|
|
Iscritto: Sep 2007
Posts: 23
Junior Member
|
OP
Junior Member
Iscritto: Sep 2007
Posts: 23 |
Mi è stato chiesto di fare una relazione geologica per un terreno agricolo, da risistemare mediante movimenti di terra, sottoposto a vincolo idrogeologico. Quello che viene richiesto al committente è: -relazione asseverativa attestante la rispondenza dei lavori e delle opere alle norme vigenti; - progetto esecutivo (relazione tecnica illustrativa, planimetrie, sezioni, profili del terreno, stima dei m3 di scavo, modalità di smaltimento o sistemazione del materiale di risulta,impianti, ecc., schema dello smaltimento delle acque di superficie e di profondità); - relazioni geologica e geotecnica o geologico-geotecnica di cui al D.M. 14/01/2008 e successive circolari a supporto della fattibilità del progetto, nonché di eventuali altre relazioni specialistiche; - documentazione fotografica; - localizzazione dell’intervento nel contesto della zona di possibile influenza dell’intervento stesso, tramite le seguenti cartografie: • CTR in scala 1:10.000 o 1:5.000.
Ora il mio dubbio è se tutte le relazioni ed leaborati di progetto li posso redigere io o bisogna che il committente richieda anche l'intervento di un ingegnere? Premesso che non c'è da costruire niente ma solo sitemare un area che è stata interessata da uno scivolamento. Devo far eseguire anche dei sondaggi meccanici?
"Quanto manca alla vetta?" ; "Tu sali e non pensarci!". Friedrich Wilhelm Nietzsche
|
|
|
|
|
Iscritto: May 2011
Posts: 1
Junior Member
|
Junior Member
Iscritto: May 2011
Posts: 1 |
Secondo me, trattandosi di "lavori geologici" (i.e. : niente costruzioni) puoi fare tutto tu. Riguardo ai sondaggi meccanici, poichè affermi che esiste uno scivolamento (quiescente o attivo ?), credo sia indispensabile acquisire una conoscenza dettagliata della zona. Come suggerimento generico ti consiglio di prevedere prove geognostiche (non solo dirette) e di valutare sia l'entità del movimento sia la geometria dello scivolamento. Senza questi parametri non potresti progettare sensatamente la sistemazione. Ancora in linea generale potresti prevedere alcuni sondaggi a carotggio continuo completati a piezometro e/o inclinometro (se del caso) e alcune linee di indagine geofisica che li colleghino. In questo modo potresti ottenere un modello del sottosuolo affidabile, desumendo i parametri geotecnici dai sondaggi ed estenderne le informazioni interpretando le indagini geofisiche con i constraints delle prove dirette. Per quanto riguarda la geofisica occorre conoscere l'assetto stratigrafico generale e scegliere le metodologie piu' adatte. Ancora in linea generale utilizzerei delle prospezioni sismiche e/o geoelettriche. In questo caso stai attento al bias 3D. Controlla inoltre la normativa regionale in materia di vincolo idrogeologico. Tutto cio' è piuttosto dispendioso e, sempre a mio parere, occorre valutare se la mole di lavoro è giustificata per l'intervento che si intende eseguire.
|
|
|
|
|
Iscritto: Sep 2007
Posts: 23
Junior Member
|
OP
Junior Member
Iscritto: Sep 2007
Posts: 23 |
In effetti la sistemazione è richiesta perchè ci deve essere un cambiamento d'uso del terreno, che fino ad ora è stato "a riposo",per usi agricoli. Quindi la sistemazione sarebbe semplicemente mettere in pari un terreno interessato da scivolamenti attivi nell'ultimo mese per poterlo rendere più facilmente coltivabile. Quindi non sarebbero scavi veri e propri ma movimenti con ruspa ed eventuali trincee per drenare le acque. I movimenti poi sono superficiali, nella formazione delle <<arglille varicolori>> che ha uno spessore di circa 200 m, quindi fare sondaggi è necessario per ricavare i parametri geotecnici che non si possono ottenere altrimenti per la verifica di stabilità. Oppure in questo caso sono sufficienti i dati di letteratura? La geofisica non la propongo perchè non devo fornire Vs30, non ci sono costruzioni da eseguire.
Ultima modifica di RDO; 16/05/2011 20:59.
"Quanto manca alla vetta?" ; "Tu sali e non pensarci!". Friedrich Wilhelm Nietzsche
|
|
|
Link Copiato negli Appunti