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Forse sono stato frainteso. Non ho mai chiamato in causa Marco Mucciarelli e non mi riferisco a lui, ma ad un sistema, che a dimostrato di non funzionare. Le mie critiche sono rivolte al sistema universitario che consente delle storpiature che sono sotto gli occhi di tutti. Un po’ di partigianeria nei confronti di noi Liberi Professionisti me la devi consentire soprattutto quando veniamo inseriti tra i corresponsabili dei risultati del progetto di microzonazione sismica post-sisma.
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Iscritto: Mar 2004
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Siamo del tutto d'accordo che troppo spesso l'università diventa un covo di baroni individualisti ecc., ecc., inoltre sono stato il primo ad esternare forti lamentle per l'esclusione dei geologi dalle linee guida per la ricostruzione ecc. ecc. Però, nei posts precedenti sembrava proprio che ti riferissi all'unico prof. che segue questo thread. Comprendo lo sfogo, ma io sparerei su altri bersagli.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Siamo del tutto d'accordo che troppo spesso l'università diventa un covo di baroni individualisti ecc., ecc., inoltre sono stato il primo ad esternare forti lamentle per l'esclusione dei geologi dalle linee guida per la ricostruzione ecc. ecc.
Però, nei posts precedenti sembrava proprio che ti riferissi all'unico prof. che segue questo thread. Comprendo lo sfogo, ma io sparerei su altri bersagli. ..eh no  : io sono già bucherellata (magari non in questo post)...ma non so quanto resisto (può essere un modo per liberarvi di me)
The road not taken (Robert Frost)
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Riassunto: 1) i contributi non sono ancora stati erogati perchè non viene pubblicata in GU la tabella di ripartizone dei fondi. Perchè questo accada, lo ignoro. 2) alcune regioni sembrano comunque latitanti dai tavoli orgnaizzativi. Gli Ordini Regionali dovrebbero essere sensibilizzati e richiedere agli organismi regionali cosa intendano fare dei finanziamenti. Altre regioni più virtuose hanno già predisposti i bandi ed alcune hanno già coinvolto gli Ordini Regionali per discutere delle attività da intraprendere. 3) Il numero di marzo di Ingegneria Sismica avrà in allegato le proposte di modifica agli ICMS, a seguito delle valutazioni su cosa abbia funzionato o meno all'Aquila. Lo stesso opuscolo verrà distribuito tramite gli ORG. 4) Il volume sulla microzonazione in Abruzzo è in tipografia edovrebbe essere editato a breve. 5) Sono d'accordo che i professori universitari possano essere dei concorrenti sleali. Se si volesse impedire loro di effettuare liberamente consulenze ed altro, non andrebbero però nemmeno ammessi agli ordini professionali coloro che percepiscono altro reddito da impiego a tempo indeterminato. E qui mi fermo perchè già vedo la Sig.na Pandora agitarsi con il coperchio del suo vaso. 6) Per fortuna i revisori internazionali non sono così severi come i geologi italiani, ed alcuni lavori sulla vituperata MZ AQ stanno uscendo su rivista. http://www.springerlink.com/content/j30k1542w621h03j/http://www.springerlink.com/content/182tn12164574716/http://www.springerlink.com/content/c36m67688gx75222/
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Riassunto: 5) Sono d'accordo che i professori universitari possano essere dei concorrenti sleali. Se si volesse impedire loro di effettuare liberamente consulenze ed altro, non andrebbero però nemmeno ammessi agli ordini professionali coloro che percepiscono altro reddito da impiego a tempo indeterminato. E qui mi fermo perchè già vedo la Sig.na Pandora agitarsi con il coperchio del suo vaso.
Che sia io o no, fai molto bene
The road not taken (Robert Frost)
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Un ricercatore a tempo indeterminato ha l’obbligo dell’iscrizione all’Elenco Speciale, insieme a professori ordinari e associati come stabilito dalla Legge 3 febbraio 1963 n. 112 Art. 2 in quanto pubblico dipendente. Ovviamente il discorso non vale per il precario contrattualizzato a tempo determinato. No, come indicato chiaramente da questa circolare dell'ONG, i professori e i ricercatori confermati a tempo definito hanno il diritto di iscriversi all'Ordine e svolgere attvita' professionale. Tra le altre coe, io ritengo che sia una cosa importantissima che i docenti si misurino col mondo professionale ed escano dai laboratori, per potersi rendere conto direttamente di come sia messa la professione in Italia e quali esigenze ci sono e su cosa sarebbe meglio preparare gli studenti che vogliono campare con quello che hanno studiato, seno' continuiamo a ritrovarci una preparazione che difficilmente riusciamo a vendere e ci toccca cominciare da zero a capire come gira il mondo reale, una volta usciti dall'universita'.
