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#8902 13/10/2005 15:59
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Salve a tutti è la prima volta che scrivo su questo forum, anche se lo seguo da molto tempo. Come tutti saprete recentemente a Roma è stata dedicata un'intera giornata ad un'esercitazione che ha coinvolto varie istituzioni per il rischio attacco terroristico. Non sarebbe il caso di promuovere iniziative simili che prevedano scenari di rischi ambientali, escludendo ovviamente esercitazioni propagandistiche quali quelle che hanno interessato l'area vesuviana alcuni anni fa?
Certo bisogrerebbe evitare che si risolvesse il tutto in una scampagnata da un sito a rischio vulcanico elevatissimo ed un'altro a rischio sismico o alluvionale!!!!!!
Cosa ne pensate?

#8903 13/10/2005 22:05
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E allora che cosa faresti ??

Antonio

#8904 14/10/2005 07:14
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Allora io non capisco a cosa possano servire le esercitazioni se poi non c'è un Piano di Emergenza. Nella prassi, quasi dimenticata, prima si elabora un Piano di Emergenza nel quale, a seconda dei rischi presi in considerazione, vi sono modelli di intervento, che a loro volta devono essere condivisi dagli "attori" che vi partecipano tramite protocolli di intesa. Successivamente per tenere in vita il piano c'è bisogno di: aggiornamento periodico, attuazione di esercitazioni e informazione alla popolazione.
Le esercitazioni possono essere per: posti di comando, operative, dimostrative o miste, inoltre la verifica di un Piano si ha con esercitazioni serie e cioè improvvise senza che ciò si risolva in uno show realizzato ad uso dei mass-media (tratto dall'ABC della Protezione Civile numero 12 del Periodico, serio, informativo del Dipartimento di P.C. ottobre/novembre 1998 Presidente Franco Barberi).
Ora quello che tu Toni ti devi chiedere esiste nel mio Comune e nella mia Provincia un Piano di Emergenza come prevede la Legge nazionale (Dlgs 112/998? Allora perchè non ne sono informato? Perchè non è stata mai organizzata un'esercitazione?
Poi forse qualche risposta anch'io te la posso dare.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
#8905 14/10/2005 08:49
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Vedere se è stata utilizzata la nostra professionalità nelle redazione del piano e se è previsto il nostro intervento durante l'emergenza e quali compiti ci sono stati affidati.

Ruoli e compiti che dobbiamo dimostrare inequivicabilmente di sapere svolgere egregiamente, il che si raggiunge solo esercitandosi.

Faccio l'esempio di un intervento sugli argini di un fiume in piena.

Come fai a dirigere l'operazione della posa in opera di un telone in un fiume in piena per impedire l'erosione di un argine sotto l'acqua battente, con il terreno scivoloso, con la paura che da un momento all'altro ti frani sotto i piedi senza avere prima provato e riprovato in condizioni tranquille dove puoi spiegare le cose con calma e rispondere con altrettanta calma alle domande che ti fanno gli addetti alle varie operazioni (riempitori di saccheti di sabbia sabbia zavorratori del telone ).

Se non hai verificato se il camion con la sabbia arriva sino al punto dove devi utilizzarla anche con il terreno bagnato oppure se devi disporre di un fuori strada giudato da uno che ci sa fare veramente ?

Gli sbagli in queste condizioni si possono pagare con la vita ed il rambismo ne è una causa !

Come predisponi le funi di sicurezza degli operatori posti vicino all'acqua senza che si aggroviglino ?

Come fai a sapere se devi abbandonare il lavoro perchè il gruppo ha solo le forza per raggiungere i veicoli con cui rientrare?

Come fai a individuare chi è dotato di maggior buon senso, ascendente e carisma fra i volontari che "comandi" ?

Certo che si può anche essere utili seduti ben riparati nella palazzina dello stato maggiore ma bisogna che si sappia il ruolo che devi svolgere ma anche in questo caso devi averlo provato e riprovato con calma.

