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Iscritto: Mar 2004
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Il rapporto non è fisso e varia anche in relazione al numero di colpi. Per la mia esperienza, con il dinamico pesante, in generale si ha:
da 1.5 a 3.0 nei limi o limi sabbiosi da 1.5 a 2.5 nelle sabbie da 1 a 1.5 nelle ghiaie Ferry, ma tu parli del DPSH Pagani? Perchè in questo caso le differenze sarebbero numerose, anche a livello di apporto energetico.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Buongiorno, ma una tabella, una indicazione o comunque qualcosa su qualche libro o pubblicazione si trova? Io parlo espressivamente di prove SPT in foro non penetrometri dinamici. Io credo sia una praticaccia tutta italiana che faccia sballare tutte le correlazioni esistenti.
Un saluto le tabelle e i libri non servono a niente (cambia la mineralogia e il meccanismo di sedimentazione) occorre solo la "taratura" locale. Avere per i terreni in questione sondaggi a carotaggio continuo con prove SPT a punta aperta e, a debita distanza e con terreni omogenei, eseguire prove DPSH con avanzamento da 30 cm. Nel tuo caso non vedo come puoi correlare Nspt a punta aperta e Nspt a punta chiusa. Dovresti avere in un sito due carotaggi vicini ed effettuare le due tipologie di prove alla stessa quota. Utopistico per noi, sarebbe un bel lavoro per i ricercatori universitari.
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Iscritto: Jan 2008
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Il rapporto non è fisso e varia anche in relazione al numero di colpi. Per la mia esperienza, con il dinamico pesante, in generale si ha:
da 1.5 a 3.0 nei limi o limi sabbiosi da 1.5 a 2.5 nelle sabbie da 1 a 1.5 nelle ghiaie Ferry, ma tu parli del DPSH Pagani? Perchè in questo caso le differenze sarebbero numerose, anche a livello di apporto energetico. Certo non vedo come correlarle altrimenti
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Iscritto: Jan 2008
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Ad ogni modo non ha alcun senso correlare Spt a punta chiusa, (incrementa le imprecisioni) bisogna imporre di far usare al sondatore la punta aperta
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Iscritto: Jan 2009
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Esatto! E' proprio lì che volevo arrivare.
Fa' sempre la cosa giusta.
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Iscritto: Apr 2009
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Salve a tutti, vedo solo ora questa discussione, che si riallaccia molto bene a quelle fatte in passato e in particolare a quella recente sulle correzioni per passare dal valore N20 di DPSH a N60Spt. Fin dai primi approcci alle prove in situ mi sono sempre chiesto come mai tutti i colleghi usassero disinvoltamente correlazioni per punta aperta con prove utilizzate a punta chiusa; mi sono sempre chiesto se esistessero correlazioni tra le due punte; la risposta sembra essere quella di correlazioni locali e personali del singolo professionista, sulla scorta di anni di esperienza, filtrati da numerosi gradi di cautela. Se uno però questa "millenaria esperienza" non ce la ha ancora come fa a interpretare prove spt senza dare numeri del lotto?
Nell'alta pianura padana (escludendo quindi le aree sabbiose del Po) le sabbie pulite sono praticamente assenti; si passa da argille e limi argillosi a ghiaie con percentuali variabili di matrice limoargillosa. Facendo un sondaggio in questi terreni preferisco, per i coesivi, recuperare un campione per prove di laboratorio; per le ghiaie scelgo Spt con punta chiusa. Nelle mie zone la spt è sempre a punta chiusa proprio per il motivo che la si utilizza solo per le ghiaie (a tal proposito vorrei ricordare che non ho mai trovato in letteratura correlazioni per phi di ghiaie da prova a punta chiusa), utilizzando le correlazioni per le sabbie con punta aperta.
Purtroppo ci si ritrova sempre al punto di partenza: le prove spt così come molte altre sono nate, calibrate e correlate per le sabbie di chissà dove.... Ci vorrebbero studi italiani specifici: Un Robertson all'italiana.... Lo abbiamo?
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Iscritto: Apr 2009
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Michele Jamiolkowski oltre a Mayne i giapponesi i cinesi ed altri (moltissimi)
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Iscritto: Apr 2009
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Salve a tutti, riprendo questo argomento per chiedere lumi su alcune parti oscure dell'interpretazione delle spt. In 2 sondaggi fatti di recente nella media pianura parmense, al di sotto di un sottile livello limo argilloso ho trovato un livello ghiaioso dello spessore di 10 m su cui ho fatto eseguire 4 prove spt per foro per un totale di 8 prove. I valori trovati per i tre tratti di avanzamento sono i seguenti: Sond1 spt 1 2,60-3,05m 33-35-20 N=55 spt 2 4,00-4,25m 37-rif avanzamento 10cm N=50 spt 3 6,60-7,05m 17-21-29 N=50 spt 4 8,60-9,05m 20-17-11 N=28
Sond 2 spt 1 2,80-3,25 28-28-28 N=56 spt 2 4,50-4,95 40-35-33 N=68 spt 3 7,00-7,45 16-24-16 N=40 spt 4 10,0-10,4 30-37-rif avanzamento 10 cm N=87
Il calcolo di N è corretto o devo tenere come valore massimo 50? La norma ISSMFE da cui derivano le raccomandazioni agi dice che la prova si considera interrotta se nei tre tratti si raggiungono complessivamente 100 colpi ma non dice che valore tenere buono. Il valore di 87 (e in generale superiori a 50) mi sembra eccessivo e oltretutto mi rende impossibile l'utilizzo delle correlazioni di letteratura, perchè risultano valori impossibili... Sapreste indicarmi delle correlazioni per angolo di attrito su ghiaie che non diano valori incredibili? Con Hatanaka e Uchida partendo per esempio da un N=50 (N1 60=47) mi risulta un phi di 47 gradi!!! Altrimenti sarò costretto ad affidarmi al solito giudizio professionale considerando un phi cautelativo per ghiaie addensate.
Grazie
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Iscritto: Oct 2007
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In realtà, come è stato più volte detto in questo forum, la correlazione di Hatanaka & Uchida, secondo la correzione di Hatanaka ed altri (1998), presenta un asintoto a 40° (con un margine di tolleranza di + o - 3°). Pertanto il valore max che si può ottenere calcolando phi con H&U è 43°.
Ultima modifica di Sandro Cantoni; 26/07/2011 10:06.
Sandro Cantoni
"...facciamo che noi due siamo i tre moschettieri?..." - (dialogo tra i miei due figli)
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