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Con riferimento alla frana di Maierato, sentino da articoli dei giorni scorsi, che il fenomeno verificatosi è da ricondursi alla condizione cosiddetta della liquefazione di alcuni litotipi, precisamente delle sabbie e non delle argille ?
Non essendo un geologo, chiedo di conoscere il significato della condizione accaduta e come è stato possibile che si sia verificata ?

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Originariamente inviato da: melotto1

Non essendo un geologo, chiedo di conoscere il significato della condizione accaduta e come è stato possibile che si sia verificata ?


se rileggi i post passati un'idea la si potrebbe avere... attualmente possiamo dire che da un lato questi fenomeno come tutti gli analoghi, sono fenomeni naturali che avvengono in zone in disequilibrio, x tanto fanno parte dell'evoluzione geologica, però se vogliamo dare colpa anche alla natura!
cosa ti interesserebbe sapere, in maniera un pochino più precisa?
Sulla liquefazione delle argille, be ha lasciato perplessi subito tutti quelli che hanno intervenuto su questa discussione, si tratta di un fenomeno che richiede particolari condizioni, tra cui la presenza di livelli argillosi molto sensitivi, che da noi è difficile trovarle. Dalle relazioni effettuate sul campo e postate in precedenza si nota come la maggior parte di materiale convolto sia di natura sabbiosa o sabbio-limosa.
In questa prima analisi un ruolo molto importante è ricondotto all'instaurazione di sovrappresioni dovuti sia alla grande quantità di precipitazione e al ridotto drenaggio delle stesse.
Il problema sta nel fatto che la frana era già stata identificata in passato senza che però abbia richiamato la giusta attenzione da chi di dovere!

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allo stato delle conoscenze non si possono fare altro che ipotesi. come dicevo precedentemente bisogna fare misure e monitorare.
a mio parere le condizioni al contorno da quelche tempo erano cambiate per interventi e fenomeni (anche naturali) che avevano interferito sulle cause predisponenti ingigantendole e accelerando processi in atto. le cause scatenanti invece le conosciamo tutti.
non errato era il riferimento alla tettonica ed al quadro fessurativo in grande e molto importante quello che si riferiva alla presenza di orizzonti di gesso (cosa che potrebbe aver maggiormente predisposto alla infiltrazione dissoluzione cedimento-sono fenomeni molto subdoli che ho trovato anche nelle mie zone)

Ultima modifica di michelec; 02/03/2010 09:49.

michele conti
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Dalle puntuali risposte intuisco che una delle cause principali della frana di Maierato sia da ricondursi alla abbondanza delle piogge, tali da determinare quello scivolamento delle coltri sabbiose soprastanti gli strati già sofferenti per la sussistenza di piani di debolezza interessate da precedenti frane segnalate in passato. chiedo conferma su questa possibile tesi in grado di spiegare, fino a prova contraria, l'accaduto. Amici, come abbiamo constatato dalla notizia della sera dello scorso 2 marzo, soprattutto dalla intervista rilasciata dal geologo della Protezione civile siciliana, la frana di Caronia, nel messinese, a non molta distanza da San Fratello, sembrerebbe da ricondurre ad una serie di circostanze particolari.
1) la zona,da come è stata descritta, appare non particolarmente denudata, addirittura non mancano i boschi;
2) non si registrano segni di una evidente antropizzazione;
3) non sembra che vi siano state precipitazioni abbondanti nelle ore appena precedenti il dissesto di Caronia;
4) tutto questo, lungi dal rendere inspiegabile il fenomeno, certamente, stanti così le circostanze e le notizie che trapelano, riporta il fenomeno franoso su un piano previsionale incerto. Voglio dire, in poche parole, se non vi sono state nella zona forti insulti naturali e antropici, a questo punto soltanto il microrilevamento delle frane potrebbe risultare l'unico rimedio per interpretare condizioni di innesco di particolari rischio.
Mi auguro che se questa possa essere la condizione principale per potere seguire la naturale evoluzione di un fenomeno tale da degenerare in frana (il microrilevamento delle frane), allora la pubblica amministrazione dovrà in tempi rapidi provvedere ad assegnare ai giusti rilevamenti geotecnici l'analisi di dettaglio del territorio a rischio.

