In modo del tutto metaforico si potrebbe paragonare la tua domanda ad una cosa come chiedere ad un Medico cosa dice la definizione di fegato nella scelta della cura per una cirrosi epatica. Per sapere come si cura una cirrosi epatica non basta leggersi on-line o su qualche libro la definizione e l'anatomia del fegato. Bisognerebbe conoscerne anche la fisiologia, la patologia, i metodi diagnostici, la relativa farmacologia.
I Geologi utilizzano sia
modelli numerici (o analitici),
di tipo prettamente matematico e/o statistico, sia
modelli concettuali di tipo prettamente scientifico-descrittivo in quanto la materia di studio (il sottosuolo) è disastrosamente parca d'informazioni (se non in casi eccezionali) mentre è assolutamente generosa in discontinuità, disomogeneità ed eterogeneità a tutte le scale e in tutte le direzioni.
Ereditando quindi un linguaggio scientifico di tipo naturalistico-descrittivo (che comunque viene continuamente aggiornato) e dovendo estendere nello spazio informazioni puntali di tipo numerico chiunque si trovi ad intraprendere un'attività di tipo geologico (qualsiasi sia la sua Laurea di partenza) deve necessariamente:
1) descrivere ciò che vede (istologia, secondo le scienze mediche)
2) attribuire a ciò che vede una genesi che ne configurerà anche la morfologia e l'estensione laddove le cose non si vedono (anatomia, secondo le scienze mediche)
3) comprovare con i dovuti metodi le ipotesi rispetto la natura e l'estensione del corpo e le sue caratteristiche intrinseche(diagnostica, secondo le scienze mediche)
Una volta attribuito ad un deposito una genesi, una forma e una dimensione, una volta osservato e mappato quale livello di omogeneità/disomogeneità presenta, dopo averne anche definito relazioni e tipologia di contatti con i corpi circostanti e averne pertanto definito un
modello concettuale in base a questo si può definirne i parametri per elementi omogenei e, in relazione allo studio condotto, anche il
modello numerico.
La definizione di partenza del modello concettuale è imprescindibile e può/deve essere utilizzata successivamente sia per modellizzare i flussi sotterranei sia per modellizzare fenomeni morfologici (ad esempio frane) in atto.
Un Geologo poi, in genere molto legato dal punto di vista cognitivo al
suo territorio di lavoro, saprà per esperienza personale e professionale che quel determinato deposito colluviale ha una certa forma, una certa estensione e un certo range di conducibilità idrauliche in una certa area e un altro range in un'altra e può costruire un modello concettuale e numerico con un minor numero di sondaggi permettendo al cliente di spendere meno, aspettare meno e ottimizzare la sua spesa rispetto quanto avrebbe dovuto spendere, aspettare o penare affidando lo stesso incarico ad un Geologo che normalmente lavora a 1000 km di distanza o ad altro Professionista di materia simile ma non intercambiabile.
Spero di aver chiarito il quesito iniziale rispetto la differenza (del tutto evidente e nota a chi ha Laurea e Abilitazione nella Professione del Geologo) tra
definizione morfogenetica e
caratteristiche geomeccaniche o
idrogeologiche e come correttamente utilizzare una e l'altra in diverse fasi del lavoro.
Buona settimana a tutti, Ingegneri compresi

Ultima modifica di Luigi M. Paternò; 09/05/2011 06:48.