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Stasera al TG1 hanno fatto una cosa un pò più furba. Qualcuno probabilmente si è accorto degli atteggiamenti troppo sfacciati e forse sprezzanti nei confronti della parte popolazione che magari ama stare tranquilla e preoccuparsi soltanto dell'attuale tasso di tumori. Non di quello che si svilupperebbe dopo perdite radioattive.

Stasera hanno puntualizzato che le centrali pianificate in Italia sono di generazione 3+, con molti sistemi in più di emergenza, compresa la doccia a gravità da un serbatoio in alto e compreso l'iperboloide in c.a. ecc. ecc.

Con questo, dato che era il TG serale, possiamo dormire sonni tranquilli, si tratta della tecnologia più sicura e più pulita presente nel pianeta. Parola del ministro dell'ambiente.

Scorie radioattive? Non ne hanno parlato. Ma d'altra parte i fanghi termali sono radioattivi e fanno bene alla salute...


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Salve a tutti,
mi sono iscritto appositamente per partecipare a questa discussione, dove ho potuto leggere molte cose sensatissime, come del resto mi aspettavo, dato che qui scrive gente che ha avuto la mia stessa formazione.

sono un ex-geologo, avendo dovuto cambiare mestiere nel '93, causa Tangentopoli, il che è una premessa a quel che sto per scrivere.

pur essendo laureato in Scienze Geologiche, il destino ha voluto che trovassi il primo lavoro presso un'impresa di costruzioni, e in quel campo ho continuato, sempre in cantieri di grandi lavori e quasi sempre all'estero, fino alla catastrofe.

in quest'attività un po' obliqua, rispetto a quella classica di un geologo, mi sono occupato principalmente di materials engineering e controllo qualità, in una varietà notevole di applicazioni, in funzione dell'opera in costruzione.

ho lavorato per la gran parte delle migliori imprese nazionali, tra le quali diverse ormai scomparse e/o fagocitate dai grandi gruppi che si sono creati in seguito.

alla luce di quanto ho visto (ovunque) coi miei occhi e vissuto (comunque) sulla mia pelle, non ho bisogno di particolari motivazioni o elucubrazioni tecnico/scientifiche per essere un fiero antinuclearista, almeno in Italia: -so- come si costruisce in Italia, e questo già mi basta per essere terrorizzato da ciò che potrebbero risultare, in termini di qualità, le opere civili, cioè quello che tiene in piedi una centrale o la fa crollare, con reattore e tutto il resto.

in Italia, lasciar costruire strutture così critiche e delicate agli addetti (locali) ai lavori è, semplicemente, un tentativo di suicidio collettivo destinato a sicuro successo, anche se l'Italia fosse l'area cratonica che non è.

dire che, tanto, in Francia c'è già una quantità di centrali, e quindi possiamo costruirle anche noi, vuol dire ignorare che nel Massif Central, dopo l'orogenesi, non ci sono più eventi sismici significativi da (ricordo bene?) 18-20 milioni d'anni, ed ignorare pure (piaccia o no, ho visto anche quello) che i francesi sanno costruire molto, ma molto, meglio di noi... comunque, diciamo, sono meno ossessionati di noi dalla mania di rubare sul cemento, sugli inerti, sull'acciaio, lento o teso, e su qualunque aspetto possa contribuire alla buona qualità del manufatto.

ciò detto, l'aver lavorato per un certo periodo in Francia per un consorzio, presso la sede di una grossa impresa di costruzioni locali, sita a poca distanza da una centrale, mi portò a scoprire che, in campo nucleare, i francesi (detentori della tecnologia che dovremmo importare) hanno raggiunto l'eccellenza soprattutto nel minimizzare (o proprio nascondere all'opinione pubblica) gli incidenti.

in quel periodo si verificò un certo numero di incidenti (piccoli, ma incidenti) che, però, gli ingegneri locali, miei colleghi di lavoro, definirono come banali, periodici, frequenti, sotto controllo e quindi irrilevanti... c'erano abituati, insomma.

il rientro a casa dopo quel periodo mi diede un sollievo come non avevo mai provato in vita mia.

a posteriori, visto anche lo sviluppo storico, trovai ottime ragioni per rallegrarmi di non aver vinto, anni prima, un concorso per geologi dell'ENEL... seppi, in seguito, che sarei stato destinato a Montalto di Castro, prima versione.

seppi anche, che, mentre io avevo già qualche anno di cantiere sulle spalle, a vincere furono un paio di coetanei, che avevo conosciuto nelle selezioni, che mi avevano detto di aver solo lavorato come supplenti di matematica in qualche scuola... e questa, forse, è proprio la chiave di tutto.

p.s.: chiedo scusa per averla fatta lunga, ma me lo dovevo. ;-)

Ultima modifica di zappa; 16/03/2011 22:34.
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Interessante racconto, purtroppo devo confermare che nei cantieri di opere pubbliche si vede un pò di tutto. In Campania come in Piemonte, non c'è differenza, il sistema è quello.

