miei tempi ( 15-20 anni fa era la parte pratica delle'esecuzione delle indagini sia in sito che in laboratorio.Infine una parte importante ( almeno nel mio caso) ha avuto la preparazione della tesi( tesi sperimentale in geologia applicata:elaborazione della carta della franosità)soprattutto dal punto di vista pratico (rilevamento geologico e geomorfologico,visione delle foto aeree).
Sabato D'Elia
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Iscritto: Apr 2001
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In pieno accordo con soilrock e sabato d'elia, aggiungo che scoprirai che un geologo è "anche" uno spaccapietre, ma non solo questo ovviamente. Se dovessi eseguire un rilevamento per un tracciato stradale, una galleria etc. etc., come pensi di farlo? a tavolino? senza conoscere quegli 8000 nomi? ...martello in mano e camminare "a modellare i versanti"! serve anche questo...
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Concordo pienamente anch'io con i miei tre predecessori! Mi pare strano che a lezione non sia stata accennata la stratigrafia della zona dove siete stati in escursione! Comunque è vero che l'età non conta assolutamente...ci sono professori che i 60 li hanno superati ma non li cambierei mai con nessun altro! Se alcuni sono pessimi adesso è perchè lo sono stati anche prima. Magari all'inizio ti sembrerà impossibile imparare a riconoscere tutte quelle formazioni ma è questione di tempo (e pure poco) e soprattutto di un costante allenamento. E come già diceva D'Elia il rilevamento è la base di qualsiasi lavoro geologico...buon lavoro e buona fortuna!
FunkyG
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Iscritto: Sep 2003
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Si vede proprio che ti devi fare ancora le ossa sul campo. Dopo quasi dieci anni di professione come geologo di campo e di laboratorio sia in Italia e sia all'estero per gallerie, dighe e ferrovie ti posso garantire che non c'è stata una volta nella quale durante il lavoro non abbia pescato nelle nozioni di base che mi hanno dato i miei docenti universitari. Ricordati che siamo tecnici della terra e in quanto tale la conoscenza del territorio sia in senso morfologico che stratigrafico strutturale per noi è fondamentale. Magari non ti servirà il nome della formazione ma sapere che cosa è e come si comporta se la devi scavare, consolidare, usare a rilevato o come corpo di una digha quello sì.
E poi non ti scordare mai che il nostro motto è "Mens et malleo"
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Iscritto: Jul 2004
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Clark ha esagerato esprimendosi così, non si può lavorare senza tali basi, è un pò come dire che si può costruire una casa senza le fondamenta
però c'è un altro aspetto, i nostri corsi di laurea sono assai poco applicativi e qui si cade nell'eccesso opposto, ossia attualmente si fanno fondamenta (le basi) che sono il doppio della casa e tutto ciò perchè i BARONI di applicazioni della geologia non sanno una benemerita... queste persone continuano a difendere il ruolo della geologia classica per puri scopi personali e profondamente egoistici: vogliono così conservare il loro primariato all'interno delle università che diversamente verrebbe messo in grave pericolo e garantire al contempo un fulgido futuro alla loro stuola di protetti che potranno così diventare professori associati e poi ordinari senza doversi mai sporcare le mani con argomenti applicativi; e così si saranno garantiti una degna discendenza.
Il problema stà tutto nelle proporzioni, non è pensabile che si possa fare geologia applicata senza passare da geologia 1 e 2 / paleontologia / stratigrafia/ rilevamento ecc. sono tuttavia dell'avviso che le materie applicative debbano superare in crediti quelle di base.
Poi iniziamo a confrontarci con la realtà, l'80-90% della professione del geologo è fatta di applicazioni della geologia a opere di ingegneria civile di modesta entità, uno su mille nell'arco della carriera rileva il tracciato di una galleria, il 50% scommetto che non sa in quale cassetto ha messo la bussola l'ultima volta che l'ha usata (qualche anno fa), in compenso avrà a portata di mano lo scissometro e il penetrometro tascabile che terrà in massimo ordine ed efficienza...
La regola è la stessa per tutti (dal commerciante al professionista) "bisogna andare dove va il mercato", la stessa regola vale per le università e se ne accorgeranno presto a loro spese.... ben inteso che per università intendo le lauree in geologia, perchè tutte le altre hanno ben compreso come va il gioco e si sono adeguate immediatamente (basti vedere come si sono differenziate le classi di laurea in ingegneria)
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Iscritto: Jun 2000
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Clark sei stato pesante ed ingiusto! Ho seguito geologia a Napoli, anche io sono andato sulla Sila e so benissimo di quale professore parli....avresti dovuto notare però che in calce alle carte geologiche di mezza Italia compare sempre il suo nome e questo lo rende unico e forse impareggiabile. Personalmente io sono rimasto affascinato dal suo modo di fare lezione,dalla capacità comunicativa e non ultimo la sempre completa disponibilità.
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Iscritto: Nov 2004
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Ciao, scusa, ma secondo me non hai ragione. Io ne ho avuto de professori anziani che pero' sfortunatamente non venivano con noi sul terenno, e questa e' una grande perdita, perche' la geologia alla fine non si impara in una sala dell'universita', ma sul terenno, proprio pacando le pietre. Io ho avuto la grande fortuna di avere due dei piu' famosi geologi rumeni come professori e sinceramente mi dispiace per le future generazioni di studenti che non potranno approfitare dell'esperienza di una vita sul terenno che la puo' avere un geologo anziano. Il mio sogno e' di diventare come loro perche' poter fare delle lezioni, fare la ricerca di un certo livello e andare sul terenno con i studenti a una certa eta' mostra una vera forza del carattere.
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