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#6041 11/02/2005 12:29
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Originariamente inviato da GEO STUDIO:
Sulla passione non discuto, figuriamoci poi sui gusti...
però, a questo punto, non trovo giusto che chiunque sappia fare una sezione possa firmare una relazione geotecnica (magari ha studiato geologica applicata 3 mesi 3 anni prima)
non trovo giusto che gli si dia un timbro e via a far danni!!!
apparte il fatto che i danni li fanno anche i geotecnici che non hanno una base geologica pura soddisfacente...su ciò che dici sono daccordo anche io, per quanto mi riguarda infatti non ho la minima intenzione un giorno di andare a firmare relazioni geotecniche, visto che le mie passioni si dirigono in altri campi...
per quanto riguarda il resto dei geologi, se leggevi meglio il mio post di prima, chi dovrebbe far certe cose, sono quei laureati che non solo hanno fatto geo app 3 anni prima, ma sono quei laureati che hanno fatto geo app + altri opzionali applicati al terzo anno + specializzazione di due anni in tale campo.


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#6042 11/02/2005 13:50
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non sforiamo shocked shocked shocked non si possono a mio avviso separare le conoscenze geologiche di base da quelle tecniche(almeno nel corso universitario dei 5 anni)...semmai ci si specializza poi, nel lavoro, o tramite master, o tramite dottorati;non si possono abolire esami o materie solo perchè non sono di proprio gradimento o perchè si fantastica sul futuro pensando che un giorno non ci si dovrà trovare a firmare relazioni geotecniche(anche perchè so' soldi che nessuno li rifiuta,oltre al fatto che fa sempre piacere avere delle competenze)...secondo il mio parere non è giusto che nascano corsi diversificati almeno fino al normale corso di 5 anni...e poi se si vanno a vedere questi corsi si può notare che portano nomi come geotecnologie,geologia applicata,georisorse, georischi ma poi le materie e i programmi sono gli stessi, come è giusto che sia.....

#6043 11/02/2005 14:28
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non si possono a mio avviso separare le conoscenze geologiche di base da quelle tecniche
non le ho separate infatti, altrimenti non stavo nemmeno a discutere sull'importanza di petrografia e mineralogia anche nei corsi di laurea come geotecnologie


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#6044 11/02/2005 19:45
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Non lo so ma se è vero che tutti i corsi sono uguali sarebbe veramente una bella presa in giro...

per geotecnologie sono sicuro che non è come dici, ma per gli altri ho anche io il dubbio che non si differenzino che nel nome... rientrerebbe perfettamente nella filosofia del: far credere di aver cambiato TUTTO per far si che NON CAMBI NIENTE...

per il fatto che il qunquennio debba continuare a produrre dei laureati TUTTOLOGI non sono mai stato daccordo, niente di più sbagliato!!!
l'università deve essere il trampolino per il lavoro e giammai una fase propedeutica ad un nuovo ciclo formativo... ma che c'avete tutti i genitori disposti a pasturarvi fino a 40 anni???
beati voi!!!

#6045 12/02/2005 09:25
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Sono sempre più stupito per i “finti” cambiamenti adottati in seguito alle varie riforme universitarie….probabilmente in buona fede si da la possibilità agli studenti di seguire una miriade di nuovi corsi dai nomi sfavillanti…Forse il fine di questa crescente offerta è quello di cercare di formare professionisti al passo con i tempi, in grado di competere nel duro mondo del lavoro con altre figure professionali da sempre più agguerrite….Il problema è che tutti questi cambiamenti di facciata non migliorano assolutamente la situazione occupazionale degli aspiranti geologi, poiché a mio parere non vengono assolutamente recepiti dalla maggioranza delle aziende. Credo che i geologi si siano sempre trovati in difficoltà nel mondo lavorativo principalmente perché non posseggono le solide conoscenze di matematica e fisica che sono invece proprie ad esempio degli ingegneri……è inutile fare una bella carta se poi non si padroneggiano le conversioni tra le unità di misura ecc…gli ingegneri chiedono numeri al professionista geologo ed il geologo risponde il più delle volte con valutazioni qualitative.
Senza una solida base matematica usciremo sempre sconfitti dal confronto con le altre categorie professionali…..questa sarebbe la vera riforma e non certo quella attuale che ti consente solamente di usare un po’ di più il computer rispetto al passato…….l’aspirazione degli studenti in geologia è forse quella di diventare degli operatori CAD????

