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mi sfugge il senso di tutto cio, ma vabbà..... c'era stato un miglioramento ma siamo tornati alle stalle sul resto non rispondo non essendo il mio campo... a differenza di te sto con i piedi per terra....
the sands of time were eroded by the river of constant change
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Troppi off-topic... Le strumentazioni di laboratorio sono capaci di riprodurre pressioni idrostatiche e temperature ipotizzate a quelle profondità? Guardando questo: http://www.vallen.de/products/amsy-5.htmPensavo sarebbe interessante, in primis sapelro usare e poi appunto, usarlo.....
Ultima modifica di Pierlo; 07/02/2011 19:55.
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Iscritto: Feb 2007
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Visto l'interesse sull'argomento, consiglio a chi potesse seguirla una giornata di studi, gratuita ed aperta a tutti, che si terrà presso l'Università di Genova: http://www.ridges-plumes.com
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E bè se Gottfried Wilhelm von Leibniz trovò la soluzione della serie omonima nel fondo di un cappuccino  tu chissà che cosa c' hai trovato nella birra  ? Grazie prof. ma è lontano for muà...
Per aspera ad astra
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Se non avevamo visto l'acquario mi portavo tutta la famiglia e li lasciavo lì... Quello della birra lo conosce Della Schiava, io sono quello dello scappamento....  Ho editato. Il post che c'era qui era per un'altra discussione....
Ultima modifica di Pierlo; 08/02/2011 13:22.
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Comunque vorrei riprendere la discussione.... Vorrei cercare di capire una cosa sui cambi di fase. Visto che sono stati ipotizzati come causa per i terremoti così profondi:
1 E' possibile risalire in via teorica all'energia liberata da un cambio di fase? Insomma.... il processo è un processo esplosivo/implosivo? Ho letto della costante di Madelung e penso che conoscendo il potenziale energetico prima e dopo del cambio di fase ed anche la massa interessata a qualcosa si dovrebbe giungere.
2 Sono riuscito a vedere una rappresentazione grafica di un ipocentro ed ho notato che descrive una specie di volume che viene ritenuto responsabile dell'energia liberata. Conoscendo questo volume e la sua composizione (se possibile) viste le condizioni di T e P a tali quote, è possibile indagare sulle possibili metamorfosi e le emissioni energetiche ad esse associabili?
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insisto: comprati un libro di fisica terrestre e studiatelo
Ultima modifica di piombino; 08/02/2011 16:48.
the sands of time were eroded by the river of constant change
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Non c'è confronto con un libro. Il flusso è unidirezionale e non è creativo. E' già tutto lì, non c'è nulla da aggiungere.
Una materia come questa, dove le incertezze sono più delle certezze è più divertente con un confronto.
Immagina tra 100 anni, cosa penseranno delle nostre convinzioni attuali?
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Non sono un esperto essendomi appena laureato. Comunque, ritengo di poter fare alcune considerazioni senza entrare troppo nel dettaglio della discussione
Innanzitutto, i terremoti nelle zone di subduzioni dovrebbero essere più forti per due ragioni: 1) perché ci vuole più forza per rompere una roccia in compressione anziché in trazione (è più alta la resistenza fragile) 2) perché le temperature sono più basse che in una zona di distensione. Questo aumenta la resistenza duttile e approfondisce la transizione fragile-duttile. Quindi, per rompere una roccia in un ambiente più freddo ci vuole uno stress differenziale maggiore.
Inoltre, penso sia possibile risalire all'energia rilasciata da un cambiamento di fase. Però ti servirebbe un libro di petrografia sperimentale perché non sono un esperto del settore. Infine, se vuoi sapere se un terremoto è dovuto ad un esplosione o ad un implosione basta guardare il meccanismo focale dei terremoti calcolato con il tensore momento sismico (centroid moment sensor).
Ciao
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FARMACISTA Member
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Grazie per le precisazioni....
Per il fatto del calcolo dell'energia rilasciata nei cambi di fase che sia calcolabile è già un punto d'arrivo per me... vedrò di approfondire.
Per il rilascio energetico nei cambi di fase, visto che è calcolabile, si potrebbe fare anche un raffronto (volume/energia) tra un provino di laboratorio ed un qualsiasi terremoto, quindi...
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