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Egregi Colleghi, vorrei sottoporre alla Vostra attenzione il mio caso, anche se purtroppo penso che non sia affatto un caso isolato. L’anno scorso ho svolto il mio primo (e finora unico) incarico come libero professionista, appoggiandomi a uno studio tecnico di giovani professionisti associati, in qualità di geologo collaboratore esterno per prestazioni occasionali. Il lavoro svolto consisteva nella messa in sicurezza di tre distinte aree in frana (anche abbastanza distanti l’una dall’altra), larghe mediamente circa 10 metri e lunghe qualche decina, innescatesi immediatamente a valle di strade comunali nelle frazioni di un Comune appenninico. Si trattava in pratica di lavori pubblici, indetti con regolare bando di gara dal suddetto Comune, e assegnati allo Studio presso cui ho collaborato. Il periodo fissato per il progetto complessivo (preliminare, definitivo, ed esecutivo) era dal 15 gennaio al 31 marzo dello scorso anno. Per vari motivi tecnici (soprattutto a causa delle abbondanti nevicate) il progetto è, però, iniziato a metà febbraio e si è concluso l’8 giugno (consegna progetto esecutivo ed elaborati finali). Ad ogni modo tutte le proroghe sono state regolarmente approvate dall’amministrazione comunale committente, senza alcuna sanzione economica.
Per ognuna delle tre aree in frana ho realizzato:
- Rilievo geologico - tecnico in sito, con misurazioni metriche e inclinometriche e rilievi GPS al coronamento di frana. - Relazione generale, geologica (comprensiva di inquadramento geomorfologico, sismico, idrogeologico e analisi vincoli ambientali), geologico – tecnica (caratteristiche geotecniche dei materiali coinvolti), relazione specialistica (descrizione degli interventi di stabilizzazione proposti, ovvero gabbionate, palificate, drenaggi, idrosemina, etc.) - Dettagliate analisi di stabilità di pendio (eseguite con Slope della Geostru) pre e post frana, con e senza opere di sostegno (gabbioni), per differenti condizioni di falda, e tenendo conto anche delle massime accelerazioni sismiche possibili in zona (coefficienti sismici calcolati con Geostru PS). - Calcoli esecutivi delle strutture (verifiche di sicurezza alla stabilità dei muri in gabbioni, eseguite con GDW della Geostru) - Ampia documentazione cartografica, prodotta con ArcGis, illustrante geologia e morfologia della zona in scala 1:10.000, vincoli ambientali e idrogeologici, inquadramento catastale, rilievo cartografico di dettaglio (1: 5.000) delle aree in frana con relative opere di sostegno proposte. - Ampia documentazione con viste frontali, di profilo, in pianta e in 3 D delle opere proposte, con precise misure delle stesse, modalità di costruzione e materiali da utilizzare. - Computi metrici sul costo degli interventi e opere proposti.
Da precisare che tutto questo l’ho fatto praticamente da solo, col titolare dello studio che mi ha semplicemente dato qualche indicazione di massima e di tanto in tanto ha partecipato ai rilievi di campagna oppure fatto qualche piccola revisione al materiale che man mano producevo. L’accordo con lui prevedeva che si sarebbe occupato esclusivamente della parte relativa alla direzione dei lavori di messa in sicurezza e collaudo delle opere (anche perché per tali aspetti credo che ci voglia una qualifica particolare sulle norme di sicurezza del lavoro, qualifica che lui possiede mentre io no). Sul progetto consegnato, ovviamente, compaiono come progettisti la firma e timbro di entrambi, tuttavia, come da contratto firmato con tale studio, per ogni incarico svolto i due terzi del compenso totale spettano a lui e un terzo a me (nel caso fossi invece io a procurare un nuovo incarico avremmo diviso al 50 %). Ingenuamente, all’inizio non mi sono preoccupato più di tanto di verificare a quanto ammontasse il compenso totale destinato dal Comune ai progettisti. Ma ritenevo che a fronte di un simile lavoro la mia parte fosse di circa 2mila euro. Da precisare anche che il budget totale a disposizione del Comune per la realizzazione della messa in sicurezza delle frane era in totale 150mila euro (di questo ne sono ben sicuro, dato che ho personalmente redatto i computi metrici). A lavoro già quasi consegnato il titolare dello studio mi ha precisato che la mia parte sarebbe stata, invece, sui 1.500 euro, e che mi avrebbe pagato a lavoro finito, senza però specificare se intendesse il mio lavoro (cioè quello che ho descritto), o la realizzazione effettiva delle opere e relativo collaudo. I lavori di messa in sicurezza dei versanti sono ad ogni modo iniziati solo pochi mesi fa, e sono ancora in corso, né ho una chiara idea di quanto possano durare (anche se non credo che possano prendere chissà quanti mesi).