#6046 12/02/2005 09:47
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geo studio io ho fatto geotecnologie in un'altra sede(ovvero non a siena)e ti posso assicurare che a parte qualke esame tipo gis,via e pt monitoraggio geoamb. e qualke altro opz. tutti i corsi sono uguali come è giusto che sia(cioè cambiano 3-4 esami su un totale di 35).....ciò non vuol dire che non sia cambiato nulla o sia cambiato in meglio o in peggio posso solo dire che oggi si studia molto, ma molto di più che una volta nei dip. di geologia, perchè per arrivare a 50 e passa esami in 5 anni ci vuole!!!(questo è dovuto anche all'aumento delle problematiche affrontate dai geologi.....per esempio: la geotecnica,la via le pt etc...)... contando anche il fatto che i programmi delle singole discipline non sono stati modificati affatto....ma tutto ciò è estremamente positivo per la professione.....che le università ingannino non c'è dubbio non solo quelle di geologia anche quelle di ingegneria; ti faccio l'esempio delle ingegnerie edili - architettura(o qualcosa del genere)...con questo titolo di abbagliano per poi dirti dopo i tre anni che si dovrà fare nella vita la scelta di fare l'una o l'altra professione perchè ovviamente nella vita già è difficile farne una delle due figuriamoci tutte e due...un mio collega di studio ha cambiato sede per la specialistica(abbagliato dai termini per definire il corso,ovvero geologia applicata all'ingegneria ambientale e pianificazione territoriale,mentre io sto proseguendo nella sede dove ho effettuato il corso a tre anni,col corso di specialistica in georischi e georisorse...be!!!qualke giorno fa mi ha fatto avere su mia richiesta il piano di studi e con mia gran poca sorpresa ho potuto constatare che è lo stesso,identico,ma proprio identico...ripeto secondo me i corsi universitari devono essere identici fino ai cinque anni poi se uno si vuole specializzare il tempo e i modi ci sono....ah vi ricordo che viviamo nell'epoca della globalizzazione per cui tutto il mondo è paese ovvero fare l'univ. a Potenza o a Siena o a Bristol o a Oxford o a Katmandu oggi è uguale, dipende solo dai singoli individui(prof e studenti)la preparazione in una materia....

ah aggiungo se un individuo è leggermente più furbo e più volenteroso di un altro capisce che se vuol tentare di accorciare i tempi nell'inserimento nel mondo del lavoro deve tentare la carta di fare un buon stage di un anno (invece di andare a mettere le firme perchè e' d'obbligo farlo di tre mesi dalle mie parti) presso uno studio serio(possibilità che oggi le università danno a tutti) tentare di farsi apprezzare e magari acquisire le necessarie nozioni professionali per incominciare....

#6047 12/02/2005 10:30
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Cari lettori di questo forum,

avrei voluto mandare una mia ulteriore risposta ad Iside, che ringrazio per avere, con la sua richiesta, generato questa interessantissima discussione. Ho però preferito prendermi una pausa di riflessione, soprattutto dopo aver letto gli interventi di molti di voi, fra i quali Valentinite, GeoStudio e Blizzard e Georight, che ringrazio.

Ad Iside ho già risposto e non cedo di voler aggiungere altro, se non i miei complimenti ed un i migliori auguri per le sue scelte di studio e di formazione. Mi piacerebbe invece aggiungere una riflessione alla luce degli interventi recenti che ho letto, ed in particolare di quello piuttosto critico di GeoStudio del 07/02. Rispondo che è vero, non si può e non si deve illudere chi muove i primi passi in una scelta di studio sbandierando la possibilità di favolose (e fantomatiche) carriere "da Serie A". Sono però altrettanto convinto del fatto che se c'è interesse e predisposizione da parte di chi intraprende un percorso formativo, per la geologia come per il calcio, fatte presenti le difficoltà del percorso, il raggiungimento di certi risultati (buoni, ottimi, eccellenti) debba comunque rappresentare una giusta, legittima aspirazione.

Venendo ad una questione più generale, e forse più interessante per questo forum, quello dell'occupazione è un grave problema, non solo nel campo della geologia, ma del nostro paese e della nostra società. Ci si può certo esprimere, ma temo che in questa sede sia difficile proporre strumenti risolutivi. Ritengo invece che sia doverosa una riflessione sul ruolo degli enti preposti alla formazione delle figure che un domani andranno a confrontarsi con il mondo del lavoro, inteso nel senso più ampio del termine.