Sinceramente penso l’esatto contrario. Credo che la ricerca universitaria debba occuparsi di codificare in forma intelligibile i suoi studi per far crescere la professionalità dei liberi professionisti e non l’opposto. Detto da te che sei nell'università un po' mi preocupo...(passami la battuta). [/quote] Il mondo e' bello perche' e' vario, ma perfino nella circolare dell'ONG citata sopra e' indicato che lo svolgimento dell'attivita' professionale e' un momento di aggiornamento professionale per i professori. Un esempio che tu ben conosci: il DTH a fondo foro, secondo te lo hanno mai visto in una universita' italiana e sanno insegnare come usarlo, ne conoscono pregi e difetti? E, secondo te, il mio primo gamma ray log, l'ho visto in facolta'? Quando e' uscita l'acqua dal mio primo pozzo da solo, per il sollievo ho vomitato in cantiere, da tanto ero teso. Gia', certe cose in Universita' manco si sa cosa sono perche' non ineteressano alla ricerca e perche' non ci sono i soldi per comprarle. Anche tu mi pare abbia avuto esperienze simili, se non ricordo male. Ecco, io vorrei che non ci fossero piu' situazioni come quelle che ho vissuto io (a te e' andata motlo meglio proprio perche' non volevo che altri sopportassero quello che avvo passato io a suo tempo) e che i docenti fossero in grado di spiegare agli studenti come si fa un pozzo o una prova di portata o una penetrometria o un rilievo geofisico ed a capire se i dati registrati siano inventati o reali. E questo lo puoi fare solo se hai esperienza diretta di cantiere. E per averla l'unico modo e' quello di fare attivita' professionale.
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Iscritto: Oct 2001
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Iscritto: Oct 2001
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Un ricercatore a tempo indeterminato ha l’obbligo dell’iscrizione all’Elenco Speciale, insieme a professori ordinari e associati come stabilito dalla Legge 3 febbraio 1963 n. 112 Art. 2 in quanto pubblico dipendente. Ovviamente il discorso non vale per il precario contrattualizzato a tempo determinato. No, come indicato chiaramente da questa circolare dell'ONG, i professori e i ricercatori confermati a tempo definito hanno il diritto di iscriversi all'Ordine e svolgere attvita' professionale. Guarda che ho detto la medesima cosa, rileggi bene il mio post. Solo chi è a tempo indeterminato deve andare in ES e quindi non può esercitare la LP. Tra le altre coe, io ritengo che sia una cosa importantissima che i docenti si misurino col mondo professionale ed escano dai laboratori, per potersi rendere conto direttamente di come sia messa la professione in Italia e quali esigenze ci sono e su cosa sarebbe meglio preparare gli studenti che vogliono campare con quello che hanno studiato, seno' continuiamo a ritrovarci una preparazione che difficilmente riusciamo a vendere e ci toccca cominciare da zero a capire come gira il mondo reale, una volta usciti dall'universita'.
Sinceramente penso l’esatto contrario. Credo che la ricerca universitaria debba occuparsi di codificare in forma intelligibile i suoi studi per far crescere la professionalità dei liberi professionisti e non l’opposto. Detto da te che sei nell'università un po' mi preocupo...(passami la battuta). Il mondo e' bello perche' e' vario, ma perfino nella circolare dell'ONG citata sopra e' indicato che lo svolgimento dell'attivita' professionale e' un momento di aggiornamento professionale per i professori. Un esempio che tu ben conosci: il DTH a fondo foro, secondo te lo hanno mai visto in una universita' italiana e sanno insegnare come usarlo, ne conoscono pregi e difetti? E, secondo te, il mio primo gamma ray log, l'ho visto in facolta'? Quando e' uscita l'acqua dal mio primo pozzo da solo, per il sollievo ho vomitato in cantiere, da tanto ero teso. Gia', certe cose in Universita' manco si sa cosa sono perche' non ineteressano alla ricerca e perche' non ci sono i soldi per comprarle. Anche tu mi pare abbia avuto esperienze simili, se non ricordo male. Ecco, io vorrei che non ci fossero piu' situazioni come quelle che ho vissuto io (a te e' andata motlo meglio proprio perche' non volevo che altri sopportassero quello che avvo passato io a suo tempo) e che i docenti fossero in grado di spiegare agli studenti come si fa un pozzo o una prova di portata o una penetrometria o un rilievo geofisico ed a capire se i dati registrati siano inventati o reali. E questo lo puoi fare solo se hai esperienza diretta di cantiere. E per averla l'unico modo e' quello di fare attivita' professionale. Infatti ai professori delle scuole secondarie di primo e secondo grado non è fatto divieto di iscrizione all'Albo Professionale. Per gli universitari c'è l'obbligo dell'iscrizione nell'Elenco Speciale. Quello che dici riguardo alle tante esperienze che si maturano in cantiere è vero, ma questo non significa e non giustifica il fatto che un docente non debba esserne all'altezza.
