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E poi mi spieghi dove De Bernardinis esclude scosse maggiori e te lo sto ripetendo da almeno tre o quattro post Mi riferisco all'articolo che ho linkato, tra l'altro ho visto che anche Amato lo cita tra le dichiarazioni presunte "rassicuranti". Naturalmente Amato prende solo atto di questa attribuzione da parte del giornalista e basta. Dette così, isolate, suonano sbagliate. Ma, come riconoscevo anch'io qui sopra, può essere pure che abbiano tagliato, estrapolato o travisato frasi, non lo si può escludere, ti davo ragione e non volevo tornarci su. La certezza non si può avere e penso che anche a scopo processuale quell'articolo non potrà essere usato come prova fedele di dichiarazioni di De Bernardinis. In riunione si dice correttamente che i danni che ci si può attendere [di rilevare] non sono di tipo strutturale vista la tipologia di scosse fino a quel momento avutesi. Si parla del passato. Perchè si parla del passato se i danni non sono ancora stati rilevati e se la sequenza ancora non era terminata e se prima di tali interventi Boschi afferma che a breve è improbabile che ci siano terremoti distruttivi? Vabene, adesso credo di aver capito meglio cosa vuoi dire. Quindi il ragionamento sarebbe: visto il tipo di magnitudo fino ad ora avutosi, visto che è improbabile una scossa molto forte nel breve termine, dovremmo mantenerci a questi livelli di danno. Quindi diciamo, non una previsione (come poi sostiene il giudice) ma una stima, è così? Però io mi chiedo: tra la dichiarazione precedente la riunione sulla situazione "positiva" che tanto impatto ha avuto, questa stima tecnicamente corretta sui danni attesi, l'aggiunta, giusta, che però previsioni non se ne possono fare... cosa le persone, che di concetti tecnici non sanno nulla, possano recepire. Mi pare un calderone, ripeto, confusionario. Nella laurea honoris causa non è specificato che il destinatario del messaggio è importante? Il che, e solo questo, è ciò che rimproveravo alla PC all'inizio di questo discorso. Non sarebbe cambiato nulla: gli edifici sarebbero crollati lo stesso; il terremoto poteva arrivare in qualsiasi momento, di notte o di giorno, il 6 aprile o il 6 maggio - a caso; coglierli nel letto o in ufficio... E' stata una comunicazione comunque utile a evitare che il panico montasse ulteriormente ed è stato fatto tutto in buona fede. Ma non sarebbe stato lo stesso più giusto essere più rigorosi e ponderati nell'elaborare il "messaggio"? Dopo la riunione il concetto dello scarico non viene più ribadito, certo. Ma quel che conta è che era stato ormai affermato ed era arrivato a destinazione. Anche se ai fini pratici un concetto sbagliato o confuso non incide, è giusto diffonderlo? Questo il succo di tutte le lungaggini qui sopra. Inoltre se una dichiarazione di un componente di un Istituto a dei media riportato dall'ANSA non è smentito categoricamente dall'Istituto (vedi caso di De Marco capo del Servizio Sismico Nazionale con quanto giustamente asseriva Gaetano De Luca sui media in merito alla amplificazione sismica aquilana) equivale ad una dichiarazione ufficiale a nome dell'Istituto, altrimenti l'intervistato deve categoricamente specificare che per le tematiche di cui sta parlando, che riguardano anche le attività dell'Ente per cui lavora, parla a titolo personale. In quale comunicato ufficiale INGV vengono smentite le dichiarazione di De Rubeis fatte con l'intervista a il Tempo del 30 marzo 2009 sul rilascio graduale di energia in quanto la faglia interessata essendo frammentata non è in grado di accumulare grande energia che potrebbe provocare un forte terremoto?
Capisco (per questo sarebbe meglio stabilire chiaramente chi ha detto cosa e da chi si sono ascoltate determinate affermazioni. Ricordiamoci che quella frase dello scarico è stata usata dal giudice per condannarli tutti indistintamente (e dopodiché bisognerebbe che il giudice capisse l'assurdità della condanna in sè)). Aggiungo queste mie perplessità: la PC fa affidamento a una intervista più che ai comunicati? Le due cose sono assimilabili? L'intervista è del 30, la telefonata di Bertolaso - che parla dello scarico - alla Stati è del 30, l'intervista di De Bernardinis è del 31... non è detto che una smentita possa arrivare così tempestivamente. Il caso di De Marco e De Luca me lo sono perso, cosa era successo? P.s.: Tieni conto che se continuo ad argomentare non è perché "mi fisso" o mi scaldo. Voglio approfondire ogni aspetto della questione per potermene fare un'idea più precisa possibile. Poi, ad ogni cosa si da il suo peso. P.p.s.: Considera anche che l'articolo di Amato non l'ho ancora letto tutto.
