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#110868 13/02/2012 15:52
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Qualcuno sa dirmi per il calcolo della capacità portante con la formula trinomia se il fattore Nq va calcolato con l'angolo di attrito del terreno di riempimento posto ai lati della fondazione e non con quello sottostante?
Immagino di si, ma nessuno, mi sembra, prenda in considerazione tale aspetto anche se importante visto che il terreno ai lati è di solito compattato.
Stessa domanda per il fattore di profondità per le fodazioni di forma diversa dalla trave.

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Carlogeo, l'argomento è stato già discusso anni fa, il phi da usare è quello del terreno al di sotto del piano di posa delle fondazioni, dato che il modello di rottura arriva fino al piano di posa stesso.
Il resto è una resistenza offerta dal sovraccarico, per cui andrebbe usata in questo caso sì la densita del 'riporto' e non quella del terreno sotto la fondazione.

Il phi da considerare per fortuna è unico per tutta la formula e anche se gli strati non sono omogenei si calcola un unico valore di phi* fittizio ponderato



"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
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mi sembra (non ricordo più dove l'ho letto) che debba essere prevista una compattazione del rinterro nelle NTC e in questo caso il problema non si porrebbe


michele conti
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ok per Nq forse hai ragione, invece per il coefficiente correttivo per la profondità di appoggio della fondazione (vesic, Meyerhof, ecc.)bisogna usare phi laterale. In queste formule infatti non compare mai il peso di volume del terreno.

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Originariamente inviato da: CarloGeo
ok per Nq forse hai ragione, invece per il coefficiente correttivo per la profondità di appoggio della fondazione (vesic, Meyerhof, ecc.)bisogna usare phi laterale. In queste formule infatti non compare mai il peso di volume del terreno.


Mi piace quel 'forse', ti invito a ragionare ancora sopra il fattore Nq e sottolineare altri dubbi.

Le formule per i fattori d_i sono state determinate in maniera empirica su modelli in scala ridotta dove il terreno esibiva molto verosimilmente phi omogeneo. per cui il phi è unico.
Non so se esistono modelli con stratificazione del phi, in questo caso sarebbe interessante leggere il lavoro, non mi risulta comunque e ti invito a reperirne.

In ogni caso, 2 sono le osservazioni di ordine pratico possibili:

(continua)


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(seguito)

1) i geotecnici sono ben coscienti dei possibili limiti dei fattori d_i, comportandosi di conseguenza, ad esempio ponendoli pari ad 1 sempre (Formula annesso EC7), oppure in particolari condizioni (riporto sottile, oppure sciolto). Il risultato però può essere molto pessimistico, impedendo la verifica positiva per condizioni realistiche. A questo punto come ha detto michele bisogna accertarsi che il riporto e il vespaio sino ben costipati.

2) hai provato a fare un'analisi della sensibilità sul d_q? Ossia, di quanto varia il d_q per variazioni di phi da 1 a 15 gradi? Questa è un'analisi non rigorosa, ma potrebbe suggerirti, nel caso i due phi siano diversi, se ignorare o no d_q (ossia d_q=1). Adesso non posso, se mi precedi prova a farla per D=B e vediamo i risultati.


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Ti riporto il testo riportato sulla dispensa del Dipartimento di Ingegneria Civile – Sezione Geotecnica, Università degli Studi di Firenze
J. Facciorusso, C. Madiai, G. Vannucchi – Dispense di Geotecnica (Rev. Settembre 2006)quando parla del fattore di profondità (vesic 1976): "Se si vuole mettere in conto anche la resistenza al taglio del terreno sopra il piano di fondazione, ovvero considerare la superficie di scorrimento estesa fino al piano campagna..." e poi "Tuttavia, poiché il terreno sovrastante il piano di fondazione è molto spesso un terreno di riporto o comunque con caratteristiche meccaniche s cadenti e inferiori a quelle del terreno di fondazione, l’uso dei fattori di profondità deve essere fatto con cautela."
Il fattore di profondità quindi deve contenere almeno un parametro del terreno sovrastante e siccome dipende solo da phi (oltre che da B e D), questo deve essere per forza relativo al terreno sovrastante.
Comunque come hai detto tu forse questo è un approfondimento eccessivo, meglio mettere 1 e buona notte.

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Il "forse", a riguardo di Nq, è per il dubbio che mi rimane pensando che ai lati della fondazione non agisce solo il carico del terreno ma vi è la continuazione dell'inviluppo della superficie di rottura sottostante la fondazione che raggiunge il piano di campagna. In tale superficie deve per forza agire una resistenza di attrito.

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Originariamente inviato da: CarloGeo
Il "forse", a riguardo di Nq, è per il dubbio che mi rimane pensando che ai lati della fondazione non agisce solo il carico del terreno ma vi è la continuazione dell'inviluppo della superficie di rottura sottostante la fondazione che raggiunge il piano di campagna. In tale superficie deve per forza agire una resistenza di attrito.


L'effetto di attrito però viene generalmente considerato fino al livello della base della fondazione, il resto del contributo alla resistenza è dovuto al sovraccarico gamma*zeta


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Originariamente inviato da: CarloGeo
Ti riporto il testo riportato sulla dispensa del Dipartimento di Ingegneria Civile – Sezione Geotecnica, Università degli Studi di Firenze
J. Facciorusso, C. Madiai, G. Vannucchi – Dispense di Geotecnica (Rev. Settembre 2006)quando parla del fattore di profondità (vesic 1976): "Se si vuole mettere in conto anche la resistenza al taglio del terreno sopra il piano di fondazione, ovvero considerare la superficie di scorrimento estesa fino al piano campagna..."


Però questo dipende dai modelli, un discorso dettagliato dovrebbe citare esattamente il modello, l'articolo/i e gli autori. Se quei coefficienti sono stati ricavati per terreno omogeneo, a rigore non ha senso applicarli per terreno stratificato.
Comunque, anche ammettendo la validità dei consigli di Facciorusso et al. questi implicherebbero una ponderazione del phi lungo tutta la superficie di scorrimento estesa al piano di campagna. Tale ponderazione abbatterebbe di un certo valore il phi al disotto della base ma non di molto, per cui un'analisi della sensitività potrebbe non porre in evidenza una grande differenza nel valore finale di d_q.

Carlogeo, nessun approfondimento è eccessivo per i pignoli frequentatori di geoforum, ti assicuro, anzi devo vedere se risfogliando un pò di materiale riesco a trovare qualche riferimento preciso.
Nella pratica corrente, comunque, la scelta è lasciata al professionista, che è in grado di giudicare se quel riporto è minimamente decente o no.


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