L'università deve, a mio avviso, preparare figure in grado di soddisfare la richiesta. Nel campo della geologia, la richiesta proviene oggi dal mondo della libera professione, dell'industria, della pubblica amministrazione, dell'insegnamento e della ricerca. Una buona università non può - e non deve - trascurare alcuno di questi settori. Essendo stata imposta la necessità di riformare i Corsi di Laurea in triennali e specialistici, ritengo che quelli triennali dovrebbero fornire le basi culturali e metodoloigiche più ampie possibili, mentre a quelli specialistici dovrebbe competere la preparazione di figure maggiormente indirizzate verso un settore piuttosto che un altro.

La necessità di una preparazione di ampio respiro nei corsi di laurea triennali non è fine a sè stessa, ma nasce anche dall'esigenza di colmare profonde lacune formative nell'insegnamento dei corsi di istruzione che precedono l'università. In quanti corsi scolastici avete mai sentito parlare di geologia? Rifacendomi ancora alla mia esperienza personale - provengo dal Liceo Classico dei primissimi anni '80 - ciò che di più vicino alla geologia veniva insegnato si riduceva a due ore alla settimana di geografia astronomica svolta (molto bene, ma per poco tempo) all'ultimo anno. Chi avesse voluto studiare geologia all'università aveva quindi la necessità di "farsi le basi" di questa disciplina. Temo che questa situazione non sia cambiata in meglio e che le lacune di oggi siano rimaste quelle di allora.

Quindi, se l'esigenza dei corsi di laurea triennali è quella di preparare buone figure di geologo di base, adattabili poi alle esigenze applicative, dell'industria, dell'amministrazione, dell'insegnamento e della ricerca, non credo che i corsi possano prescindere da una buona preparazione di base, ed in questo penso di poter esprimere un'opinione diversa da quella di Blizzard, coerente invece con quella di Valentinite. Eliminando dalle lauree triennali materie che stanno alla base della cultura geologica, si rischia di immettere nel mondo del lavoro figure profondamente incomplete. Per fare un esempio, un dentista non può non conoscere l'anatomia di altre parti del corpo che non siano la bocca e i denti: se così fosse, un paziente non si farebbe, credo, anestetizzare durante una visita in uno studio odontoiatrico. Lacune nelle materia che stanno alla base della geologia per me non sono "features" ma paurosi "bugs". Forse chi proviene da un percorso in cui certe materie sono state eliminate non ne sentirà mai la mancanza (non si sente la mancanza di ciò che non si conosce), e non si interrogherà mai, quindi, sulla differenza che passa fra un pirosseno ed un'ammonite. Io credo quindi che, nonostante le sue possibili competenze in altri settori di affinità geologica, non sarà mai un buon geologo. Credo invece che chi proviene da corsi di laurea triennale che privilegiano le materie che stanno alla base della geologia, magari seguite da un biennio specialistico di indirizzo, non rimpiangerà, in futuro, la propria scelta. Sarò felice di essere smentito su questo punto non tanto dai geologi che oggi lavorano (e che provengono quindi da esperienze formative diverse, pre-riforma universitaria), ma da quelli che un domani, nel mondo del lavoro, proverranno da questi due distinti percorsi.

Un discorso diverso va poi fatto per i corsi di laurea specialistica, che, come già detto, devono indirizzare gli studenti nella scelta di un percorso piuttosto che di un altro. E' in questa sede che lo studente potrà personalizzare al meglio il suo curriculum, indirizzandosi verso la scelta applicativa, dell'industria, amministrativa, d'insegnamento o di ricerca.

Infine, a chi come GeoStudio solleva anche il problema di una scarsa esperienza da chi proviene dall'università e cerca di immettersi nel mondo del lavoro, rispondo che il problema esiste; aggiungo però che alcuni corsi di laurea, preso atto del problema, stanno tentando di arginarlo. Un esempio dalla mia sede: su indicazione del Consiglio Regionale dell'Ordine dei Geologi, il CdL triennale in Scienze Geologiche dell'Università di Siena ha inserito crediti per attività formative professionalizzanti, tenute da professionisti, amministrativi e geologi dell'industria. Il CdL specialistico in Geologia per il Territorio, le Risorse e l'Ambiente (GTRA) prevede anche un'attività di tirocinio o stage, minimo semestrale ma con possibilità di ampliamento, presso istituzioni diverse a seconda delle necessità dello studente (studi tecnici per gli "applicati", enti pubblici territoriali per gli "amministrativi", compagnie petrolifere per "i geologi industriali" e università, CNR od altro per i "ricercatori"). Insomma, in qualche modo questi corsi si stanno attrezzando. E' auspicabile che questo investimento produca, in tempi futuribili e non geologici, i risultati sperati.