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mi scuserete se ad una prima impressione, questo mio post potrà sembrare non inerente alla discussione, ma nell'articolo pubblicato oggi sul giornale online "SITe.it" si trova una interessante pubblicazione allegata; avendo già letto sia l'articolo "TERREMOTO - Affaire “Puntellamenti”: Scandalo aquilano e complicità romana?", sia l'allegato pubblicato sulla relazione dell'ing.Primo Comitti (non Comotti come è riportato), consiglio la lettura prima di quest'ultimo che, incaricato dal Ministero dell'Interno di prendere (riservatamente) "subito cognizione esatta condizioni generali codesta città (Aquila) in ispecie edifici pubblici per poter essere in grado di riferire sollecitamente questo ministero entità danni e provvedimenti che sarebbe necessario adottare" annota ciò che vide con i suoi occhi, sentì con le sue orecchie oltre alle impressioni che ebbe. Siamo a Aquila (odierna L'Aquila) nei giorni immediatamente successivi (non precedenti) al terremoto di Avezzano del 13 gennaio 1915: http://www.site.it/le_testate/IL%20MARTE...1915%20SITE.pdfsolo per completezza e non perchè attinente alla presente discussione, segue il link all'articolo pubblicato su "SITe.it": http://www.site.it/terrremoto-affaire-puntellamenti-scandalo-aquilano-e-complicita-romana/04/2014/
Ultima modifica di mimmo71; 01/04/2014 09:12.
confido nella percezione della mia ignoranza
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Grazie Mimmo leggerò con attenzione. Daniela le parole sono importanti vero? Escludere ha un preciso significato che non vuol dire propendere o essere dell'idea che..... al fine di rassicurare. Daniela dici cose giuste che osserverebbe chiunque, non ti meravigliare se trovi in me, come magari in altri che lavorano nella P.A., una visione leggermente diversa, una visione diciamo dall'interno che dall'esterno è difficile capire. Comunque quando affermi che c'è stata confusione e questo non può accadere da chi si vanta di una laurea honoris causa in comunicazione è vero, ma ricorda che nei compiti della CGR non c'è la comunicazione con i cittadini e che per quanto riguarda il rischio sismico, lo so dirò una cosa che molti non digeriscono e capiscono, il compito della Protezione Civile (per quanto concerne la comunicazione in stato di crisi) è solo nell'evitare che si generi un panico diffuso e quindi rischio per la pubblica incolumità generato da tale panico, dando per ASSODATO che dai terremoti non si può scappare in quanto non si può prevedere quando questi accadranno, dove accadranno e con quale intensità. Questo concetto sembra che non sia assodato dalla magistratura che vede nelle azioni tranquillizzanti operate dalla Protezione Civile solo negligenze, omissioni e una volontà specifica nel generare omicidi colposi che tra un po' diventeranno volontari... non parliamo poi del ruolo degli scienziati o degli Istituti scientifici del cui ruolo non ha capito nulla.
Ultima modifica di Alex-64; 01/04/2014 10:36.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Alessandro, riesco a capire anche punti di vista di comprensione meno immediata, solo che ci riesco dopo aver sezionato le cose... Ora finalmente ho una visione più completa. E, come già successo, sono d'accordo anche questa volta con la tua visione delle cose. Alla fine, poi, sono sempre stata dell'avviso anch'io che non necessariamente si debba dir tutto acriticamente alla popolazione. Non perché ci sia niente da nascondere (che devi nascondere, in qualcosa di imprevedibile?) e non per paternalismo, ma nel senso che un "profano" non sarà mai in grado di valutare nel giusto modo argomenti e problematiche altamente tecniche. Infatti, se ricordi, non ho mai visto niente di scandaloso in quella richiesta di Bertolaso a Boschi di non diffondere le valutazioni su probabili nuove scosse (si trattava del problema della diga). A parte il fatto che la gente ormai era al sicuro, ma a che pro scaricare sulle persone concetti scientifici nudi e crudi, tipo le "probabilità" e l'uso che se ne fa per azioni di protezione civile? Si veda come è stato accolto il comunicato della CGR in Emilia, che ha suscitato solo paure e che la gente non ha gradito per niente, perché non lo ha nemmeno compreso (io sono arrivata su questo forum proprio per cercare spiegazioni). Eppure ho sentito spesso dire "anche se c'è una probabilità su mille, io voglio saperlo". Ma chi dice così non sa tante altre cose e la fa facile. Lo scienziato e l'istituzione ne escono sempre con l'immagine del cattivone superbo che tiene all'oscuro il popolo e gli nega chissà quali diritti.
