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Carissimi colleghi, se qualcuno di voi, come senz'altro sarà avvenuto, gira per l'Europa scoprirà che l'assenza di istituzioni analoghe agli Ordini Professionali italiani non necessariamente ha causato una catastrofe e una degradazione qualitativa del mercato professionale. Oserei anzi dire che in diversi campi, in particolar modo per quanto riguarda la tutela, la sicurezza del territorio e anche la dignità delle professioni, diversi Paesi europei hanno fatto meglio di noi. Certo la qualità à legata anche ad un giusto compenso, ma è in primo luogo assicurata da una professionalità che sappia dimostrare di meritare il compenso medesimo. Sulla possibile concorrenza di altri Paesi rammento che le istituzioni europee sono da anni impegnate per eliminare distorsioni interne del mercato, e che in diversi casi ai professionisti di altri Paesi non verrebbe in mente di lavorare da noi, non solo per questioni di distanza, ma anche perché le retribuzioni sono decisamente inferiori. Rispetto alla situazione italiana, vorrei far notare che un'amministrazione pubblica seria, e non costantemente in difetto di finanziamenti, non si sognerebbe di sottopagare un professionista o affidare lavori a persone inaffidabili, come accade spesso anche con il tariffario in vigore. Inoltre mi pare che la tutela della qualità della professione da parte degli Ordini (che attualmente, sempre a tariffario in vigore, talvolta lascia un po' a desiderare) debba e possa rimanere un loro obiettivo primario anche in regime di mercato più libero. Allo stesso tempo, almeno nel settore privato, è palese che il tariffario non sia applicato, e per ragioni condivisibili, anche da alcuni professionisti che lavorano bene e non fanno la fame. Infine smettiamo di aderire alla visione di un'Europa solo burocratica e vessatoria; difetti ce ne sono, ma un'occhiata da vicino allo spirito e alle direttive europee dovrebbe suggerire un molto maggior rispetto per quanto viene fatto a Bruxelles e Strasburgo. Badiamo, invece, a controllare come la liberalizzazione sarà tradotta in leggi specifiche nel nostro Paese, circostanza che temo ben più del commissario europeo alla concorrenza.
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Chi vivrà vedrà !!
Mi auguro di sbagliare.
Avendo vissuto prima che fosse istituito il nostro Ordine vi garantisco che la situazione era molto, ma molto peggiore dell'attuale.
Ciao antonio
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Iscritto: Oct 2005
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Caro Antonio, se di peggioramento si tratterà, sarà anche - se non in maggior parte - a causa della incapacità del nostro Paese - che amo e rispetto - di recepire e attuare in maniera equilibrata un'eventuale riforma. Spetta agli Ordini, ma anche a tutti noi, attivarci perché questo non accada.
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questo ordine professionale mi sembra di capire che non funzioni. E' chiaro che deve esserci qualcuno che regolamenta la professione, ordine, associazione, quello che volete, ma caspita parlo di un organismo che però svolga la sua funzione e faccia rispettare le regole! Mi sono rivolta a quest'ordine per tre volte, anni or sono, ed ancora aspetto che qualcuno risponda. per quanto concerne la micropaleontologia......nulla da dire! credo anche io che un micropaleontologo degnamente preparato debba superare l'esame di stato. ma che un applicato altrettanto degnamente preparato debba sostenere l'esame (bene si intende) più volte senza mai passare e che magari svolge il suo lavoro egregiamente in uno studio........! E cosa dire di un commissario d'esame micropaleontologo (universitario) che corregge un compito d'esame e non ha neanche idea di cosa voglia dire CPT? questo mi è capitato e ci sono voluti diversi mesi ed un avvocato per riuscire ad avere copia del compito e capire cosa era successo e quindi come mai non ero passata all'orale. e non ditemi che dovevo contattare il presidente perchè l'ho fatto, sono andata anche di persona ma si è fatto negare. e non parlatemi di ricorsi o cose simili perchè sarebbe veramente tempo erso anche con un avvocato in casa. perfettamente conscia del fatto che queste sono cose trite e ritrite, giungo alla conclusione che niente cambierà mai. quindi sono per l'abolizione totale e per un cambio drastico della situazione, tanto peggio di così non può andare per me ma credo anche per molti altri. diversa è la questione deontologica Antonio, ma penso che regolamentazione della professione e deontologia siano due cose distinte. quello che non capisco è come mai il geologo non abbia spirito di gruppo, sia spesso diffidente e non si fidi dei colleghi; parlo per la mia piccola esperienza, ma mi sembra di ricordare che VM lanciò una proposta molto interessante sul forum che però è stranamente naufragata nel nulla. e anche questo lo leggo come menefreghismo schietto da parte di tutti. non ho ancora letto i risultati delle elezioni ma spero che Antonio sia riuscito nel suo intento.
