Mi dovrete sopportare...sono in convalescenza quindi interverrò spesso e corposamente nel forum.
Carmelina io non sono neanche tanto "anziano" da ricordare tante cose della storia dell'Ordine Professionale abruzzese..dal 1995 poi ho lavorato fuori per la .P.A.....ricordo però che quello, come dici tu, fu un bel periodo...costruttivo...si andava verso la direzione giusta.
Poi alcuni personalismi, gelosie...ecc. cominciarono a creare divisioni tra coloro che inizialmente uniti portavano avanti tali iniziative...
Un fatto ad esempio, che a mio parere è stato significativo e che ci fa capire come all'interno della nostra categoria (abruzzese) ci sia divisione, debolezza, mancanza di coraggio nel portare avanti le proprie idee che mettano in luce l'importanza del ruolo del geologo nelle attività umane a servizio della collettività e non di chi vuole realizzare comunque e sempre profitti, è stata la tanto discussa questione relativa alla realizzazione di un terzo traforo sul Gran Sasso (ca. 2003-2007).
In quella occasione il geologo poteva essere protagonista ed invece le prese di posizione stranamente furono di altri Ordini Professionali (ingegneri, medici...).
Fu detto di tutto e la questione fu, da molti colleghi, sia professionisti che del campo accademico e della ricerca (i quali neanche si degnarono di documentarsi bene sull'opera che si sarebbe fatta), liquidata spesso solo come una questione politica (la sinistra non lo voleva, la destra si) e campanilistica (gli aquilani lo volevano......per un mero ritorno di immagine e di occupazine, i teramani di dx e sx no).
Alcuni tavoli di discussione sull'argomento furono ridicoli, venivano invitati solo coloro che con gli interventi potessero convincere i cittadini, i professionisti e il mondo della ricerca che l'opera non avrebbe comportato un impatto importante di carattere ambientale (in una situazione già compromessa dai due precedenti trafori).
Si evitò accuratamente una discussione tecnica e pubblica tra chi era dell'idea che l'opera non era molto impattante e chi invece sosteneva il contrario.
Sapete poi come la questione è finita? con un semplice ricorso di una P.A. che ha utilizzato validi avvocati i quali si sono avvalsi di una importante perizia tecnica geologica (di un nostro collega), che in fin dei conti è stata determinante per evitare un opera che avrebbe avuto un impatto notevole (soprattutto qualitativo) sulla risorsa idrica locale (non ancora del tutto esaurita in quel massiccio, anzi serve ancora 800.000 abitanti, immaginate cosa sarebbe accaduto con il terremoto....gli aquilani senza acqua potabile...già così l'estate scorsa hanno sofferto…dalla Protezione Civile mi chiamarono per mettere a disposizione autocisterne del nostro acquedotto).
Tutto questo te lo racconto per dirti che nel documento che abbiamo letto della Conferenza dei Presidenti degli Ordini e del CNG, c'è chi ad esempio in quella occasione (terzo traforo Gran Sasso) nella migliore dell'ipotesi non prese posizione, nella peggiore invece era favorevole alla realizzazione dell'opera senza essersi neanche documentato.
Io sull'argomento ho lasciato un post, che a dir la verità non mi piace molto (ho esagerato in alcuni toni), su tale sito di geologia.com, che ti invito a leggere se già non o hai fatto,
http://www.geologia.com/articoli/idro/massoli.htmlPurtroppo sono stato costretto a farlo pubblicare in quanto la successiva mia replica agli autori dell’articolo “scientifico”, i responsabili del sito non me l’hanno voluta pubblicare, nella speranza che chi legge la loro risposta (informato dei fatti) ne colga le assurdità sottoscritte da due accademici.
Una sciocchezza su tutte è che loro sostengono, dopo l'incidente dello sversamento che comportò il sequetro dei laoratori, l'isolamento idraulico tra i laboratori e le acque captate ad uso potabile “Comunque nella sua gravità esso
testimonia il buon isolamento dei Laboratori: lo sversamento accidentale infatti ha inquinato il torrente Mavone, senza che nessuna conseguenza ci fosse per le acque di falda intercettate dalle gallerie e indirizzate alla rete acquedottistica”, mentre,
come noto a tutti, ma non a loro...i ricercatori....bastava leggere i giornali locali, i laboratori dell’INFN furono oggetto di messa in sicurezza (la cui somma è per molti ignota) addirittura con Ordinanza Nazionale di Protezione Civile, dall’attuale carcerato ing. Angelo Balducci nonchè allora fido Comissario Straordinario delegato da Bertolaso per alcune emergenze nazionali, proprio perché fu accertato, dopo il sequestro, con la prova della fluorescerina, commistione tra acque di scarico e prelievi ad uso potabile...questo logicamente è avvenuto un anno prima della loro risposta.......
Mah......santa ricerca.
Dopo il terremoto ci sarà modo di voltare pagina?
La lezione è servita agli aquilani come a tutti gli abruzzesi?
Quei geologi (professionisti, accademici, ricercatori, dipendenti pubblici, ...) che spesso con il loro atteggiamento o potere hanno impedito alla categoria di cresere seguiranno meno i loro interessi personali a vantaggio della categoria e di conseguenza dell collettività?
Avranno fatto un serio esame di coscenza dopo la tragedia?
Magari pensando che nelle generazioni future in Abruzzo ci potranno vivere i loro figli e non solo i figli degli altri?
Io lo spero.