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Buonasera, sono alle prime armi e ho un dubbio riguardo le terre e rocce da scavo. Sto seguendo le pratiche per un pozzo domestico e vorrei sapere se il detrito prodotto dalla perforazione si può considerare sottoprodotto da poter tranquillamente utilizzare per la sistemazione del giardino? (siamo in campagna, area sottoposta a vincolo idrogeologico). Il sistema di perforazione che verrà utilizzato sarà rotopercussione. Grazie e scusate se probabilmente ho fatto una domanda banale....
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Al netto del fatto che io penso non esistano "domande banali" in linea teorica alla tua domanda si dovrebbe rispondere così: normativamente parlando una volta eseguite le analisi necessarie e in assenza di additivi di perforazione inquinanti (ad esempio fanghi ricchi in metalli pesanti o polimeri non biodegradabili) il terreno di risulta per uno scavo di pozzo è del tutto assoggettabile all'attuale normativa sul riutilizzo delle terre e rocce da scavo.
In particolare qui siamo in una situazione in cui pare valere l'articolo 13 D.Lgs. 205/2010 che esclude dall'ambito di applicazione della normativa sui rifiuti, tra le altre cose:
"il suolo non contaminato e altro materiale allo stato naturale escavato nel corso di attivita' di costruzione, ove sia certo che esso verra' riutilizzato a fini di costruzione allo stato naturale e nello stesso sito in cui e' stato escavato;"
Il concetto è definire in modo univoco la parola sito in relazione ad una situazione di omogeneità. Se l'area di utilizzo è contigua a quella di scavo e tu puoi idealmente intendere che il materiale sia riutilizzato nello stesso sito la normativa è pertinente e si può applicare.
In linea generale quindi, una volta espletate le necessarie analisi chimiche per definire lo stato di "non contaminazione", potrebbe essere applicabile questo comma dell'attuale legislazione usando magari l'accortezza di inserire nella relazione tecnica presentata per la realizzazione del pozzo due parole sull'utilizzo dei materiali di risulta fondato su questa normativa giusto per non farsi "pizzicare" dal vigile di passaggio senza un pezzo di carta in mano dove dichiari in partenza il tuo "gioco".
Io, almeno, farei così operando su Milano e Province limitrofe.
Se non puoi riutilizzarlo nello stesso sito la cosa cambia perchè a fronte di una quantità sicuramente ridotta di materiale (per pozzi scavati con diametro 150 mm ogni 10 m hai 0,7 mc di materiale di risulta) devi fare analisi chimiche, devi redigere un piano di gestione delle terre di scavo e devi sottoporlo al Comune di competenza. Direi che a questo punto è più conveniente affidarlo per lo smaltimento alla Ditta che fa il pozzo e comprare qualche mc di terreno vegetale per sistemare il giardino.
IMHO, ovviamente.
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