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OP
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Immagino che per qualcuno di voi i quesiti di seguito esposti potranno sembrare banali e/o superficiali, ma vi assicuro che da un'approfondita ricerca in rete ho trovato opinioni spesso discordanti, se non addirittura contrastanti.
1)In presenza di terreni da scavare (naturali e non) non contaminati, per i quali è previsto il completo riutilizzo in sito non va presentato alcun modello, ma una semplice dichiarazione nella relazione tecnica del progetto?
2) In tal caso, per riutilizzo in sito si intende lo stesso lotto in cui viene realizzato lo sbancamento e la successiva opera edilizia (quasi mai l'intero volume scavato potrà essere riportato nel lotto di provenienza) oppure, nel caso di una lottizzazione, può andare bene anche un altro lotto all'interno dello stesso comparto edilizio?
3) Le linee guida T&RS della Provincia di Trento indicano un numero minimo di campioni compositi pari ad uno per ogni 3.000 mc di scavo. Altrove ho trovato che nel caso di campionamento di terreno non ancora soggetto ad escavazione in aree interessate da attività industriali, si parla di 5 campionamenti fino a 10.000 mq di superficie; ma si intendono 5 verticali di campionamento o 5 campioni complessivi?
4) In presenza di stratigrafie con spessori superficiali di ca. 0.5÷1.0 di terreno di riporto eterogeneo (materiale detritico e frammenti lateritici) sovrastanti terreno naturale in sito (cosa quasi sempre presente nel caso di interventi di demolizione e ricostruzione di edifici), devo trattare lo strato superficiale come rifiuto e quello sottostante come sottoprodotto?
5) I test di cessione vanno effettuati sia nel caso di regime di rifiuti , sia nel caso di regime di T&RS, qualora nel secondo caso i valori delle analisi chimiche forniscano valori superiori alla colonna A e inferiori alla colonna B di cui alla Tab. 1 - All. 5 ecc.. Nel primo caso il test va eseguito sul campione tal quale (UNI 10802), mentre nel secondo solo sulla frazione < 2 cm (linee guida della Provincia di Trento)?
6) Tenuto conto delle modalità di campionamento previsto da normativa per la gestione dei materiali di scavo ai sensi delle T&RS, nel caso specifico posso utilizzare lo stesso campione (qualora quantitativamente sufficiente) che ho preparato in fase di prelievo scartando la frazione > 2 cm, ma nel caso di gestione come rifiuto sarei costretto ad effettuare di nuovo il campionamento (per la gioia del committente)!
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Ciao
per quanto riguarda le linee guida, segui quelle della tua Regione/Provincia Autonoma ! Qui in Lombardia la gestiamo diversamente, ma ogni regione fa caso a se stante ! Il Terreno va sempre caratterizzato, anche per riutilizzi in sito. Naturalmente in questo caso si fa solo l'analisi chimica e non l'intera relazione. In caso di lottizzazione, da noi ogni lotto è a se stante, per cui se porti da Lotto A a Lotto B, occorre il Piano Scavi completo. Sui detriti di demolizione la questione è controversa, grazie anche al decreto 2012 ! Da parte mia preferisco considerarli sempre rifiuti, mentre applico l'art. 186 per le terre naturali ed al massimo i terreni (privi di macerie o altre schifezze) di riporto. Spero di esserti stato utile
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Ciao
Sui detriti di demolizione la questione è controversa, grazie anche al decreto 2012 ! Da parte mia preferisco considerarli sempre rifiuti, mentre applico l'art. 186 per le terre naturali ed al massimo i terreni (privi di macerie o altre schifezze) di riporto. Spero di esserti stato utile Innanzi tutto grazie per la risposta. Relativamente alla domanda n. 4 vorrei specificare che quello a cui io facevo riferimento è lo spessore di terreno di riporto superficiale che quasi sempre si trova all'interno di un'area edificata e non di detriti di demolizione. Per quanto riguarda i terreni di riporto mi pare che, in attesa dell'entrata in vigore del regolamento definitivo T&RS, questi possano essere considerati sottoprodotti anche se contengono materiale detritico (calcestruzzo, bentonite, ecc.), come riportato nel seguente testo: http://www.edilportale.com/news/2012/05/...o_27322_15.html
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