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ok, ho letto i risultati. bene non mi rimane che aspettare ancora e vedere se almeno qualche punto di tutto quello che ho sentito dire dal 1989 (il geologo è un mestiere in espansione, sarà una figura di spicco in un paese giovane e disastrato come il nostro, la professione porta molte soddisfazioni, e balle simili passatemi iltermine)sarà anche leggermente sfiorato nei prossimi tempi. nel mentre, fiduciosa, dirotterò letendenze geologiche della mia prole su qualcosa di molto molto molto ingegneristico. e se avevo cominciato a scrivere con serenità, adesso sono anche molto arrabbiata. saluti a tutti
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Iscritto: Oct 2005
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Io non farei di ogni erba un fascio e cercherei di distinguere i problemi generali dalle esperienze personali, anche negative. La critica al funzionamento dell'Ordine, che molti fanno, può essere in parte condivisibile, ma un'origine è nella scarsa coesione come categoria che tu stessa indichi nella lettera, e dunque nella "base". Non è, comunque, che le cose negli altri Ordini professionali siano tutte rose e fiori, anzi; la storia più lunga e il potere politico maggiore possono essere un vantaggio, ma guardando nei dettagli molti potrebbero avere diversi motivi di insoddisfazione. Rispetto allo sviluppo della professione del geologo non sono d'accordo con te se si vuole dare alla conclusione una valenza generale: all'Università dicevano a me e a miei compagni che saremmo stati solo informatori farmaceutici; ho accettato la scommessa sapendo di poter perdere. Poi ho aperto lo studio, è venuta, in Lombardia, la L.R. 41/97 sugli studi geologici a supporto dei PRG e una generazione di colleghi che ha contribuito, almeno nella mia provincia, a migliorare l'immagine del geologo fino al punto che, ora, sia pure con qualche mugugno e con qualche dubbio di utilità (anche da parte nostra) una visione diversa del territorio sta lentamente, e magari contradditoriamente, venendo avanti. L'esame di Stato è un problema a parte, molto, molto connesso al funzionamento e alle magagne dell'Università, dalla scelta della commissione ai criteri di valutazione, all'obbligo di promuovere qualcuno per evitare riduzioni dei finanziamenti. Un'esperienza come la tua può capitare, magari spesso, ma non credo sia la regola assoluta. Inoltre regolamentazione della professione e deontologia dovrebbero essere strettamente associati, specie se gli Ordini - con le possibili riforme all'orizzonte - dovranno dedicarsi in primo luogo alla tutela della qualità. Immagini bene uno dei problemi attuali: nessuno fa segnalazioni perché passibile di essere segnalato esso stesso innescando faide senza fine, e questo rimanda ad un problema di correttezza generale per la quale gli esempi positivi non abbondano. Infine diciamoci una cosa: non c'è spazio per tutti; il mercato è quello che è. Nella mia provincia lo spazio, quando ho aperto lo studio, era già in parte occupato da miei colleghi, in molti casi meritatamente, dato che si sono fatti conoscere per la loro qualità. Bene, vado a lavorare anche altrove; se il lavoro finirà non credo sarà solo per la concorrenza sleale e tutte quelle cose di cui ci accusiamo a vicenda, ma anche perché sono arrivato dopo altri in un sistema lavorativo dove le occasioni ci sono ma non abbondano. Lo sapevo anche all'inizio; qualche volta si tira la cinghia ma finora non ho messo in discussione la scelta che ho fatto. In fondo, se avessi voluto fare l'analisita finanziario come qualche mio benestantissimo amico nessuno me lo avrebbe impedito, come nessuno mi impedisce ora di provare a cambiare mestiere.
