Bionasera a tutti voi, dovrei essere un pò sorpeso del fatto che la curva HVSR misurata vari usando 3 softwares diversi, invece ora che ho sviluppato il mio software HVSR, mi rendo conto che basta poco per avere risultati diversi, perchè anche solol'esclusione di parti non stazionarie del segnale misurato o adottando durate diverse per le diverse finestre può in effetti condizionare il risultato.
riguardo al tema della ripetibilità:
la curva HVSR esprime il rapporto tra la componente orizzontale H (somma vettoriale di x e y) e la componente verticale del moto misurato in un punto. il moto in quel punto può essere dovuto sia ad onde P ed S provenienti da sorgente molto profonda, sia da onde di superficie (Love oppure Rayleigh).
L'Output che misuriamo in quel punto è il risultato di interazione tra il segnale di INPUT (sorgente) e il sitema meccanico attraverso cui si è propagat (suolo). quindi se l'Output è diverso,significa che è cambiato l'INPUT, la sorgente, perchè il suolo evidentemente resta inalterato. la risposta è quindi che la ripetibilità non è garantita al 100%, dipende dalla ripetiibilità della sorgente, cioè del rumore ambientale che misuriamo. ùinfatti il rumore ambientale non è sempre lo stesso.
E' bene sottolineare però che la posizione dei picchi H/V non cambia nel tempo, tuttalpiù si smorzano un poco.
Andare a cercare picchi al di sotto di 0,8 - 1Hz è inutile per gli scopi geotecnici, e possibile solo in determinate condizioni. Mi pare che i colleghi che segnalano 0,4 Hz come dato ballerino stiano travisando fortemente il metodo.
Le H/V sono utili per definire: - la minima amplificazione di sito attesa (Dichiarazione finale SESAME) che è di per se una grandissima affermazione e che nessuno ha attaccato. - le frequenze di risonanza del terreno, altra grande cosa noto che le frequenze degli edifici vanno da 0,8 a 20 Hz di norma. - grandi cavità, grandi inversioni di velocità (Castellaro) - la Vs30 con un margine di errore simile ad altre tipologie, posto di sapere a che profodità si trova il primo contrasto di impedenza (Castellaro).
Ricordiamoci sempre PERO' che le misure migliori si ottengono sovrapponendo i metodi (masw, esac, Remi, DH ecc.) e che l'indagine deve essere adeguata al problema.
Le H/V sono un ottimo spunto per il collaudo delle DH e per verificare se hanno veramente raggiunto il bedrock sismico che fornisce la frequenza fondamentale di sito.
Il resto sono malevolenze o chiacchere.
C'è però da dire che in giro pare ci sia molta gente che tramite le H/V assegna moduli di poisson, Vs, Vp assumendo questi valori come misure accurate (magari adottando vincoli di impedenza da dati di bibliografia) cosa che non è intrisecamente possibile dato che sono solo passaggi intermedi per ottenere la Vs30 ma che assolutamente non devono essere presentati essendo stime che si "autoelidono" nel calcolo (anche nella determinazione delle vs da Masw ecc si utilizzano tali valori).
Ultima modifica di massimo trossero; 13/03/201118:36.
Scusa massimo nn ero stato chiaro ma lo scopo di quelle misure di cui parlavo e dei picchi a 0.4 nn erano prettamente per scopi geotecnici ma erano finalizzate piuttosto alla stima della profondita del bacino.... nessuna travisazione del metodo tutti sappiamo bene che quelle frequenze sono in genere di scarso interesse ingegneristico
nessuna travisazione del metodo tutti sappiamo bene che quelle frequenze sono in genere di scarso interesse ingegneristico
Stefano
Giusto per ampliare il discorso, un'attuale applicazione che potrebbe essere sensibile a questo range è quella delle strutture su isolatori sismici. In effetti nell'ingengeria antisismica questi picchi a bassa frequenza è probabile che assumeranno importanza crescente. I primi rilievi per il progetto CASE a l'AQ avevano lo scopo di escludere siti con queste caratteristiche.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Sotto 1 Hz non solo bisogna che le condizioni meteo regionali siano idonee ma bisogna avere anche acquisitori e programmi adatti.
Li la visibilità dei picchi è quasi casuale.
Diciamo che avere un incarico per trovare il fondo di un bacino sedimentario non arriva spesso e nella MS si cercano comunque altre frequenze, leggendo ad esempio studi di altri paesi con carte di isofrequenza (zonazione in CH).
Comunque ci siamo chiariti. Meglio per tutti i lettori.
Si Luca ma non credo che con una indagine hanno potuto esludere ciò, a meno che non fossero casulamente capitati al momento giusto....
Può darsi che abbiano ripetuto le indagini, può darsi che nelle conche intramontane questi picchi siano più stabili, ad esempio il picco dei 0.6÷0.7 Hz in alcune zone della città di l'AQ e dintorni viene segnalato quasi invariabilmente. Anche se non ha un grande rapporto H/V. Lo allego:
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
beh in effetti nn era un vero e proprio incarico professionale ma un progetto un po più ampio... cmq si in effetti come dice mccoy..la conoscenza di questi picchi a basse frequenze in caso di smorzatore sismico è importante perchè spesso questi spostano le frequenze proprie degli edifici in questi range, ma se poi le frequeze di sito sono confrontabili....possono portare più danni che benefici...nella città di l'aquila è accertato che esistono in talune zone picchi a 0.6 Hz