Lascio lì perchè devo finire di scrivere l'edizione aggiornata della mia "Geologia d'urgenza nelle calamità naturali".

Essendo la prima edizione esaurita questa seconda edizione ho intenzione di darla a questo sito ed a quello della Geoprociv da cui chiunque la più scaricare gratuitamente.


Ciao

Antonio Scaglioni

Candidato al CNG

#8906 14/10/2005 10:07
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Antonio ti dovrebero dare il titolo di " Sorvacqu " ad Honorem!! E non è un demerito anzi!!!!! Hai mai reperito il manuale del'Ufficiale Idraulico o del Sorvegliante Idraulico ? Io per anni li ho cercati e poi sono riuscito a trovare, grazie a qualche anziano geometra disponibile, solo fotocopie. Ora sul Secchia e Panaro quanti teli nelle recenti piene sono stati messi? Per l'erosioni conviene buttarci pietrame i teli vanno bene per le filtrazioni. Il Po è diverso, come i tratti suoi di rigurgito negli affluenti, qui la piena staziona per più di una settimana e la corrente, a parte in alcuni tratti non batte la sponda velocemente. Per i pesi si usa di tutto, dai rami degli alberi ai mattoni o pietre e quando non s'improvvisa anche i sacchi di sabbia.
Antonio a che altezza idrometrica conviene chiudere la chiavica di Ponte Alto sulla Rostra dell'Asino? 4,5 - 5 mt - o a 6 mt del livello di guardia? Queste cose ai volontari andrebbero spiegate, come anche si realizza un soprassoglio di fortuna una coronella per fontanazzi e.......tante altre cose. C'è chi già senza esercitazioni queste cose le ha fatte e da cui andrebbe tratta tutta l'esperienza.
Ciao Alessandro

P.S. fuoristrada? La vecchia Panda 4X4 era la migliore per andare sugli argini la nuova non so. Attenzione però che a scivolare nel fiume non ci vuole nulla.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
#8907 14/10/2005 13:17
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Mi faresti un grandissimo piacere ad inviarmi le fotocopie perchè io ho un riassunto che lascia molto a desiderare, distribuito in un corso tenuto ai volontari di protezione civile da un geometra dell'ex Magidsrato del Pò .

Circa la situazione del fiume Secchia non la conosco.

Io ho sempre operato anni fa sul Panaro a valle di Modena.

Ad ogni modo gli alvei dei due maggiori fiumi modenesi nei tratti di pianura, quelli dei così detti corsi d'acqua minori e dei più importanti canali posti a sud di Modena come le aree occupate dalle casse d'espansione sono divenute delle autentiche foreste e gli argini nella loro parte esterna, quando non sono ricoperti d'alberi, lo sono di rovi.

Come si faccia a rilevare di giorno ed ancor più di notte se si hanno infiltrazioni d'acqua solo Domine Iddio lo sa !!.

A questa situazione si è giunti anche perchè vi è stata la fortissima opposizione degli ambientalisti ad eliminare queste foreste fluviali perchè ospitano una ricca fauna selvatica, solo che tale fauna viene decimata ad ogni piena primaverile quando si assiste ad autentiche flottiglie di nidi trasportati dalle acque di piena accompagnate dai caprioletti, leprotti, piccoli tassi affogati

Queste foreste finsicono con l'essere delle eutentiche trappole mortali per gli animali che li popolano appadrtenendo questi a specie di uccelli di frasca e terragnoli e non di uccelli di valle.

Quando finalmente saranno tagliati gli alberi se non si provvede anche alla eliminazione delle loro profondissime redici queste una volta marcite si trasformeranno in tanti sifoni che renderanno gli argini deli autentici colabrodo.

Proprio in questi giorni la non eliminazione della vegetazione che ostruiva i maggiori canali a sud della città ha provocato allegamenti con danni ingentisismi nella zona di via contrada e via delle morane.

Dato che le disgrazie non vengono mai da sole anche le fogne , non pulite da decenni (nonostante i modenesi paghino ben 212 lire a metro cubo di acqua consumata per manutenzione delle fogne)hanno rigurgitato quanto contenevano ,compreso ghiaietto e sabbia grossolana negli scantinati.