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Nel caso di Caronia i segnali di un dissesto in atto erano evidenti da almeno 2 anni. Inoltre così come a san fratello, la frana ha interessato insediamenti abitativi posti immediatamente a monte di una zona classificata nel pai a pericolosità p2.
In una emittente locale ho ascoltato l'intervista del titolare di una ditta di perforazione pozzi, il quale nel rimarcare che il sottosuolo del settore interessato dalla frana è ricco d'acqua per la presenza a circa 20 25 metri di profondità di una falda acquifera, sottolineava che da qualche anno molti pozzi in zona erano andati fuori uso perchè tranciati dal movimento franoso

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ma chi ha permesso l'edificabilità esiste una cartografia di fattibilità geologica alcuni dicevano "ho tatto fare tuute le indagini etc...!" hanno redatto relazioni geologiche per costruire???
quelle aree erano a rischio e vedo (è oltre un anno che viene segnalato il movimento) vi sono recenti cantieri???!!!!


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Frane: a rischio il municipio di Naso

NASO (MESSINA) - Il palazzo municipale di Naso dovrà essere evacuato a causa del dissesto provocato dalle frane che coinvolgono alcuni paesi sui Nebrodi. Lo ha stabilito il commissario Antonio Garofalo, che sostituisce sindaco e giunta. Gli uffici verranno spostati in altri immobili comunali del centro storico, tra piazza Lo Sardo, piazza Roma e via Amendola.

Il provvedimento, attuato dopo un sopralluogo dei tecnici comunali, della Protezione civile e del Genio civile, è stato condiviso dai gruppi consiliari che hanno incontrato il commissario. Il funzionario regionale ha firmato le ordinanze di sgombero per quattro abitazioni nel rione Spirito Santo a causa del movimento franoso che coinvolge anche un tratto della Statale 116.

CARONIA: LA FRANA NON SI FERMA. Continua ad avanzare lentamente, ma inesorabile, il movimento franoso che due giorni fa ha investito alcune contrade a nord di Caronia. La frana, che ha un fronte di circa 800 metri e si estende su un'area di 50 ettari, ha travolto e inghiottito del tutto alcune case che erano già state lesionate.

Tra gli edifici coinvolti dal dissesto anche la scuola media di contrada Lineri, che dovrà essere abbattuta. Complessivamente sono 32 le famiglie che sono state costrette a lasciare le loro abitazioni, per un totale di 105 residenti.

Nella zona sono in corso in questo momento una serie di sopralluoghi da parte dei tecnici dei vigili del fuoco e della Protezione civile regionale. La natura argillosa del terreno e lo scivolamento provocato dalle abbondanti piogge degli ultimi giorni vengono confermati anche da una serie di piccoli stagni che punteggiano l'area interessata dalla frana.

"In questo momento - spiega il geologo Michele Orifici - non siamo in grado di dire se il fronte si allargherà visto che il fenomeno è in evoluzione anche se un po' rallentato rispetto a lunedì. In ogni caso stiamo cercando di limitare l'area poiché siamo preoccupati per l'allerta meteo diramato per il fine settimana".

L'eventuale nuova ondata di maltempo, accompagnata da abbondanti piogge, potrebbe aggravare la situazione visto che sono emersi tratti di terreno più argilloso sul quale poggia lo scivolamento del costone roccioso.

Da La Sicilia

Ultima modifica di Stellina; 06/03/2010 12:07.

NON GEOLOGA
(ma credo che si capisca smile )
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Per completezza allego:
1 stralcio carta geologica
2 stralcio pai approvato nel marzo 2007
3 immagine google del 02/08/2006
4 sovrapposizione pai _google

Immagini allegate
stralcio cg caroniabis.jpg (862.75 KB, 21 download)
Grafica1.jpg (912.46 KB, 15 download)
CARONIA.jpg (284.16 KB, 14 download)
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Immagini allegate
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