Ho atteso pazientemente un anno senza ricevere il becco di un quattrino (nel frattempo le spese di vitto e alloggio sono state interamente a mio carico, visto che ho soggiornato da quelle parti oltre sei mesi, con frequenza giornaliera dello studio, in una regione diversa da quella dove risiedo). In questi giorni ho iniziato a premere per avere almeno un anticipo del mio compenso, ma il titolare dello studio ha stranamente iniziato a tergiversare. Il mio “onorario”, dai 1.500 euro promessi inizialmente (anche se solo in forma verbale), è stato ora quantificato in 1.000 euro, per motivi a me ignoti. Mi ha poi detto che in realtà il Comune può pagare il compenso a noi progettisti solo dopo la fine dei lavori di messa in sicurezza e che, se voglio, nel frattempo può pagarmi di tasca sua, ma con uno sconto del 15 %.
Calcolando detrazioni varie, alla fine mi vuole liquidare con la somma di 680 euro netti.
Ho anche chiesto qualche delucidazione direttamente al Sindaco del Comune committente, una persona abbastanza giovane che occasionalmente collabora con quello stesso Studio Tecnico, in quanto anche lui laureato in una materia simile. Mi ha risposto che le cose stanno come dice il titolare dello studio, tacciandomi anche di essere un ignorante in fatto di normative sui lavori pubblici.
Di fronte a tutto ciò ho chiesto a entrambi di inviarmi la copia ufficiale del contratto, stipulato tra il suddetto Comune e Studio Professionale, per l’affidamento dei lavori di sistemazione di frana, comprensivo dell’importo totale destinato allo Studio e relativi collaboratori, nonché dell’intera tempistica prevista per i pagamenti.
Scusate le sproloquio, ma a questo punto vorrei chiedervi:
1) Secondo voi, a quanto può ammontare il compenso totale che un Comune eroga a uno Studio Tecnico per un simile lavoro?
2) A fronte del lavoro da me svolto e del budget comunale a disposizione, il mio compenso di 680 euro vi sembra adeguato?
3) Nel caso di una prestazione professionale occasionale non esiste un tariffario minimo?
4) A voi risulta che, nel caso di lavori pubblici, gli enti committenti pagano i progettisti effettivamente solo dopo la completa realizzazione dei lavori?
5) Per legge non esiste un obbligo, da parte delle Amministrazioni Pubbliche quali Comuni, Provincie, etc., di versare almeno una parte del compenso ad inizio del progetto, una seconda alla consegna del progetto esecutivo, e la parte finale dopo il collaudo delle opere?
6) Infine, come geologo collaboratore del progetto, ho diritto a prendere visione del contratto stipulato tra il suddetto Comune e Studio Professionale e relativi atti successivi, o possono rifiutarsi? O devo fare una richiesta particolare tramite avvocato?
Vi preciso, infine, che sono regolarmente iscritto all’Ordine Geologi ma non ho P. IVA, (fino a un reddito di 5.000 euro annui non è necessaria), l’avrei aperta nel caso la collaborazione col suddetto studio fosse proseguito. Ma come forse già saprete ho preferito fuggire ben lontano dall’Italia!
Grazie in anticipo per ogni opinione e consiglio.
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occhio e croce è un lavoro che vale almeno 15.000 euro....e ti assicuro che per una cosa del genere i "capoccia" se ne prenderebbero pure il doppio!!! comunque la cifra che ti hanno proposto è ridicola....praticamente "t'hann cagat mmano!!!" quello dello studio mi sà che ha già "pappato" e forse ha pure spartito con il caro sindaco!!!!!
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Ti ringrazio per la chiara risposta, purtroppo è quello che sospetto anch'io, e hai fatto bene a usare quell'espressione. Cmq non mi hanno ancora pagato, adesso si sono messi a dire che il mio compenso era stato fissato in 1000 euro fin dal primo momento (in realtà non ho firmato nessun accordo su tale importo) e che sono scesi a 680 perché sono io che sto premendo per avere i soldi troppo presto (dopo un anno che ho consegnato il lavoro!). Continuano a tenermi nascosto l'importo totale destinato allo studio e, cosa che mi urta maggiormente, dicono che la mia parte di lavoro è stata solo una parte secondaria rispetto al totale, giacchè non ho seguito i lavori di realizzazione in sito di gabbionate, etc. Io per ora sto insistendo nel chiedere una copia ufficiale del contratto d'affidamento d'incarico tra comune e studio, per il mio pagamento ho chiesto di lasciare in sospeso e se è il caso metterò di mezzo un avvocato. Ditemi voi come vi regolereste al posto mio e se posso chiedere magari un qualsiasi aiuto all'Ordine Geologi.
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Iscritto: May 2000
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Fai una richiesta di accesso agli atti...se è un contatto pubblico non dovresti avere difficoltà.
