C'è poco da pensare, la normativa toscana è sempre stata così..... in primis il DPGR 14R/2004 (
ora non più in vigore):
Art. 42 comma 2:
I progetti di bonifica devono essere redatti e sottoscritti, in conformità con i principi dell’ordinamento giuridico- professionale, da professionisti abilitati ai sensi di legge, ed in possesso delle specifiche competenze relative alle materie: chimiche, ingegneristiche, e geologiche.
Qualora comprendano interventi di biorisanamento, di ripristino ambientale, e di ripristino paesaggistico dell’area, ovvero interventi di natura agronomica o selviculturale, devono essere sottoscritti anche da professionisti abilitati nelle relative materie, quali: biologia, agronomia, scienze forestali, architettura, e simili.
comma 3:
I professionisti incaricati della redazione del progetto ai sensi del comma 2 garantiscono ed attestano, sotto la propria responsabilità, l’avvenuto svolgimento di ogni indagine, senza eccezione alcuna, atta ad evidenziare la presenza di possibili contaminazioni ambientali, ed il verificarsi di situazioni di rischio dovute alla presenza di rifiuti e di sostanze pericolose.
e poi il DGR 301/2010 (
attualmente in vigore):
I piani di caratterizzazione e i progetti operativi devono sviluppare e comprendere gli aspetti chimici, ingegneristici e geologici, organicamente coordinati tra loro; nonché, ove necessario, gli aspetti di biorisanamento, di ripristino ambientale e paesaggistico, di natura agronomica o silvicolturale. Detti piani e progetti sono sottoscritti da professionisti abilitati ai sensi di legge.
L'ultima è stata scritta a cavolo, ma è sempre stato così, non è una novità ne una richiesta illegittima, è la normativa (e secondo me anche concettualmente corretto).
Poi mi chiedo: che centra il biologo (almeno in questa fase)?
Non sarebbe meglio far firmare i progetti di bonifica (caratterizzazione, Analisi di rischio e progetto operativo di bonifica) a professionisti inerenti alla materia?
Ciao
Massimo