E così fra i sinistrati sono finito anch'io !

Oltretutto il Comune non ha elaborato alcun piano d'intervento in caso d'alluvione da parte dei corsi d'acqua minori e dei canali per cui la protezione civile è intervenuta tamponando le situazioni alla meno peggio.

Del resto queste sono state considerate da sempre immuni da allagamenti perchè come si spiegherebbe la normativa urbanistica che obbligava alla costruzione dei garages sotterranei ?

Con buona pace dei costi di costruzione, manutenzione e gestione di un piano interrato rispetto ad un piano costruito fuori terras ??? .

Una ultima domanda: che cosa vuol dire in italiano sovarcqu?

Ciao Antonio

#8908 15/10/2005 21:26
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Un po' d'amarcord.
Allora cominciamo dall'ultima. Sorvacqu e non sovarcqu una volta me lo disse una donna anziana però forse del bolognese, ricordo di aver abitato per circa un anno a Crevalcore, sorv-acqu in dialetto locale penso significasse sorvegliante delle acque quindi sorvegliante idraulico.
Per quanto riguarda i manuali posso inviarti, appena ho tempo ne faccio le fotocopie, quello del Sorvegliante idraulico ma il mitico Otello Zanchi (Manuale dell'Ufficiale Idraulico casa editrice pisana o senese Listri Nisti o qualcosa del genere) temo di averlo lasciato proprio li a Modena durante il trasloco. Pensa che mi fece impazzire per trovarlo, dopo circa tre anni di ricerche ne ebbi una fotocopia.
Il geometra del Magispo era per caso Baraldi? Comunque in effetti andava in giro un manualetto ma non era un gran che.
Il problema dello sfalcio infatti c'è sempre stato, poi si è cercato con quello selettivo di difendere alcune specie e di eseguirli nei periodi di non nidificazione (per venire incontro agli ambientalisti). L'upupa era il nostro incubo. Io sono d'accordo con te c'è chi considera gli argini un qualcosa di naturale con un preciso equilibrio, invece sono semplici opere antropiche che vanno mantenute efficienti, altrimenti si rischia di grosso.
Il Panaro è un bel fiume ma a differenza del Secchia è quasi tutto in froldo e poi c'ha sto benedetto (o maledetto) Canale Naviglio!! La cassa d'espansione dovrebbe (a differenza di quella del Secchia) comunque garantire una buona laminazione con tempi di ritorno (di progetto) buoni. Lo sapevi che gli argini della cassa d'espansione del Secchia hanno una buona dose di ghiaia? L'argine in cui è posto lo sfioratore in sinistra è praticamente sabbio-ghiaioso, ma così ben cementato che anche il Prof. Pellegrini è rimasto sorpreso dal fatto che per tanti anni non ha avuto grossi problemi. La cassa d'espansione del Secchia è piccola ma l'incoscienza di aver fatto i laghetti Curiel a valle e la posizione dell'acquedotto di Carpi a sinistra fa si che ne diventi problematica l'espansione, ricordo ad una conferenza di servizi a Parma presso l'Autorità di Bacino del Po che l'ing. Moratti (l'anziano progettista) rimase sorpreso e affranto da queste cose).
Se hai modo di sentire la Dott.ssa Nicolini (è nel suo campo veramente in gamba, quello che ha fatto per la protezione civile modenese è unico in Italia) salutamela come il buon Leuratti della Regione.
A presto Antonio.

P.S. Inviami l'indirizzo a cui spedirti il manuale. Una copia dell'Otello Zanchi credo che ce l'abbia invece li a Modena un mio caro ex collega il geometra Clemente Bottone li all'AIPO 4° piano di via Fonteraso 15. Digli che te l'ho detto io. Appena sistemo una copia digitalizzata del filmino da me girato sulla piena del Po nel 2000, ti prometto di inviartene una copia.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti

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