Per la tua parcella la vedo più difficile, nonostante probabilmente tu stia subendo un torto...è tutto da dimostrare, e per come vanno le cose in Italia probabilmente ti costerebbe più di avvocati, che altro.
Comunque in bocca al lupo.
Fabio Termentini
GEOLOGO di quelli che amano sporcarsi le mani in cantiere, mica a colorare le cartine....
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Fai una richiesta di accesso agli atti...se è un contatto pubblico non dovresti avere difficoltà.
Per la tua parcella la vedo più difficile, nonostante probabilmente tu stia subendo un torto...è tutto da dimostrare, e per come vanno le cose in Italia probabilmente ti costerebbe più di avvocati, che altro.
Comunque in bocca al lupo. Ringrazio anche te per la tua opinione, ho pensato anch'io di fare richiesta direttamente all'amministrazione comunale per il contratto d'incarico, e trattandosi per l'appunto di atti pubblici è sicuro che NON POSSONO rifiutarsi. Quanto al resto, al momento non ho elementi precisi per dire se, da chi, e in che misura, io sia stato preso per i fondelli (per non dire raggirato), ad ogni modo ho lavorato con un regolare contratto per prestazione occasionale, firmato da ambo le parti e di cui ho copia originale, in cui è chiaramente affermato, come clausola principale, che i 2/3 del compenso di ogni incarico spettano allo studio e 1/3 a me. Ho tra l'altro un ottimo avvocato penalista con cui ho anche legami di amicizia, si è trattato inoltre di lavori pubblici per un'amministrazione comunale, quindi tutto certificato, registrato, e regolato da norme precise. Proprio per tali motivi, non ci vedo grandi possibilità di attaccarsi a cavilli legali e tergiversare. Se dovessero saltar fuori irregolarità amministrative o addirittura penali potrebbero esserci seri problemi per il suddetto studio tecnico ed eventualmente anche per la stessa amministrazione comunale. Esistono anche i TAR e siamo pur sempre in uno stato di diritto, i tempi possono anche essere lunghi ma le spese di tribunale le paga chi ha commesso irregolarità (oltre a ritrovarsi seriamente macchiato personalmente e professionalmente). Nel frattempo per fortuna non muoio affatto di fame. Invito vivamente tutti i colleghi che si ritrovino in situazioni simili a non lasciar correre affatto nè a scendere ad eventuali compromessi pur di raggranellare subito quattro spiccioli di elemosina, ne và dell'intera immagine della nostra categoria professionale.
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Iscritto: Jun 2007
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Non ho capito una cosa, ma tu figuri nella determina di incarico?...mi pare di no...quindi già l'Amministrazione non ti deve nulla. Certo che puoi accedere agli atti tipo la determina di incarico, l'importo lavori ecc ecc...ma forse puoi farlo semplicemente su internet, molti comuni pubblicano tali dati. Se tu e il titolare dello studio avete stipulato un contratto forse puoi accampare qualche credito motivato con lui. Per quanto riguarda i pagamenti, è molto probabile che il "collega capofila" non abbia ancora visto il becco di un quattrino...ultimamente ho 2 comuni che hanno beatamente passato i 200gg dalla consegna della relazione e non ho notizie di intenzioni di pagamento. Ho condotto un lavoro come consulente per un altro collega e sono passati 4 anni ad oggi non abbiamo visto il becco di un quattrino. Nei lavori per il terremoto ho presentato ad oggi per un lavoro del 29/01/2010 la fattura per il 25%...sono passate già due settimane e non ho visto nulla.
...il pubblico non paga e chi mi dice che c'è la norma del governo Monti o mi dice di fare un decreto ingiuntivo è un pazzo...
Detto questo il rapporto tra colleghi come lo hai impostato tu, se non condito da una buona amicizia e fiducia tende spesso ad evolvere in negativo...
in bocca al lupo...io tendo a farmi l'idea di non lavorare più per il pubblico...
L'Africa spinge! Il resto è tutta fantageologia.
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Personalmente senza una convenzione o un preventivo firmato eseguire un incarico come quello che tu hai descritto per 680 Euro rientra nel volontariato. Capisco la voglia di iniziare a lavorare, ma a me passerebbe la voglia.
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Iscritto: Jun 2002
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Non ho capito una cosa, ma tu figuri nella determina di incarico?...mi pare di no...quindi già l'Amministrazione non ti deve nulla.
Sulla determina d'incarico non credo di figurare, tuttavia la mia firma e timbro appare su TUTTE le relazioni ed elaborati cartografici consegnati. Ed infatti non me sto a pretendere i soldi direttamente dall'amministrazione comunale ma dal titolare dello studio.
Certo che puoi accedere agli atti tipo la determina di incarico, l'importo lavori ecc ecc...ma forse puoi farlo semplicemente su internet, molti comuni pubblicano tali dati.
