1) Da quel che ho capito il piano di protezione civile viene fatto proprio dal sindaco e nessuno ne può sindacare la bontà (quindi ci sono piani buoni e cattivi).
Bhè non proprio dal Sindaco, lui è la prima autorità di protezione civile sul territorio e per poter agire si deve dotare di un Piano di Protezione Civile, quindi per forza si deve affidare ad esperti. La bontà o meno di un Piano un Sindaco la paga sulla sua pelle. La legge per quanto io ne sappia non stabilisce verifiche da parte di altri Enti per cui le linee guida sono importanti al fine di avere omogeneità di procedure.
Scusa lo scetticismo ma come può un progetto internazionale confezionare per 90 comuni piani di p.c. "buoni"? Chi meglio del comune conosce i propri mezzi disponibili, le aeree idonee di P.C. (attesa, ricovero ed ammassamento), la propria viabilità, i responsabili a cui affidare le funzioni di supporto, il prorpio personale da rendere reperibile nelle emergenze, ecc.? questi piani che modelli operativi di intervento possono prevedere senza il determinante apporto della struttura comunale?
Temo che piani così confezionati ma non condivisi non abbiano nessun risvolto applicativo e rimangano chiusi nelle loro belle confezioni. Il Piano di Protezione Civile, a differenza di altri Piani Territoriali, deve per forza vedere coinvolta la struttura a cui spetta il compito di redigerlo.
Lo sai (sempre secondo il mio modesto parere) perchè invece un Piano spaventa? Perchè se poi non si applica come previsto qualche giudice, in seguito a disgrazia, potrebbe utilizzarlo al fine di attribuire colpe ed omissioni, a partire dal Sindaco fino agli altri protagonisti (responsabili delle funzioni di supporto ecc.).
Questo credo che sia un falso problema da far recepire agli amministratori, poichè la lacuna di una mancanza di piano è certamente più grave della non corretta applicazione.
Ciao Alessandro
P.S. a gaiagaia: avevo sbagliato indirizzo mi ero rimandato la posta dall'ufficio a casa. Riprovo oppure hai già ricevuto da geofisico il file?