P.s.: a dire il vero, ci sono anche persone di scienza che sostengono si dovrebbe coinvolgere la popolazione, di volta in volta, nelle valutazioni delle probabilità al fine di decidere azioni (come la temporanea evacuazione). A parte il fatto che i calcoli probabilistici sulle sequenze minori si dimostrano non efficaci per prevedere mainshock, non la trovo un'ottima idea, un po' per considerazioni pratiche (Amato le riassume bene) e un po' perché non ho molta fiducia nell'intelligenza collettiva.
Ultima modifica di DanielaP; 01/04/2014 13:01.
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Alessandro, P.s.: a dire il vero, ci sono anche persone di scienza che sostengono si dovrebbe coinvolgere la popolazione, di volta in volta, nelle valutazioni delle probabilità al fine di decidere azioni (come la temporanea evacuazione). A parte il fatto che i calcoli probabilistici sulle sequenze minori si dimostrano non efficaci per prevedere mainshock, non la trovo un'ottima idea, un po' per considerazioni pratiche (Amato le riassume bene) e un po' perché non ho molta fiducia nell'intelligenza collettiva. a questo punto mi domando cosa studiamo a fare "tanto decide l'assemblea" Sono bestialità......
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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P.s.: a dire il vero, ci sono anche persone di scienza che sostengono si dovrebbe coinvolgere la popolazione, di volta in volta, nelle valutazioni delle probabilità al fine di decidere azioni (come la temporanea evacuazione). Infatti l'Italia è piena di persone che dicono come si dovrebbe fare ma che all'atto di assumersi le responsabilità per operare si tirano indietro. Ricordiamoci che siamo anche il popolo degli allenatori di calcio della nazionale... degli esperti in tutti i campi.... di coloro che giudicano senza conoscere i fatti. Io a allora a queste persone di scienza darei la responsabilità di gestire le situazioni di crisi in caso di sciame ed eventi sismici... compreso l'ordine pubblico. Le considerazioni fatte da Amato sono considerazioni non da scienziato ma di buon senso e permetti questa mia considerazione: in genere il buon senso lo noto di più nel geologo che magari nel fisico o nell'ingegnere (con le naturali eccezioni), cioè coloro che credono che attraverso calcoli e modelli è possibile prevedere nel dettaglio il comportamento della natura. Mah.. tempo al tempo.... purtroppo sono sicuro che un altro forte terremoto ci sarà e ci sarà ancora paura e panico collettivo, a allora mi farebbe piacere che a tali persone prive di buon senso venisse affidata completamente la gestione della situazione di crisi. Non è solo questione di intelligenza collettiva è questione di panico collettivo e per chi minimamente l'ha vissuto senza dimenticarlo sa a cosa mi riferisco. A proposito di psicologia dei comportamenti collettivi l'esempio che riporto con i video sotto è la dimostrazione che anche persone di un certo livello culturale, che fanno lezioni su tale aspetto, essendo state coinvolte dall'evento, non hanno capito cosa è accaduto in merito all'informazione fornita, da chi è stata fornita e perchè è meglio scappare o dormire in macchina senza specificare fino a quando. In questi interventi è raccolta una cultura locale fatta anche di superstizione, la dottoressa infatti non esita a parlare di sfiga, e di abitudini locali le cui paure invece di essere canalizzate per spronare gli amministrazioni locali a compiere le dovute azioni di prevenzione sismica erano dirette verso una possibile fuga dal terremoto... per carità in alcuni casi positiva e nessuno ha mai detto loro di non uscire di casa dopo una scossa ma che non risolvono affatto il problema. http://www.youtube.com/watch?v=0VNttYcqZrYhttp://www.youtube.com/watch?v=w7msXJjhkzY
Ultima modifica di Alex-64; 02/04/2014 11:50.
Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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E' una persona culturalmente preparata, certo, ma lo è nel suo ambito. Non è solo questione di coinvolgimento nell'evento (infatti anche persone non emotivamente coinvolte, nell'opinione pubblica così come tra i giornalisti, commentano allo stesso modo). Per potersi fare un'idea più corretta di ciò che è successo, bisognerebbe approfondire un po' di concetti scientifici specialistici (non troppi nè troppo difficili alla fine, ci sono riuscita persino io, che però ho avuto l'opportunità di farlo solo per un caso, perché sono arrivata qui dopo il terremoto, ho iniziato a incuriosirmi, ho dialogato... altrimenti, molto probabilmente, la penserei ancora come lei. Meno giustificabili rimangono invece i giornalisti e i giudici) e i punti di vista di chi è addentro alla problematica a vario titolo. Lei parla solo da psichiatra e da cittadina. Si occupa delle reazioni psicologiche alle catastrofi, ma non affatto di sismologia e gestione delle situazioni di crisi per la sicurezza pubblica. Così come per lei, questo è ciò di cui moltissimi che commentano e giudicano non si rendono conto: di quanto complessa e piena di implicazioni sia la materia, di quanto loro ne siano ignoranti. Non solo: la conoscenza non basta; ne sono dimostrazione anche diversi commenti in questo forum tecnico. Ho ritrovato l'articolo con la teoria del coinvolgimento della ggente nei processi decisionali in situazioni di crisi (comunque mi chiedo: uno sciame è un momento di "crisi" ed emergenza? Come facciamo a capirlo? Usando quella particolare sfera di cristallo chiamata "scosse premonitrici"?): "Autorevoli studiosi di psicologia sociale sostengono in generale che anche i cittadini non specialisti dovrebbero essere coinvolti nel processo decisionale. A loro dovrebbe essere fornita l’informazione scientifica disponibile discutendo i possibili provvedimenti di prevenzione. Nel caso delle scosse premonitrici, in particolare, il contributo dei cittadini può essere determinante sotto molti aspetti. Nessuno meglio di loro, per esempio, è in grado di valutare il costo sociale di un eventuale falso allarme. Si dovrebbe in sostanza tendere a un iter decisionale compreso da tutti e il più possibile condiviso." A sostenerlo è Grandori in questo articolo . Con tutto il rispetto, io la vedrei male, malissimo. Tanto quanto vedo male la "democrazia diretta", per dire... Molto opinabile anche quello che si è sostenuto qui: L'Aquila - Il racconto oltre la sentenza (Ancora una volta, mi chiedo perché il "momento di incertezza" ci sia durante lo sciame e non nei periodi "silenti"): "Prendere decisioni in condizioni di incertezza costituisce una fonte di valori per la comunità [...] Il cittadino tuttavia non sembra più disposto a farsi trattare da “eterno bambino”: il web ha dimostrato (dimostra) un’orizzontalità del sapere. L’esperto si trova spesso spiazzato da questi nuovi cittadini esigenti e informati, come lo è il medico che non vuol sentire quel che il paziente ha trovato su Internet (al di là di ciò che ha trovato)." Vi rendete conto? Credo non ci sia nemmeno bisogno di commentare... "La rete appare come un sintomo che qualcosa non funziona e conferma quel “fastidio” crescente verso una cultura paternalistica che “tranquillizza”, come hanno fatto gli esperti della Commissione grandi rischi, e non tiene conto della incertezza del processo scientifico e della complessità dei messaggi da trasmettere." "La mistificazione della comunicazione a L’Aquila non riguarda solo il terremoto del 2009 ma anche quello che è accaduto dopo. Tanto da far parlare di due terremoti. Il secondo è stato quello operato con la disconnessione, attraverso il trasferimento forzoso e di massa degli aquilani fuori dalla città, che ha separato le persone dalle proprie vite, e le ha tenute lontane dalla possibilità di compiere scelte. Cosa che ha reso sempre più passivi i cittadini, e ha avuto l’effetto di frammentare, oltre ai luoghi e agli spazi, il tempo di una comunità. Ha separato il tempo delle persone da quello della città; il tempo di una parte delle persone da quello di altre." Insomma, questa benedetta evacuazione va bene o no? Si decidano... La si tira in ballo in vario modo a seconda del tipo di tesi che si vuole sostenere.
Ultima modifica di DanielaP; 02/04/2014 15:19.
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Non riesco ad inserire immagini, grassetto, corsivo, emoticon... E' un problema solo mio o c'è stata una modifica nel funzionamento del sito?
Ultima modifica di DanielaP; 02/04/2014 15:53.
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Ecco, questi sarebbero i "nuovi cittadini esigenti e informati" a cui "dovrebbe essere fornita l’informazione scientifica disponibile discutendo i possibili provvedimenti di prevenzione": http://www.adnkronos.com/IGN/News/Cronac...1380355254.html Sono gli stessi che fanno il tifo per una cura spacciata per miracolosa in televisione e che normalmente dovrebbe essere liquidata in due minuti per la truffa antiscientifica che è; o che legiferano in maniera deleteria in Parlamento sulla sperimentazione animale - ostinatamente da molti definita "vivisezione" - nonostante l'audizione dei nostri migliori scienziati gli avessero spiegato, in pratica coi disegnini, come inevitabilmente funzionino le cose ad oggi; sono quelli che si ostinano con le cure Di Bella, pesando economicamente sulla collettività perché incredibilmente trovano magistrati che ne stabiliscono l'efficacia - gli stessi magistrati che stabiliscono anche nessi tra vaccini e autismo e responsabilità di esperti vari per le vittime dei terremoti. Bisognerebbe, invece, recuperare la fiducia per le "élite" culturali, nel senso positivo che la definizione ha, invece di avere questa presunzione ormai insopportabile di sapere e potere metter naso in ogni cosa (e questa mania preoccupante per i complotti degli scienziati).
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