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Salve in seguito ad una domanda d'esame,il professore chiese per il calcolo della resistenza alla punta noi dovevamo fare riferimento alle correzioni di Kishida per quanto riguarda gli angoli d'attrito ossia (chiedo scusa ma non sapevo come scrivere fi): Nq = calcolato con f* secondo Kishida: f* = f' – 3° per pali trivellati f* = (f' + 40°) /2 per pali infissi. Il professore chiese perchè per pali battuti facendo riferimento alla formula sopra citata,superato il valore di f'>40° si ha una diminuzione dell'angolo d'attrito f* mentre per angoli f'<40° con le correzioni di Kishida si ha un aumento di f*? Potreste citarmi qualche fonte?Vi ringrazio.
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M Member
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M Member
Iscritto: Mar 2004
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...Il professore chiese perchè per pali battuti facendo riferimento alla formula sopra citata,superato il valore di f'>40° si ha una diminuzione dell'angolo d'attrito f* mentre per angoli f'<40° con le correzioni di Kishida si ha un aumento di f*? Potreste citarmi qualche fonte?Vi ringrazio. Evidentemente, l'autore ha notato nei suoi esperimenti questo comportamento: 1) quando phi< 40°, l'infissione del palo causa un relativo addensamento del terreno 2) quando phi> 40°, l'infissione del palo causa una relativa perdita di addensamento (fenomeno della dilatanza) 3) quando phi=40°, le condizioni rimangono pressochè invariate Non ho letto gli articoli originali di Kishida e altri, potresti trovarli con una ricerca specifica
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Grazie.Ho provato con varie ricerche e vari testi ma non ho trovato niente su questo autore.
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Immagino che il Professore che citi ti abbia parlato del metodo di calcolo di cui hai chiesto informazioni come uno dei tanti disponibili allo scopo. Magari ti interessa sapere che i metodi analitici non sono in genere i più adatti per fare previsioni sulla capacità dei pali battuti. Per dimostrarlo ho preparato una sintesi che non posso allegare (>1.5 MB) ma che posso fornire a chiunque la desideri (il mio indirizzo è "gtogliani@bluewin.ch"), dei risultati ottenuti per il “Pile Capacity Prediction Event” promosso dagli organizzatori nell’ambito dell’ISC’2 di Porto (2004) relativo ad un palo prefabbricato di sezione quadrata (b=0.35m) e lunghezza 6 m infisso nei suoli residuali della zona. Esaminando il documento in questione e premettendo che la resistenza ultima del palo è quella individuata, nel corso di una prova di carico statica, da un cedimento pari al 10% del diametro del palo stesso e che una previsione si considera accettabile quando la capacità calcolata è + o -20% di tale resistenza ultima, le conclusioni che se ne traggono, sono: 1.la prova di carico dinamica è quella che offre la maggiore percentuali di successi (5 previsioni su 6) come giusto pretendere da uno strumento di controllo che spesso sostituisce la prova di carico statica tradizionale (ma questo tuttavia non vale per i pali trivellati ne per i CFA anch’essi oggetto di previsione); 2.tra le capacità determinate direttamente dalle prove in situ le migliori sono quelle ottenute dalle PMT (5 previsioni su 8), seguite dalle SPT (8 su 18) e infine dalle CPTU (12 su 54); 3.i metodi analitici in questa graduatoria sono desolatamente ultimi (1 previsione su 16). Questi risultati talvolta sorprendenti hanno comunque una loro logica (ad esempio Bustamante e Gianeselli che hanno codificato sia il calcolo con le CPT che con le PMT lasciano per queste ultime un agio molto minore alle interpretazioni personali, le migliori previsioni usando l’SPT sono state fatte dai brasiliani e dai portoghesi ricorrendo a formule studiate in modo specifico per i suoli residuali da loro assai comuni). Le previsioni di successo relative alla resistenza ultima del palo, tuttavia non sono spesso tali se si giudicano in base alla distribuzione tra la resistenza di attrito e di punta, quest’ultima spesso sopravalutata almeno a giudicare dall’andamento della curva carico-cedimento. Se hai interesse su questo argomento ti consiglio comunque di consultare il libro di Bruschi sulle prove in situ che presenta molti dei metodi di calcolo maggiormente in uso spiegandone in modo esauriente i criteri di applicazione.
Ultima modifica di gto; 06/11/2011 09:25.
Gianni Togliani
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OP
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In realtà per il calcolo della resistenza alla punta di un palo di fondazione,noi studenti su insegnamento del professore facciamo riferimento alla teoria e abaco di Berenzantzev,per il calcolo di Nq,a causa dell'effetto silo.Tale abaco ci riporta i valori di Nq in funzione dell'angolo d'attrito che dovrà opportunamente essere corretto con le relazioni di Kishida.Praticamente a me interessava sapere perchè per pali battuti per angoli maggiori di 40°,si ha con Kishida una riduzione dell'angolo d'attrito e con angoli minori di 40° viceversa si ha un aumento?
Ultima modifica di conan131988; 06/11/2011 13:35.
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Nel documento che ho preparato è inserita una tabella in cui sono specificati gli algoritmi di calcolo utilizzati per ognuna delle 16 previsioni fatte utilizzando il metodo analitico. Due tra queste utilizzano Berezantzev ed indicano una resistenza alla punta rispettivamente di 676 kN e 2405 kN (quest'ultima fatta da un notissimo Accademico), a fronte di un carico di rottura di 1500 kN e delle evidenze che dimostrano una resistenza di attrito assolutamente prevalente (a 1300 kN il cedimento è di 5 mm). Il mio voleva essere solo un avvertimento per completare le condivisibili spiegazioni che ti ha fornito "mccoy" su Kishida, quindi una specie di cartello con scritto "attenti al cane" al fine di evitare a chiunque si interessa dell'argomento "morsi molto dolorosi".
Gianni Togliani
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michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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http://geolab.unm.edu/NMDOT/42.%20Ismael_Axial%20Load%20Tests%20on%20Bored%20Piles%20and%20Pile%20Groups%20in%20Cemented%20Sands,.pdf
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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Sono perfettamente d'accordo con gto e mccoy. Spero vivamente che lo scopo dell'esercitazione sia il fenomeno della dilatanza e non indicare agli studenti che la formula di B. sia l'unica valida per i pali battuti. Se così fosse poveri noi. Ti ricordo che nel 1995 Salgado calcola il coefficiente Nq non solo in funzione dell'angolo d'attrito (B. calcola Nq con la (Nq = 0,136 exp(0,128 f') (lo sapevi?) ma introduce giustamente l'influenza della Densità Relativa, del coefficiente di spinta a riposo, della tensione litostatica efficace alla base del palo, fattori che sono considerati in altra maniera anche da Vesic attraverso l'indice di rigidezza. Quando entrerai nel mondo del lavoro ti consiglio di dimenticare B.
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by domenico craparo - 05/08/2026 13:52
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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