Ho gia' cercato, sul sito sono liberamente scaricabili tutti ultimi atti relativi a lavori pubblici, tranne quello che interessa me, non se ne trova traccia. Ad ogni modo ne faro' richiesta tramite l'apposito modulo e non possono rifiutarmelo, giacche' sono visionabili a chiunque previa semplice richiesta.
Se tu e il titolare dello studio avete stipulato un contratto forse puoi accampare qualche credito motivato con lui.
[b]Ma e' naturale che ho stipulato un regolare contratto con lui, con la chiara clausola dei 2/3 di ogni compenso a lui e 1/3 a me. Visto che in nessuno ho firmato accordi per un compenso forfettario di 1000 euro e ulteriori sconti (come vorrebbe lui) non si tratta di "accampare qualche credito motivato con lui", ma semplicemente di fargli rispettare i miei sacrosanti diritti secondo il contratto e secondo le normalissimi leggi in vigore. Non si puo' certo modificare unilateralmente un contratto di lavoro dopo che e' stato firmato e accettato da entrambe le parti e per giunta proprio a riguardo del compenso previsto a inzio lavoro. [/b]
Per quanto riguarda i pagamenti, è molto probabile che il "collega capofila" non abbia ancora visto il becco di un quattrino...ultimamente ho 2 comuni che hanno beatamente passato i 200gg dalla consegna della relazione e non ho notizie di intenzioni di pagamento. Ho condotto un lavoro come consulente per un altro collega e sono passati 4 anni ad oggi non abbiamo visto il becco di un quattrino. Nei lavori per il terremoto ho presentato ad oggi per un lavoro del 29/01/2010 la fattura per il 25%...sono passate già due settimane e non ho visto nulla.
Il titolare puo' anche darsi che non abbia ancora ricevuto nulla, tuttavia a me sembrava di aver letto di sfuggita (sul contratto tra lui e comune) di avere un anticipo del 25 % ad inzio stesso del lavoro. In ogni caso nel mio caso sono passati oltre 365 giorni dalla consegna del mio lavoro, quasi il doppio dei tuoi, e per giunta i lavori di sistemazione previsti dovrebbero essere a buon punto ormai.
...il pubblico non paga e chi mi dice che c'è la norma del governo Monti o mi dice di fare un decreto ingiuntivo è un pazzo... [b]Su questo non sono affatto d'accordo, chi non paga in tempo o non paga quanto dovuto (o non paga affatto) va' perseguito a norma di legge, sia esso un ente pubblico o un privato. I tempi possono essere anche lunghi ma abbiamo il dovere di combattere furbi, lassisti, strafottenti e disonesti di ogni categoria. Se l'Italia e' arrivata a sto sfascio la colpa e' anche di chi non combatte questa gente. [/b]
Detto questo il rapporto tra colleghi come lo hai impostato tu, se non condito da una buona amicizia e fiducia tende spesso ad evolvere in negativo...
Questo purtroppo e' verissimo, e del resto i furbi sanno sempre recitare benissimo la parte degli "amici"...
in bocca al lupo...io tendo a farmi l'idea di non lavorare più per il pubblico... Ti ringrazio, io ad ogni modo ho tagliato la testa al toro e ora lavoro con piena soddisfazione all'estero!
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...il pubblico non paga e chi mi dice che c'è la norma del governo Monti o mi dice di fare un decreto ingiuntivo è un pazzo...
Ah, dimenticavo, sapresti dirmi con piu' precisione a quale norma ti riferisci? Io sono sicuro di aver letto da qualche parte che gli enti pubblici hanno l'obbligo di pagare ditte e studi privati entro un tot di giorni, o se non altro con pagamenti rateizzati. Non ricordo pero' i dettagli e sopratutto non ricordo i riferimenti di tale legge!
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OP
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Personalmente senza una convenzione o un preventivo firmato eseguire un incarico come quello che tu hai descritto per 680 Euro rientra nel volontariato. Capisco la voglia di iniziare a lavorare, ma a me passerebbe la voglia. Non capisco se l'ironia del volontariato e' diretta a me, al mio ex datore di lavoro o in generale. Non ho firmato un preciso preventivo ma come ho gia' spiegato il regolare contratto che ho firmato col titolare parla chiaro, e del resto avevo stimato che il compenso totale destinato dal comune allo studio, per un simile lavoro, fosse di ALMENO 6000 euro netti (stima che ho fatto ampiamente per difetto e non per eccesso, a quanto pare di capire). Dunque mi aspettavo di ricevere ALMENO 2000 euro come mio compenso personale. Non vorrei che adesso mi si venisse a rinfacciare che sono uno di quelli che lavora sottocosto e fa scadere l'intero lavoro dei Geologi, questo sarebbe veramente il colmo a questo punto!
Ultima modifica di Forren; 17/06/2012 04:13.
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