Gentili amici,
Per solidarietà posso dirvi che in alcune zone delle Marche la situazione è pari, se non peggiore, a quella della vicina Emilia Romagna.
Conosco geologi, e sarei tentato di fare i nomi, che producono anche relazioni a corpo, ovverosia: 5 progetti x 5 relazioni a lire 300 mila cadauna = 1.500.000 lire (incredibile ma vero). In altri casi si arriva invece a cifre stratosferiche: 500 mila lire (però con almeno un test DPL compreso, sic!).
Del resto, allo stato attuale delle cose, i giovani ed i neoiscritti ai vari Ordini regionali hanno un unico modo per entrare nel mercato: abbassare le tariffe.
A mio modesto avviso quella dei prezzi non è però la cosa peggiore.
Voi direte che sono matto, in realtà non è così. Io credo che il nostro “modesto Onorario” sia la naturale conseguenza del nostro modo di essere, di proporci sul mercato di riferimento, di lavorare e quindi… la NOSTRA PROFESSIONALITA’. Non possiamo continuare a lamentarci in questo Forum o in altre sedi quando siamo noi stessi, in primis, che ci adoperano in tutti i modi per sminuirci.
Per esprimere al meglio il mio concetto porto degli esempi pratici in un crescendo Rossiniano (o da “Bar Sport” di Stefano BENNI) di “professionalità” o “professionismo” che dir si voglia (alcuni sono divertenti e quindi vi invito a leggere).
LA RELAZIONE GEOLOGICA.
1) C’è chi la chiama «relazione geologica», chi «geologico tecnica», chi «geologica e geotecnica», chi «indagine», chi «rapporto», chi «studio», «elaborato», «trasformato», «condensato», bo!!!, ecc.. Questo è soltanto l’inizio, all’interno se ne vedono di “cotte e di crude”. Si rilevano delle sviste (asinate?) incredibili, alcune francamente dovute alla fretta, a refusi o errori di battitura: eppure ci sono, è innegabile. Ho visto, come il replicante del film “Blade Runner”, terreni incoerenti con angoli di attrito superiori a 32° gradi e densità relative inferiori al 20%, litotipi definiti sabbioso limosi, con angoli d’attrito praticamente nulli ma dotati di coesione non drenata maggiore di 1,0 al Kg/cmq e persino terreni coerenti sovraconsolidati con moduli edometrici di 30 Kg/cmq. Proseguo. Mi sono imbattuto in carte geologiche con “faglie certe” impostate sui terrazzi alluvionali attuali (probabilmente si sono attivate l’altro ieri), o in stratigrafie con il passabile (siamo certi?) termine “molasse”, all’incredibile “sabbie glaciali delle Marche” in area pleistocenica (aho!, ma de che...) ed ancora: suggerire l’impiego di fondazioni indirette!? per strutture poggianti su terreni ghiaiosi e sabbiosi cementati ad alta densità, oppure, per il consolidamento di versanti in frana, l’esecuzione di pozzi drenanti di grosso diametro profondi più di 30 m... (Poi però accade che l’acqua non c’è, cosa tra l’altro intuibile, in quanto i pozzi idrici circostanti pescano tutti a profondità superiori a 40 m e sono praticamente privi d’acqua). Non parlo, volutamente, della parte analitica (calcoli delle portanze e delle portate, dei cedimenti, dei diversi coefficienti e fattori di stabilità, di hc, T, K, ...), dove si battono tutti i primati e per la quale una settimana non sarebbe sufficiente.
IL GEOLOGO PROFESSIONISTA
2) Conosco Geologi affermati (ed alcuni di questi lavori mi sono capitati in Commissione edilizia) che forniscono coefficienti di fondazione arbitrari, ovverosia valori campati per aria (es. 1,15 o 1,18 o 1,20 ecc.). O questi sono scarsi o lor signori (molto più probabile) non si sono mai degnati di leggere la normativa del gennaio 1996 che impone di adottare un coefficiente di fondazione pari ad 1,00 o 1,30.
3) Una volta mi è capitata tra le mani una relazione svolta da 2 colleghe che per un Capannone di 4000 mq in zona alluvionale (!?) hanno effettuato una indagine super precipua: un solo sondaggio, nemmeno al centro, spinto alla incredibile profondità di 3.50 ml sul p.c. Il bello è che le stesse hanno fatto calcoli di portanze, di cedimenti a lungo e breve termine, di abbassamenti dinamici e calcoli vari utilizzando i dati estrapolati da questa super puntuale indagine (…Però i valori erano forniti tutti in KiloPascal … ma fatemi il piacere!). Il bello è che il geologo della Commissione edilizia non ha fatto una piega (forse per non inimicarsi gli altri componenti della Commissione?) ed ha fatto passare la pratica senza nemmeno chiedere un incremento di indagine. PS. L’ingegnere progettista mi ha detto che di quella relazione non se ne faceva nulla e non si fidava assolutamente (ci mancherebbe altro), ma che lui non poteva farci niente in quanto l’impresa costruttrice aveva scelto quelle due signorine in quanto il prezzo proposto era clamorosamente invitante… ed in “termini edilizi” l’una vale l’altra.
