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Salve a tutti i colleghi, volevo chiedere se qualcuno conosce formule, leggi o prescrizioni sulla distanza minima tra pozzi anidri (assorbenti) utilizzati per lo smaltimento di acque meteoriche. Vorrei capire qual'è l'interferenza tra un pozzo con l'altro visto che non riesco a trovare in rete e nella legislazione argomenti a riguardo
Grazie
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Ciao cerca sul libro di Chiesa "La Ricarica artificiale delle Falde" Ed. Geo-Graph
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sono pozzi inversi trovi qualcosa mi sembra sul manuale groundwater and well Driscoll
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Parere personale: non troverai molto, in realtà, proprio perchè si tratta di punti di resa che dovrebbero essere localizzati nella zona insatura, ben distanti dall'acquifero per garantire l'effetto di filtro e depurazione chimico/fisica/biologica del terreno a mezzo dei moti di filtrazione.
Per loro natura i pozzi "anidri" (ma io preferrirei chiamarli pozzi insaturi) lavorano in un campo "non conservativo" e "impulsivo". Il carico sul punto di resa varia velocemente nel tempo e il tutto si risolve con complicatissime relazioni matematiche con scarsa o nulla applicazione pratica.
Essendo opere che lavorano su un campo non conservativo gli effetti non possono essere sommati come nei pozzi di resa/presa quindi anche le interferenze (se ci sono) sono difficilmente modellizzabili sia con sistemi analitici (forumle) sia con sistemi numerici (differenze e elementi finiti); inoltre essendo il moto delle acque nel non saturo prevalentemente verticale sarà ben difficile comprendere come le cose avverranno senza aver prima provato.
Il risultato finale di tutta la pappardella sopra è che serve, urge ed è impellente sapere:
1) la portata che si desidera allontanare nella sua punta minima e massima 2) il massimo e il minimo carico possibili nella fase di immissione nel terreno 3) un'indicazione della conducibilità idraulica del mezzo
In base a questi dati si può, alla peggio, applicare la legge di Darcy e verificare se ogni singolo pozzo riesce ad eliminare le acque che si pensa di convogliare.
Il mio consiglio è comunque costruire "pozzi" molto superficiali con diametro 1 - 2 m e con fondo drenato a 3-4 m da piano campagna, praticamente piccole cisterne interrate con fondo aperto, e provare "in scala" su una di queste come vanno le cose a mezzo di tubi piezometrici 2" e trasduttori di pressione per le prove d'infiltrazione. Altrimenti tre o quattro prove d'infiltrazione a 4 m da p.c. (in aree omogenee) e poi l'estensione alle opere.
Sconsiglio, per vari motivi, non ultimo la possibilità di veicolare inquinamenti imprevisti (ma non imprevedibili) di costriure pozzi di resa di acque piovane direttamente in falda. Ma questa è solo mia opinione personale di Geologo ambientale, nulla più.
Salutoni, Maurizio.
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