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buondi, sono un architetto che leggendo le norme sulla tutela del paesaggio,si trova a leggere quanto segue...
b) per gli interventi inerenti l'esercizio dell'attività agro-silvo-pastorale che non comportino alterazione permanente dello stato dei luoghi con costruzioni edilizie ed altre opere civili, e sempre che si tratti di attività ed opere che non alterino l'assetto idrogeologico del territorio; --------------------- vorrei in Vs aiuto per capire ,ad esempio ,se un muro in pietra a secco ,costruito di traverso rispetto al pendio ,alto 2 metri in terreno acclive ,per formare un terrazzamento - tipo vitigno x scopi agricoli - lungo 30 metri , modifica o meno l Assetto idrogeeologico. ovvero se avete un riferimento con qualche esempio, per capire quali opere piccole o grandi , Modificano o meno l Assetto idrogeologico.
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Iscritto: Jun 2000
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L'opera di cui stai parlando non dovrebbe alterare l'assetto idrogeologico del sito. Non vengono realizzati interventi che si spingono in profondità nel terreno e quindi la falda profonda che circola nel versante non dovrebbe risentirne. Ci potrebbe essere una alterazione del reticolo di drenaggio superficiale in quanto la modifica morfologica può andare ad alterare il tracciato di fossi o ruscelli che possono trovarsi in prossimità della zona interessata dall'intervento ma anche in questo caso il problema sarebbe comunque risolvibile. La morfologia del terreno, che in seguito al terrazzamento diviene orizzontale, dovrebbe favorire l'infiltrazione dell'acqua verso la falda ma questo può essere anche considerato un bene (sempre che non vada ad alterare le condizioni di stabilità del versante).
Occorre comunque precisare che la valutazione di interferenza idrogeologica deve essere eseguita da un geologo dopo aver preso visione del sito in quanto ogni area ha delle sue specificità che devono essere trattate caso per caso. Inoltre ti suggerisco anche di far fare una verifica di stabilità in quanto modificando il profilo del versante si può modificare la stabilità globale del sistema. Forse nel tuo caso è superflua, tuttavia se riterrai di rivolgerti ad un geologo magari chiedigli anche un'opinione su questo aspetto.
Saluti
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Iscritto: Apr 2009
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Occorre comunque precisare che la valutazione di interferenza idrogeologica deve essere eseguita da un geologo dopo aver preso visione del sito in quanto ogni area ha delle sue specificità che devono essere trattate caso per caso quoto in pieno d'altronde il motto dei geologi è mente et malleo (sottolineo malleo). intervenendo su un pendio o su qualsiasi sito e cambiando anche in maniera poco appariscente lo stato dei luoghi può portare in casi paricolari a processi di riequilibrio inaspettati, bisogna quindi approcciare ogni trasformazione con spirrito multi dsciplinare e fare delle proiezioni delle conseguenze a lungo termine un poco come si faceva (male perchè era solo cartaceo e con costi limitati) per le prime pratiche di impatto con le famose matrici (poi si è sputtanato il mercato). ora vedo VAS ed altro che sono solo catya e copia incolla (purtroppo fatte da architetti)
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Iscritto: Nov 2010
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In primo luogo bisogna capire cosa significa "assetto idrogeologico".
Esistono sostanzialmente tre elementi di costituzione di una falda:
1) area di alimentazione: dove le acque s'infiltrano 2) area di trasmissione: dove le acque scorrono nel sottosuolo 3) area di scarico: dove le acque passano ad altro corpo
Quindi gli elementi che si devono prendere in considerazione sono: 1) alimentazione 2) trasmissione 3) scarico (ad esempio presenza di sorgenti)
Le alterazioni della falda possono essere quantitative o qualitative o entrambe.
Le alterazioni quantitative sono quelle legate a portate di deflusso e superficie piezometrica (profondità della falda)
Le alterazioni qualitative sono quelle legate alla natura chimica dell'acqua e a quella fisica (ad esempio pH e temperatura).
In linea generale si procede modellizzando per matrici lo stato attuale rispetto certi parametri (molti dei quali già citati in questa risposta) e a specchio introducendo una simulazione degli stessi parametri ad opera conclusa.
Ti consiglio, come dicevano i colleghi, di operare in associazione tecnica con un idrogeologo di media esperienza (data l'entità dell'opera dovrebbe essere più che sufficiente) e di concordare con gli Enti, prima di presentare il documento, quale "tolleranza" massima intendono mantenere (parametro per parametro) per considerare "non mutato" l'assetto idrogeologico.
Io, in un caso legato ad una cava di gesso nell'Appennino Emiliano, mi ero regolato analizzando la variabilità annuale e decennale dei dati, vedendo insomma come le cose variavano in un anno, cinque anni e dieci anni in relazione alle pioggie. Se la mia opera non induce una variazione maggiore rispetto la variazione mediata su cinque anni (ad esempio) dei parametri di portata (il chimismo è cosa più difficile da modellizzare, quindi il più delle volte è lasciato un po' da parte nelle valutazioni a meno di casi estremamente chiari) allora posso dire che non induce significanti variazioni all'assetto perchè, di fatto, sono variazioni che già il sistema "conosce" e che non superano la soglia della sua naturale variazione statistica.
Operando in questo modo gli Enti hanno accettato ulteriori studi e integrazioni e hanno sostanzialmente approvato i procedimenti.
Buon lavoro e facci sapere, quando avrete finito, il risultato. Se hai tempo e modo, ovviamente.
Ultima modifica di Luigi M. Paternò; 14/03/2011 17:36.
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grazie Gabriele per la risposta .
è in linea con quella di un geologo che segue questa specialità,che ho contattato sul net.
Ora se posso , scusa l ignoranza vorrei un lume su 1- concetto di modifica dell' assetto idrogeologico - definizione -
2- cosa consiste la verifica di stabilita del versante - è il calcolo statico di tenuta del nuovo muro a gravità ? -
grazie ancora adriano
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In una comunita montana dell'appennino bolognese significa che non ci sono accumuli di terreno di spessore superiore ai 50 cm. Due metri sono decisamente una modifica dell'assetto idrogeologico, non solo perche' puo' venire giu' il muro, ma perche' il peso del muro=terreno di riporto puo' alterare l-equilibrio di tutto il versante, per cui va interpellato un geologo per valutare l'influenza dell'opera su tutto il versante.
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