Evidentemente si fa affidamento sul coefficiente di sicurezza.

Ma in questo modo, quello che era magari in progetto una probabilità di guasto pari a 1/100 milioni si alza di molto.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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Ciao a tutti :-)

Personalmente sono sempre stata assolutamente contraria alle centrali nucleari perchè dal mio modesto punto di vista l'uomo non ha nessun diritto di mettersi a giocare al 'piccolo chimico' rovinando il pianeta di tutti, che significa rovinare la vita di tutti... dato che ciò che spari in aria o ciò che butti nel mare o sotto terra, prima o poi te lo ritrovi addosso, a meno che tu non decida di cambiare pianeta. E' un dato di fatto.

Tutto ciò che a priori si sa già di non poter smaltire senza creare danni all'ecosistema, saggiamente non dovrebbe essere nemmeno posto in atto.

Dove sono stipati i miliardi di barili di scorie radioattive? Se una scoria non può rientrare nel ciclo naturale della vita dell'ecosistema, non dovrebbe nemmeno essere prodotta. Chi mi convincerà mai del contrario?

Il nostro pianeta non è una discarica e a quanto pare negli ultimi anni sta manifestando molto bene e sempre di più di non funzionare affatto come discarica...

Che presunzione c'è dietro la folle idea di poter 'controllare' qualcosa che non si sa nemmeno bene come funziona, ma di cui si conoscono molto bene i devastanti rischi per la VITA?
Le centrali nucleari fanno arricchire? Ma quale cifra monetaria vale la tragedia che si sta consumando in questi giorni? Si può forse dare un prezzo alla vita? Possono i 'benefici' di 40 anni di 'vita' di una centrale nucleare valere le innumerevoli vite delle migliaia di persone che proveranno sulla propria pelle i suoi devastanti 'effetti collaterali'?

Come mai alcuni pensano che non sia proprio possibile fare a meno delle centrali nucleari in un pianeta che potenzialmente è ricco di energie rinnovabili? Io la risposta ce l'ho....

Inoltre, che dire del decidere di installare una cinquantina di reattori nucleari guarda caso proprio in uno dei punti della terra più sismici e soggetto a tsunami!? Devono proprio averci studiato molto per giungere ad una decisione così assurda.. Credo che una scelta così sconsiderata ed assolutamente priva di sano buon senso, dimostri solo la miserevole follia della presunzione umana. Si pensava forse che un muro alto 6 metri sarebbe bastato a fronteggiare tutti gli tsunami???... solo perchè a memoria d'uomo non se ne ricordavano di così enormi?? Che fantasia!
Esiste forse una legge che dice che uno tsunami non può avere onde più alte di 10 metri? 10 metri sono nulla in rapporto a tutta la quantità d'acqua che sovrasta la terra... e lo si è visto bene.

Potrei continuare ma il mio grido di indignazione si ferma qui. Perdonatemi se vi ho annoiato un pò.

Cloz.

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@mccoy:
credimi, ho fatto lotte tremende per non -azzerare- il coefficiente di sicurezza, cercando di far capire che la terra ed il calcestruzzo non sanno leggere, e non sono capaci di "star su" solo perché io glielo prescrivo su un pezzo di carta...

... da non credere, cose spinte fino all'autolesionismo: il caso più grave fu un conflitto con un ingegnere capocommessa che dichiarava pubblicamente (a noi, non alla direzione lavori) che "un lavoro ben fatto non può essere economico".

data la mia posizione, gli dissi in faccia (sempre pubblicamente, tra noi) che "a mia esperienza, non c'è nessun lavoro più economico di quello fatto una volta sola" (all'estero te lo fanno rifare e, se vai in ritardo, non chiedi la revisione prezzi, ma paghi una salata penale).

voleva cacciarmi, era potente... ma pavido: si rimangiò tutto quando scoprì che il suo capo mi doveva un grosso favore, un problema risolto in un altro cantiere (valeva molti, molti soldi).

si rassegnò e mi lasciò fare: il lavoro fu fatto una volta sola, così velocemente e bene da recuperare le perdite di quelli fatti due volte in precedenza.

da questa gente in giro (non sto parlando di imprese di subbappalto gestite dalla 'ndrangheta, ma di illustri ingegneri, la crema dei dirigenti delle imprese) non mi farei costruire nemmeno la cuccia del cane.