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Iscritto: Apr 2000
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con i prezzi che si fanno qui in Italia voglio vedere quale geologo straniero troverà appetibile il nostro mercato... auguri a tutti.
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Iscritto: Oct 2001
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geostd sei tu il primo a dire di non gerenalizzare l'esperienza personale, quindi neanche la tua va presa per tale!ma nella mia situazione non sono l'unica te lo assicuro.situazione che tutto sommato mi sta bene, resta inteso. collaboro con uno studio serio e so fare questo lavoro abbastanza bene. imparo ogni giorno qualcosa e se viene richiesto una cosa che non conosco mi documento e chiedo al mio capo. quello che intendevo dire a proposito dell'esame di stato è che è assurdo essere giudicati da qualcuno che la professione non la conosce e credo pure che non tutti i commissari d'esame sappiano tutto! Penso che debbano essere si valutate le questioni base, ma soprattutto occorra valutare l'approccio al lavoro e la metodologia. all'università nessuno mi ha detto che non avrei fatto il geologo anzi!!!! non so che esperienza tu abbia degli altri ordini ma ti assicuro che in famiglia mia sono resenti 4 diversi ordini ed è tutta un'altra storia. lo spazio deve esserci perchi lavora bene, invece lo spazio lavorativo viene creato a chi produce il prezzo minore e non si cura di far capire al suo committente qual'è l'importanza dell'elaborato prodotto:credo che questo accada anche perchè chi fa un prezzo basso è il primo a non capire fino in fondo cosa valga il suo lavoro. la mia voleva solamente essere una amara constatazione e non uno sfogo da vittima o un pianto disperato per non aver passato lesame anche perchè valuto il peso della questione guardando chi invece lesame l'ha passato. forse è perchè ogni tanto mi salta fuori la vena molto polemica e la voglia di cambiare il mondo.....
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Mi piacerebbe pensare bene, ma continuo a dare ragione ad Antonio. Chiedete ad esempio agli Archeologi per sapere come stanno senza un proprio Ordine! Ecco secondo me cosa accadrà quando scompariranno gli Ordini e relativi minimi tariffari: 1) immediato licenziamento di alcune centinaia di segretarie/i che lavorano per gli Ordini; 2) allineamento delle parcelle con le P.A. verso il livello che normalmente si attua con i privati; 3) minori entrate = minor impegno per il lavoro (scadimento degli standard di lavoro, già di per se non elevati); 4) minor introiti agli Enti di Previdenza (posto che rimangano in piedi) e onseguentemente minor pensione (per noi geologi cambierà poco). 5) incremento degli “sconfinamenti” professionali (mancherà una certa azione di controllo e prevenzione – la qualità del lavoro più bassa faciliterà l’esecuzione di studi e lavori da parte di “abusivi”); 6) ridimensionamento dell’indotto prodotto dagli studi professionali; 7) minori opportunità per i neolaureati presso gli studi.
Catastrofista? Allora guardiamoci attorno, riflettiamo su quanto è successo ai piccoli commercianti (proliferazione di ipermercati) o alle piccole e medie aziende italiane (invasione di prodotti made in China) negli ultimi 5-10 anni, abbandonati a se stessi per l’assenza di una minima giusta misura di tutela. Se non si pongono dei paletti, quanto prima percorreremo la strada dei piccoli studi professionali nord americani, scomparsi a favore di grossi gruppi che possono organizzarsi con studi sparsi in altre aree del mondo (soprattutto India) dove la “mano-cervello d’opera” costa infinitamente meno rispetto al mondo occidentale. Se poi aggiungiamo il fatto, per quanto riguarda noi geologi, che numerosi colleghi saranno messi in ginocchio dalle ultime direttive in fatto di laboratori geotecnici e imprese geognostiche accreditati presso il Ministero……il quadro è completo. Il titolo al post proposto da Antonio calza a pennello. Gli Ordini funzionano male, il nostro tariffario fa schifo, ma non per questo vanno aboliti. Sarebbe come dire “poiché la maggior parte dei crimini sono impuniti, aboliamo la Polizia”. Gli auguri di Buone feste li formulo nell’altro sito, ora mi parrebbero fuori luogo.
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bene allora impegnatevi per farlo funzionare a dovere questo ordine, dall'esame di stato in poi. io purtroppo non posso fare nulla
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