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Guarda che ho detto la medesima cosa, rileggi bene il mio post. Solo chi è a tempo indeterminato deve andare in ES e quindi non può esercitare la LP.
Credo che ti manchi un'informazione e questo genera confusione: tutti i professori sono a tempo indeterminato, ma ciascuno puo' scegliere il regime del tempo pieno o del tempo definito.I primi non possono neanche ora fare attivita' professionale, i secondi, che ricevono uno stipendio decurtato rispetto ai primi, possono (e lo hanno sempre potuto) fare attivita' professionale, come stabilito dalla circolare che ho citato. Come vedi e' ben diverso dal dire "chi è a tempo indeterminato deve andare in ES e quindi non può esercitare la LP", perche' chi e' a tempo definito ed assunto a tempo indeterminato puo' fare libera professione ed iscriversi all'albo porfessionale "normale". Infatti ai professori delle scuole secondarie di primo e secondo grado non è fatto divieto di iscrizione all'Albo Professionale. Per gli universitari c'è l'obbligo dell'iscrizione nell'Elenco Speciale. No, come ti ho spiegato c'e' l'obbligo solo per quelli a tempo pieno. Quello che dici riguardo alle tante esperienze che si maturano in cantiere è vero, ma questo non significa e non giustifica il fatto che un docente non debba esserne all'altezza. Non e ' questione di essere all'altezza. Un DTH a circolazione inversa non c'e' mai stato in Italia (chiedi ai tuoi colleghi se qualcuno sa anche solo della sua esistenza). Se vuoi sapere come funziona, per progettare di usarlo, devi averlo visto lavorare e sapere che problemi puo' dare. E se non hai possibilita' di fare professione sui cantieri piu' grossi, non c'e' modo di vederlo all'opera. Cosi' come a stare chiusi in universita' a teorizzare su cosa si dovrebbe fare, senza scontrarsi con la differente realta' del mondo professionale, non ti permette di capire che i parametri tempo e costi hanno un'importanza enorme nella scelta degli approcci ai problemi e che spesso si fa quello che si puo' fare in funzione dell'importanza dell'opera, dei tempi a disposizione e delle risorse che si e' disposti a spendere. Altrimenti continueremo a sentirci dire, come e' successo a me, che per individuare le zone a rischio di variazioni stagionali del volume delle argille, con conseguente rigonfiamento e ritiro dei terreni, basta fare due penetrometri CPT a distanza di sei mesi una dallaltra, ma sarebbe meglio farne di piu' a distanza di tre mesi (un corso APC in Emilia). Certo, e intanto il cliente aspetta almeno sei mesi, se non di piu' e ti paga tre indagini sullo stesso punto. Dai, siamo seri, senza il contatto con la realta' del lavoro i docenti non possono che insegnare cose assurde, perfette da un punto di vista scientifico e teorico, ma totalmente inapplicabili.
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dici cose da "fantascenza" magari il tipo vuole passare alla storia con la correlazione potenziale di rigonfiamento Qc e fa pagare la ricerca (come spesso accade) al cliente credulone e poco informato
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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.. Altrimenti continueremo a sentirci dire, come e' successo a me, che per individuare le zone a rischio di variazioni stagionali del volume delle argille, con conseguente rigonfiamento e ritiro dei terreni, basta fare due penetrometri CPT a distanza di sei mesi una dallaltra, ma sarebbe meglio farne di piu' a distanza di tre mesi (un corso APC in Emilia). Certo, e intanto il cliente aspetta almeno sei mesi, se non di piu' e ti paga tre indagini sullo stesso punto. Dai, siamo seri, senza il contatto con la realta' del lavoro i docenti non possono che insegnare cose assurde, perfette da un punto di vista scientifico e teorico, ma totalmente inapplicabili.
..l'ho sentito anch'io!! Abbiamo frequentato lo stesso corso, allora. A me non l'ha detto un accademico, ma gli autori di uno dei quaderni preannunciati a Firenze.  Sono perfettamente d'accordo che i depositi coesivi presentino qc (in CPT) diverse a seconda della "stagione" e ovviamente entro una certa profondità dal piano campagna, ma la questione può essere risolta anche con modalità diverse dal dover ripetere le indagini in sito.
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