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Premetto che non conosco bene la materia, quindi userò termini sicuramente "tecnicamente" non corretti.
-abito a Carpi, nella pianura padana. Nonostante sia considerata a bassa sismicità, di scosse ce ne sono! La natura alluvionale del terreno o della faglia (?) sottostante ci mette al riparo da terremoti disastrosi?
-in una determinata zona geologica si può verificare solo un certo tipo di "movimento" sismico (ad es: faglie inverse o no) che quindi può essere prevedibile quanto a tipologia oppure non è detto?
-che differenza c'è tra la nostra zona e quella delle zone altamente sismiche dell'Italia (Friuli, Abruzzo)? sono relative alla natura del terreno, al movimento delle faglie/placche oppure alla tipologia di terremoto? In particolare, mi interessa capire se noi della Pianura Padana siamo stati finora abbastanza fortunati, cavandocela con un pò di paura, o potrebbe veririfcarsi una catastrofe come in Friuli o Abruzzo....
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-abito a Carpi, nella pianura padana. Nonostante sia considerata a bassa sismicità, di scosse ce ne sono! La natura alluvionale del terreno o della faglia (?) sottostante ci mette al riparo da terremoti disastrosi?
No, anzi, per quanto sembri contrario alla comune intuizione i terreni soffci amplificano le onde sismiche. Un approfondimento non tecnico lo trova qui assieme ad altre risposte alle domande successive -in una determinata zona geologica si può verificare solo un certo tipo di "movimento" sismico (ad es: faglie inverse o no) che quindi può essere prevedibile quanto a tipologia oppure non è detto?
Generalmente è così, ma ci sono casi particolari: ad esempio ci zone negli appennini che possono soffrire sia terremoti di tipo distensivo che di tipo trascorrente su fagli che separano le zone in distensione. -che differenza c'è tra la nostra zona e quella delle zone altamente sismiche dell'Italia (Friuli, Abruzzo)? sono relative alla natura del terreno, al movimento delle faglie/placche oppure alla tipologia di terremoto? In particolare, mi interessa capire se noi della Pianura Padana siamo stati finora abbastanza fortunati, cavandocela con un pò di paura, o potrebbe veririfcarsi una catastrofe come in Friuli o Abruzzo.... La sua domanda risente di un orizzonte temporale limitato alla esperienza diretta. Quelle che lei chiama catastrofi sono in realtà terremoti sì forti e distruttivi, ma ancora piccoli rispetto al potenziale delle maggiori faglie italiane (Messina, Avezzano, Calabria Meridionale, ecc.). Per quanto riguarda la pianura padana i terremoti sono più rari (le deformazioni sono più piccole come spiegato nel link di prima) ma non necessariamente meno forti. E' certo che nel medioevo ci fu un fortissimo terremoto in pianura padana, che distrusse o danneggio quasi tutte le pievi romaniche di quelle che ora sono le provincie di Verona, Mantova, Modena e Reggio E., L'epicentro non può essere stabilito con precisione. Molto forte nel XVII secolo fu il terremoto di Argenta, nell'800 ci fu un terremoto a Soncino (CR) ed altri hanno interessato in passato le città della pianura. Essendo così rari tendono ad essere dimenticati. Vicino a Carpi, tra Finale Emilia e Mirandola, l'INGV ubica una faglia in grado di dare terremoti di magnitudo 5.9. Carpi è stato l'epicentro di un terremoto di intensità VII grado MCS nel 1928. Se vuole conoscere tutti i terremoti che hanno interessato Carpi può consultare questo sito.
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Gentile Sig. Marco, La ringrazio molto per la risposta... I terremoti dei giorni scorsi mi hanno gettato molto nel panico e volevo informarmi per "conoscere" il misterioso nemico, se così si può dire. :-)
Secondo quanto da Lei affermato, non posso di certo dormire sonni tranquilli.... allora come mai la mia zona è classificata con basso rischio di sismicità?
Lei dice giustamente che nei secoli scorsi terremoti intensi ci sono stati anche qui. Di fatto pero' non cosi' intensi da determinare crolli completi (abbiamo ancora un bellissimo castello, portici ed edifici medievali che hanno resistito nei secoli). Da questo punto di vista si puo' quindi affermare che in queste zone e' piu' difficile che avvenga un terremoto che determini crolli ? (come invece avvenuto negli ultimi anni nelle zone citate Abruzzo, Friuli, Messina etc.). Perche' se cosi' non fosse non capirei perche' noi siamo in una zona classificata a bassa sismicità e queste altre ad alta sismicita'.
Poi vorrrei chiederle altre due cose:
é prevedibile nella mia zona la profondità del sisma? Mi spiego meglio: solitamente nella mia zona sono sempre avvenuti terremoti profondi, quindi meno distruttivi. Tendenzialmente sarà sempre così?
Lei scrive che a Carpi c'è una faglia attiva, che portò, nei secoli, a grossi terremoti. cosa significa esattamente "faglia attiva"? Che tipo di movimento/scorrimento delle placche ha generato questi terremoti (e a quelli della zona del reggiano)?
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Secondo quanto da Lei affermato, non posso di certo dormire sonni tranquilli.... allora come mai la mia zona è classificata con basso rischio di sismicità?..nei secoli scorsi terremoti intensi ci sono stati anche qui. Di fatto pero' non cosi' intensi da determinare crolli completi (abbiamo ancora un bellissimo castello, portici ed edifici medievali che hanno resistito nei secoli). Da questo punto di vista si puo' quindi affermare che in queste zone e' piu' difficile che avvenga un terremoto che determini crolli ? Perche' se cosi' non fosse non capirei perche' noi siamo in una zona classificata a bassa sismicità e queste altre ad alta sismicita'.
La classificazione a bassa sismicità dipende da una magnitudo massima minore e da una maggiore rarità nel tempo. Non significa che non ci sono mai stati crolli, ma che sono crollate poche case mal costruite se si è avuto un VII grado. Quindi le case devono essere protette contro un livello atteso di scuotimento più basso ma non nullo. é prevedibile nella mia zona la profondità del sisma? Mi spiego meglio: solitamente nella mia zona sono sempre avvenuti terremoti profondi, quindi meno distruttivi. Tendenzialmente sarà sempre così? In pianura padana ci sono due tipi di eventi, quelli dovuti alle parti più profonde delle piattaforma apula e quelli più superficiali, corrispondenti ai fronti più avanzati (ma sepolti sotto i sedimenti) delle Alpi e degli Appennini. Lei scrive che a Carpi c'è una faglia attiva, che portò, nei secoli, a grossi terremoti. cosa significa esattamente "faglia attiva"?
Una faglia attiva dà segni della sua presenza, deformando la superficie, creando ondulazioni nella pianura, "catturando" il flusso dei fiumi, ecc. Le consiglio al proposito questo link.
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by domenico craparo - 05/08/2026 13:52
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Massimo Online17,513 Jul 9th, 2026
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