Ho molto aprezzato la dotta disquisizione sopra esposta però non ho rilevato alcuna indicazione operativa nell'immediato, che nel momento attuale sono le più necessarie.
Non vengono indicati i possibili interventi d'urgenza per ridurre o addirittura eliminare quanto prima l'arretramento dell'arco di distacco, nè se la consistenza del corpo di frana è tale da permette l'accesso ai mezzi meccanici per eseguire i primi fossi per smaltire le acque e svuotare eventuali laghetti di ristagno, nè vengono indicati i punti più soggetti ad rilevare la velocità della possibile l'evoluzione del movimento franoso (utilizzando semplicissime "spie"), nè se la massa franata al piede viene erosa da un corso d'acqua e in tale caso se vi è la possibilità di una immediata deviazione del filone della corrente, nè le zone in cui i fabbricati sono da abbattere e quelle nelle quali possono essere recuperabili nell'immediato futuro.
Insomma vongono affrontati i problemi solo in termini accademici e non gli interventi nell'immediato che sono quelli che servono alla popolazione ed alle autorità competenti.
Presumo che siate giovani per cui il vostro operato è comprensibile, quello che è meno comprensibile è invece che queste cose nelle università non mi risulta vengono insegnate, nè mi risulta che i nostri Ordini regionali le affrontino nel varie conferenze dell'aggiornamento portando eventualmente i partecipanti al "capezzale del malato".
Antonio sei prontamente servito,
i lavori di escavo li stanno facendo (e lo avevo già detto nel primo report), per far drenare le acque e già hanno fatto tanto. Hanno fatto addirittura già una pista fino al laghetto che si è formato in testata a causa dello sbarramento del fosso (quello che si vede troncato) e ieri stavano già posizionando la condotta di drenaggio.
La provincia sta facendo eseguire, oltre ai lavori nel corpo di frana, dei sondaggi a monte del punto più interno del coronamento ed è lì che ho preso i dati che hanno validato la stratigrafia che avevo desunto inizialmente solo da un rilevamento speditivo, ma naturalmente per motivi deontologici e di profondo rispetto che nutro per il collega (di cui sono molto amico) che sta seguendo i lavori, non ho divulgato e NON divulgherò.
Per il momento operare sulla scarpata e sul coronamento è impossibile e sarebbe veramente da suicidio, visto che la scarpata è praticamente verticale, estremamente instabile e con continui distacchi ed arretramenti (già dove stanno facendo il sondaggio non è che siano veramente in sicurezza).
Per quanto riguarda il monitoraggio sono stati tempetivamente installati una serie di coni ottici e relativa stazione totale e credo che installeranno degli inclinometri nei pozzi dei sondaggi.
Per il momento non si parla di manufatti da abbattere, questo dipende dall'evoluzione della frana e dagli interventi che verranno pianificati per la messa in sicurezza della scarpata.
Non siamo dei pivellini, forse un po' incoscenti sì, visto che siamo stati letteralmente sul coronamento oltre le fessure dei futuri e sicuri distacchi (che si possono verificare in qualsiasi momento e senza preavviso, proprio due giorni fa è venuto giù un altro pezzo della parte a sinistra del fosso), rischiando di andare giù per 50 m e abbiamo pure rischiato anche una denuncia per essere entrati nella zona rossa nonostante l'ordinanza di sindaco, prefetto ecc.
Insomma forse non ti sei reso conto, come tanti altri, della complessità e della vastità del fenomeno (ma lo capisco perché se non ci vai di persona non te ne puoi fare un'idea), si parla di 1,5-2 mln di m^3, e della difficoltà di intervento, visto il continuo evolversi della frana.
Noi siamo stati più volte anche in comune e ci siamo messi a disposizione GRATUITAMENTE per eventuali rilevamenti e consulenze.
Nel 2005 il nostro ordine ci ha portato "al capezzale" come dici tu, della frana di Cavallerizzo per una "lezione" sul campo con tanto di ricercatori cnr e geomorfologi e Geoalfo può confermare, quindi, come vedi almeno il nostro ordine, almeno il passato consiglio, si muoveva bene, ora aspettiamo di vedere come agirà l'attuale.
E ieri addirittura abbiamo proposto all'assessore, passata la fase emergenziale, vista l'irrimediabile perdita di una fetta di territorio comunale e privato, di fare la richiesta di istituzione di un geosito per campi didattici.
Comunque quando sarà pronta la galleria fotografica vedrete tutte queste cose, almeno in foto e vi renderete conto di dove siamo stati.