Grazie mille a chi avrà tempo e voglia di leggere questo mio punto di vista, e comunque a tutti voi che con il vostro scambio di opinioni state rendendo questo forum davvero molto interessante.

Enrico Tavarnelli

CdL in Scienze Geologiche - Dip. Scienze della Terra - Università di Siena


Prof. Enrico Tavarnelli
Dipartimento di Scienze della Terra,
Universita' di Siena,
Via Laterina n. 8,
53100, Siena - Italy,
phone: ++39-(0)577-233 984
fax: ++39-(0)577-233 938
e-mail: tavarnelli@unisi.it
#6048 12/02/2005 10:35
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cara valentinite, non credo sia possibile iscriversi alla facoltà di geologia e non cambiare modo di pensare. Rifletti su quello che ti dice chi si è già laureato e magari lavora da anni, del resto è un mondo che ancora non conosci.e' mia modesta opinione che tutto quello che si studia all'università prima o poi torna utile. ma per esperienza personale ti dico anche che c'è una quantità infinita di cose che non ti viene insegnata ed è proprio quella che ti serve per fare questo mestiere.

#6049 12/02/2005 12:16
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cara luli, non metto in discussione ciò che mi dici, piuttosto mi preoccupa la posizione estremamente ESTREMISTA di Geo Studio, in medium stat virtus.

Per quanto riguarda invece la risposta-articolo esauriente del prof. Tavarnelli, non posso che ferle i miei complimenti, è riuscito ad affrontare il problema trasversalmente toccando ogni punto della discussione in maniera esaustiva.
Vorrei rispondere a questo paragrafo:
Quote:
In quanti corsi scolastici avete mai sentito parlare di geologia? Rifacendomi ancora alla mia esperienza personale - provengo dal Liceo Classico dei primissimi anni '80 - ciò che di più vicino alla geologia veniva insegnato si riduceva a due ore alla settimana di geografia astronomica svolta (molto bene, ma per poco tempo) all'ultimo anno.
Per mia fortuna vengo da un liceo scientifico e la mia professoressa di scienze, ci ha dato una buona base di geologia toccando tutti i punti salienti della materia, dalla paleontologia alla tettonica, e credo di dovere a lei questa mia grande passione per la materia e per il suo lato scientifico.
E' vero purtroppo che in molte altre scuole la geologia viene prontamente ignorata, o fatta in modo insufficiente, anche all'interno della stessa sede dello Scientifico che ho frequentato, altri professori di scinze non l'avrebbero affrontata bene come ha fatto la mia professoressa.


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A Sud di nessun Nord di Charles Bukowski
#6050 12/02/2005 15:19
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come al solito, mi pare si stia girando attorno al problema ( e qualcuno dirà 'tipico dei geologi wink , e cioè non ci si sta rendendo conto che il 'geologo' in senso lato non esiste più. cosi come non esiste l'ingegnere, il medico o l'avvocato.

esistono invece le diverse specializzazioni all'interno di diversi settori, cui corrispondono (o dovrebbero corrispondere) gli associati profili formativi.

ancora prima delle specializzazioni (imho) esistono i due principali orientamenti o linee di studio:

1 - ricerca (di base o applicata)
2 - tecnico/applicativa

una volta accettata questa distinzione, che è piuttosto incontrovertibile, decadono molti discorsi, comunque sia fatta la scelta dell'università (basata sulle future opportunità di impiego, oppure in base alla soddisfazione personale (faccio quello che mi piace)).

Riguardo agli sbocchi occupazionali della facoltà di geologia, purtroppo si deve rilevare:

a - carenze di posti per l'orientamento 1, anomalia comune a tutte le altre facoltà italiane (in italia la ricerca è ridotta al lumicino, com'è noto)

b - per l'orientamento 2:

- offerta sovrabbondante rispetto alla richiesta
- carenza di preparazione rispetto ad altre facoltà
- sovrasaturazione del settore per riconversione del personale da 1 a 2 (chi non riesce a fare il ricercatore, finisce a fare il professionista (frustrato)).


la dimostrazione che:

- a breve, dalle facoltà di geologia usciranno solo pochi ricercatori (sempre se non chiudono prima)

è lasciata per esercizio ai volenterosi.


la dimostrazione che i futuri tecnici professionisti del settore geologico-ambientale non saranno geologi è banale, e consegue dalla dimostrazione precedente.

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