L'opera da realizzare è un piccolo fabbricato di 2 piani ai piedi di un versante roccioso. L'indagine geognostica ha evidenziato la presenza di un substrato calcareo molto inclinato che da uno spigolo all'altro del fabbricato passa dalla profondià di 0 a quella di 10 metri. Per motivi logistici non è possibile portare sul cantiere l'attrezzatura per pali di grande diametro. Esiste secondo Voi una minima possibilità di utilizzare fondazioni superficiali? PGA (SLV) = 0,18 Allego schema stratigrafico-geotecnico.
mi sembrano molto bassi i valori occia comunque puoi operere con micropali (piccolo ingombro macchia) o con barre da 70 mm cave iniettate a pressione (tipo chiodo) che si comportano come un micropalo magari non tutte verticali. soluzione per me obbligata in zone ex II categoria e in genere come regola generale (vedi NTC08)
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
Quoto i micropali. In seconda battuta valuta lo sbancamento di 2.5 m su tutta l'area di imposta (anche la roccia) ed il riporto di materiale ben compattato + plateina o reticolo di travi. Fai una stima della differenza di cedimenti tra il lato di monte e di valle e se è compatibile con il tipo di struttura si può anche fare. Controlla comunque, prima di iniziare il tutto, se non sia più economico fare i micropali.
Con quella stratigrafia non avvallerei l'ipotesi di fondazioni superficiali. Le possibilità che si sviluppino cedimenti differenziali importanti sono elevatissime. E comunque è contrario al buon costruire.
Si concordo con Voi che la soluzione micropali è da preferire ma il problema è di natura economica. Prima di avventurarci (io e lo strutturista) nel dimensionamento dei micropali volevo chiederVi se una soluzione mista tipo reticolo di travi rovesce con micropali in corrispondenza dei pilastri potrebbe essere presa in considerazione. In questo caso la capacità portante sarebbe assicurata dalla trave rovescia ed il micropalo lavorerebbe solo in caso di cedimenti differenziali o sisma. In questo modo la palificata non la dimensionerei per sostenere il carico agente ma solo come un elemento aggiuntivo (tipo 1 palo diam 150 sotto ogni pilastro). Michele puoi spiegarmi meglio la soluzione delle barre? Devono comunque essere ancorate nella roccia? Garantiscono da sole la portanza della fondazione?
si tratta delle "famose"holw bar note anche come (non voglio fare pubblicità) tipo Titan o similari diametro intorno a 70 che possono essere messi in oera da piccole macchine o con macchine con ralla su merlo che sbraccia anche decine di m, invece che il solito martello fondo foro dalla punta si agisce con pressioni anche di 40 bar è nel tuo caso lavorerebbero molto di punta. la soluzione mista con coinvolgimento del trerreno per assorbire una quota di carico è dal punto di vista geotecnico abbastanza avventurosa e di dubbia efficacia.
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
Rocco, la situazione è molto 'interessante', con la vecchia normativa una platea a mensola con micropali a valle sarebbe stata la soluzione ovvia, adesso sappiamo che non è possibile.
Dal punto di vista sismico i micropali portanti e la platea su terreno sostituito possono entrambi avere problemi. Sostituendo i 2 m di terreno peggiore però, con il carico distribuito su di una platea non ci dovrebbero essere cedimenti ecessivi (da verificare anche come costo).
La soluzione ibrida pali e fondazioni in questo caso anche a me sembra di difficile verifica, parte dei pali lavorerebbero per resistenza alla punta e parte per attrito??
Perchè non hai spcificato i valori caratteristici dei paramtri geotecnici? La legge richiede questi per il modello geotecnico.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
E' vero quelli indicati in sezione sono i parametri sperimentali desunti da prove penetrometriche dinamiche leggere DL030. Traendo spunto da alcuni suggerimenti formulati circa l'asportazione della coltre più superficiale stavo valutando l'ipotesi di proporre la realizzazione di un vano interrato con un piano di fondazione attestato a -2m da p.c. In questo modo otterrei una fondazione compensata e ridurrei notevolemente il rischio dei cedimenti differenziali. Ma cosa succede in condizioni sismiche? E' possibile fare a meno dei micropali? Che categoria di suolo si dovrebbe adottare considerando che la porzione di monte della fondazione sarebbe su suolo A (substrato roccioso) e la porzione di valle su categorie più scadenti (C)?
di sicuro avresti amplificazioni per bedrock sepolto inclinato simili al T2-T3, poi effetti sul pendio che dovresti considerare come sollecitazioni al taglio della palificata nella relazione di calcolo. comunque un "sondaggino" lo farei di corsa
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
gadando meglio la sezione è pure possibile una fondazione diretta spostandosi verso valle e sbancando ma mi sembra una soluzione di "fortuna" vista l'inclinazione del substrato che è la cosa che evidenzierei maggiormente
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