Secondo me troppo spesso nel vendere i corsi universitari si cavalca il vento della didattica "utile per il mondo del lavoro", perdendo però di vista la realtà concreta di tale mondo.
Conoscenza della legislazione e capacità di utilizzare i mezzi informaticci sono sicuramente importanti, e una infarinatura in questo campo non guasta, però tieni conto che la legislazione può cambiare da un anno all'altro, e comunque varia molto spesso da regione a regione; quanto ai GIS, molto spesso i programmi subiscono modifiche anche pesanti nelle successive versioni che escono a distanza di pochi anni, o vengono "modellati " di volta in volta sulle esigenze dell'azienda che li userà. Ad esempio, dove lavoro io, per una banca dati geologica di grande respiro, abbiamo già cambiato versione del GIS un paio di volte, per non dire delle singole modifiche in corso d'opera, e ogni volta, pur mantenendosi la totale compatibilità con i dati già immessi, le modalità operative sono cambiate in maniera abbastanza sensibile. In definitiva, si rischia di spendere un sacco di tempo per ritrovarsi poi con una serie di nozioni obsolete nel giro di pochi anni.
Dall'altro lato, si può essere il miglior "praticone" del mondo, ma se ti trovi a dover fare previsioni su cosa troverai nel sottosuolo nel quale ti richiedono di intervenire (scavi, fondamenta, perforazioni, gallerie etc.), in base a pochi dati puntiformi verificati in superficie, senza solide conoscenze di "geologia di base", relativa alla petrografia, all'assetto delle facies, all'assetto strutturale, difficilmente ne rampi fuori… il geologo trova il suo punto di forza nell'essere innanzitutto un geologo, quindi non tralascerei le materie "base", soprattutto in un mercato del lavoro che chiede ormai la massima flessibilità: se sai ragionar geologico, lo puoi applicare a qualsiasi campo, se ti specializzi troppo senza le basi, rischi di non riuscire a riciclarti altrove.
Non dimenticare che l'università è volta primariamente a produrre "professionisti" in grado di guidare una squadra di tecnici, a chiarie i problemi agli operatori di altre discipline, a conoscere la materia in generale a sufficienza da potersi orientare entro essa in qualsiasi situazione. Altrimenti si rischia di essere dei "manovali" che eseguono procedure, senza sapere perché… cosa pericolosissima, appunto, in un momento in cui trovare e mantenere un lavoro è difficile.
In realtà, l'utilità di un insegnamento molto spesso la si scopre solo a distanza, dopo anni di esperienza (e col naso appiattito dalle musate prese). Quante volte, senza accorgercene, affrontiamo i problemi con le tecnologie più moderne, ma ne interpretiamo i risultati e cogliamo il significato solo perché abbiamo interiorizzato una cornice di immagini mentali di riferimento puramente teoriche (lo schema delle associazioni di facies di un certo ambiente, la struttura dell'avampaese, la biozona a Globocosina pincopallinensis etc.)!
...tanto le aziende serie ci pensano loro a formarti, sui loro software e secondo le loro esigenze.