4) So di un geologo che il giorno stesso di insediamento della Commissione edilizia ha elargito biglietti da visita a tutti, anche al Segretario scrivano (non si sa mai… può venir utile), dicendo agli stessi che lui aveva moglie e figli, e quindi necessità di lavorare e poi, in modo sibillino, che da quel giorno in avanti le pratiche potevano avere qualche problema “materiale” a passare se non era lui che faceva le relazioni in quel Comune (!?). PS. Il Comune è piccolo e la gente mormora: ovvero le Commissioni edilizie sono poche, ma mi è stato riferito che il signore in questione in ogni nuova seduta di Commissione edilizia ricorda a tutti i suoi problemi e/o ne aggiunge di nuovi… È già terribile, ma se ciò non basta egli almeno una volta la settimana telefona o passa allo studio (…così per rinfrescare le idee).
5) Sono stato informato che alcuni colleghi membri di Commissioni Edilizie non appena arriva un progetto con allegata una relazione non redatta da loro iniziano a storcere il naso e ad assumere le colorazioni fantozziane dal rosso pompeiano al blu cobalto, sparando, senza nemmeno sfogliarla, sentenze sulla mediocrità del collega e del lavoro svolto, a volte attaccandosi anche sull’uso di carta non proprio di qualità (!?). La cosa divertente è che questo starnazzare si verifica spesso nell’indifferenza degli altri membri delle Commissione che della relazione geologica se ne fregano altamente.
Questi fatti non sono immaginari ma di prima mano, in quanto capitati direttamente al sottoscritto o riferiti da amici progettisti membri delle Commissioni suddette. Ma continuiamo … e per carità di ruolo concludiamo.
1) Vi racconto questo episodio perché è proprio “triste” e descrive “al meglio” la nostra professionalità. In un Comune dove sono componente di Commissione edilizia siamo stati invitati, alla fine di luglio, dal Sindaco a Cena insieme agli altri Membri. Voi sapete cosa succede quando si mangia e beve… qualche bicchiere di troppo e si comincia a (stra)parlare. Il Sindaco ed il segretario Comunale hanno infatti sparato giù una storiella niente male che la dice lunga. Ebbene, un caro collega (che tra l’altro conosco), ogni santo giorno andava (va?) in Comune a chiedere un “lavoro da fare”. In ogni occasione ne inventiva una… fino al piagnisteo. Una volta ha però battuto i record: ha detto che aveva il genitore malato ed in fin di vita e perciò necessitava di una commessa per pagare le spese mediche (… Robe da libro CUORE). Un po’ per il turbamento ed un po’ per lo sfinimento l’Amministrazione ha ceduto e fatto fare un “bel” lavoro al Tizio in questione. Gli altri membri della Commissione si sono messi tutti a ridere ed a fare apprezzamenti pesanti sulla nostra categoria. A questo punto ognuno di loro ha iniziato a dire la sua, e cosa è loro capitato avendo gli stessi a che fare quasi quotidianamente con i GEOLOGI. In pratica ho scoperto che c’è quello che fa le relazioni un tot al Kg (come ho detto all’inizio); quello che fa la questua come San Francesco … ovverosia tutto fa brodo (con progettisti costretti a negarsi o a far dire agli altri dello studio che lui assente); c’è quello che ogni giorno va in Comune a controllare le pratiche edilizie, e quando scopre che un progettista ha fatto fare un lavoro ad un altro va da lui e gli dice che quel lavoro era di sua spettanza, primo perché era il suo turno (!?), secondo perché l’altro non capisce niente, terzo perché è anche di fuori Città ecc. ecc.
Ci sarebbero altri casi, ma per non tediarvi (o non farvi arrabbiare) termino qui.
Allora, cosa pensate? Siete certi che il nostro lavoro valga più delle 400/500 mila lire e non sia un semplice certificato da allegare alla pratica edilizia?
PS1. per quelli con la puzza sotto il naso: a qualcuno potrà sembrare qualunquismo… Però è la realtà dei fatti!
PS2. Se i prezzi continuano a scendere a questo ritmo fra un po’ paghiamo noi per fare le relazioni.