@Cloz:
non mi hai annoiato, condivido il tuo grido di indignazione, e credo che, da donna, condividerai senza sforzo la mia preoccupazione: io sono vecchio, ormai, non è neanche detto che arrivi a vedere delle centrali in Italia, nel caso riescano a farle.

ma, da buon ritardatario, ho un figlio di quasi undici anni, tutta la vita davanti, teoricamente, radiazioni ionizzanti permettendo... mi preoccupo per lui, per il mondo nel quale gli toccherà vivere, schivando, tra altre cose, neutroni, raggi alfa, beta e gamma, Iodio 131, Cesio 137, Stronzio 90 (sempre detto -nomen omen-).

però avrà a disposizione una vasta gamma di macchine tagliabrodo elettroniche, assetate di energia -da qui la necessità di produrne sempre di più-.

ecco il problema di fondo, il modello di sviluppo: la teoria della crescita continua, dove si considera -negativa- una -crescita- inferiore a quella del periodo precedente.

ignorando, volutamente o no, che la crescita continua è un assurdo fisico... anche quella economica, visto che insiste su un pianeta, che è fisico e finito... contrasta con il secondo principio della termodinamica e può solo condurre al collasso del sistema.

l'umanità ha -assolutamente- bisogno di cibo ed acqua, e molto meno di energia, se è capace di risparmiarla e di ottenerla da fonti rinnovabili, dato che tutti i combustibili fossili, Uranio incluso, sono destinati a finire molto prima che si spenga il sole, che l'atmosfera smetta di muoversi e che la luna ci cada in testa.

già... non se ne è parlato, ma, dopo aver visto cosa sa fare uno tsunami, nessuno si appassiona alle maree? se, invece che fare il ponte sullo Stretto di Messina, si cacciassero sul suo fondale un po' di belle turbine, vuoi vedere che, per le tagliabrodo, serve una centrale in meno?

e ci sono pure i posti di lavoro, mica lo fai con un gommone... volendo, un bel business, e ad occhio, sarebbe anche operativo ben prima di una qualunque centrale nucleare (non so se hai presente quel che sta succedendo in Finlandia).

già, roba di pura ingegneria meccanica, niente tecnologie estreme, quasi da terzo mondo (niente scorie per la camorra, niente paesaggi bucolici sottratti all'occhio dell'esteta e, pensandola bene, senza disturbare tonni e delfini)

disgraziatamente, l'ignoranza può essere superata con lo studio, ma se è accompagnata da stupidità, diviene invincibile.

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Originariamente inviato da: zappa
mi preoccupo per lui, per il mondo nel quale gli toccherà vivere, schivando, tra altre cose, neutroni, raggi alfa, beta e gamma, Iodio 131, Cesio 137, Stronzio 90 (sempre detto -nomen omen-).
Stai dimenticando il gioiello di famiglia.... il Plutonio.

Originariamente inviato da: zappa
ecco il problema di fondo, il modello di sviluppo: la teoria della crescita continua, dove si considera -negativa- una -crescita- inferiore a quella del periodo precedente.
E' questo il problema. Solo ed esclusivamente questo.

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caro Zappa sei certamente una persona preparata e sopratutto corretta, ma quanta amarezza hai accumulato e che pessimismo "filosofico" hai raggiunto.
stavo pensando prprio questa notta tra me e me sulla formazione e atteggiamento dei nuovi colleghi e sulla mancanza di speranza e voglia di andare avanti (guardare lontano) che traspare un po da per tutto. è questo il nuovo conservatirismo il voler tornare indietro al noto e sicuro (di una volta) ccome il ventre materno, come avere paura di non farcela. ma il mondo la sciebza le conoscenze la ricerca (non quella nostra) vanno avanti e bisogna dare ai giovani delle speranze e degli obbiettivi (insieme a punti fermi etici).
insomma la speranza è l'ultima a morire e la grinta e la sana ambizione debbono essere il motore.
vedo comunque che hai nostalgia del tuo (nostro) lavoro.

benvenuto al forum


michele conti
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Poi ho una domandina, ma nessuno si occupa più di fare ricerche sull'idrogeno? Quello potrebbe davvero essere una svolta per l'intera umanità e perchè noi come paese non ci diamo davvero da fare su questo? Significherebbe fare davvero progresso, non a parole


il problema dell'idrogeno è che non è una fonte di energia, ma un mezzo per trasportarla, in quanto va prodotto dissociando l'acqua (che poi si riforma nellue celle a combustibile, per esempio).
quindi può servire ad esempio per rendere continuo il solare: con un pannello solare termico produci idrogeno che in parte utilizzi in una cella a combustibile subito, in parte stocchi per far funzionare la cella quando non c'è il sole.
Il guaio è che per adesso il costo al Kw di una roba del genere è troppo elevato per essere economico


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Originariamente inviato da: piombino
Il guaio è che per adesso il costo al Kw di una roba del genere è troppo elevato per essere economico


Ecco come stiamo messi. La scienza dipende dall'economia.
Sarà possibile invertire i ruoli?

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michele conti
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