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Ci risiamo con nuove vittime e nuovi danni con le solite dichiarazioni, i soliti buoni propositi ( di cui è lastricata non solo la strada dall'inforno ma anche la storia patria da sempre) e solite promesse (una volta si diceva) da marinaio. Nulla di nuovo sotto il sole o meglio sotto la pioggia.
Chi tristezza !!!
Antonio
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Iscritto: Nov 2003
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mi viene da pensare ad un signore (ci andai perchè padre di amico) che u na volta mi chiamò per farmi vedere la sua campagna, dicendomi che aveva fatto il secondo piano in cemento armato e forati su un edificio di cento anni fa costruito su un corpo di frana che attualmente da piccoli segni di vita....mi chiese lei dici ca si ferma a terra vistu ca fici tuttu armatu???traduco:lei dice che si ferma il movemento delterrenovisto che il secondo piano l'ho fatto tutto in cemento armato?? gli dissi che la struttura assolutamente non ferma i piccoli spostamenti della casa e quello che doveva fare per evitare spostamenti futuri. lui mi rispose con tranquillità(essendosi informato in precedenza con un muratore):auguramu cosi buni!!! me ne andai abbastanza preoccupato.
Ivan Cinà-geologo/speleologo marino/surveyor/tecnologo
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Iscritto: Sep 2000
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.... Certo che il collega intervistato su Sky TG24....... poteva risparmiarsi l'intervento... meglio quello del buon e sempre inossidabile Barberi.
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Iscritto: Apr 2006
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certo che è una vergogna ciò che è successo ad ischia...e comunque la Campania è afflitta da anni da queste catastrofi in miniatura!!!e nessuna fa nulla!!!anzi la casa distrutta aveva fatto domanda di condono...bah!!!qui faremo tutti una brutta fine e le autorità staranno a guardare!!aspetto "con ansia" il momento in cui il Vesuvio si farà sentire (io ci abito sotto!!!)...
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Iscritto: Sep 2000
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Non è solo la Campania in queste condizioni.
Allora che cosa facciamo ?? gli scongiuri !!!
In Campania ci sono state amministrazioni di destra e di sinistra ma non è che al proposito i comportamenti siano stati molto diversi, come nel resto dell'Italia.
Dalle mie parti, per esempio, i fiumi arginati sono dei veri e propri boschi e guai a pulirli perchè gli ambientalisti dicono che sono le autostrade attraverso cui gli animali selvatici si diffondono indisturbati e così, con somma gioia degli agricoltori, si sono insediarti i caprioli in piena pianura padana, a valle di Modena, dove si nutrono con le gemme ed il fogliame delle piante da frutto.
Fra gli animali "selvatici" ci sono anche le nutrie (specie alloctona introdotta abusivamente qualche anno fa) che scavano tunnel negli argini e già in un paio di casi hanno provocato alluvioni.
Guai a eliminarle !! Vanno contenute nel numero dice il piano faunistico regionale dell Emilia Romagna.
Così sono scontenti tutti, zoofili e protezione civile.
Non parliamo poi delle regolari autorizzazioni concesse da comuni a costruire vani interrati in zone esondabili.
Sino ad ora nessuno è restato affogato ma le seconde auto, quelle di maggior valore e prestigio che vongono usate solo il giorno della festa vengono distrutte perchè le alluvioni non avvengono solo quando i proprietari sono a casa.
Nonostante questa dissennata scelta urbanistica i sindaci dei Comuni, che per legge sono obbligati a predisporre i piani per la protezione civile, non sempre hanno assolto a tale dovere e così non sanno dove l'acqua vada a finire.
Risultato non viene dato l'allarme preventivo alla popolazione in modo tale da permetterle di mettere in salvo le persone e le cose sistemate nei piani interrati.
Nessuno poi le risarcisce dei danni perchè per legge quando una zona viene dichiarata colpita da calamità naturali prevede il rimborso dei danni ai soli beni immobili.
E noi paghiamo l'ICI la tassa del passo carrabile e balzelli vari !!
Adesso le amministrazioni comunali ci invitono a versare loro anche il 5 per mille !
Antonio
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Iscritto: Mar 2005
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Iscritto: Mar 2005
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...... caro Scaglioni e tutti gli altri forse, posso dire amici, specie quelli che dimostrano esperienza e maturità e anche tutti specie i giovani: appunto non si tratta + di DX o SN; non si tratta di certificazioni; non si tratta ...... più di niente; Inoltre hai cercato di sostenere la tua battaglia per l'Ordine; QUESTO E' UN PAESE COMPLETAMENTE BLOCCATO; DAGLI INTERESSI (SPECIE DESTRA); DALLE FALSITA' (SPECIE SINISTRA); E QUESTO NON HA FATTO ALTRO CHE ALIMENTARE INVIDIA E NON VOGLIA DI FARE
IL TERRITORIO: UNO SCEMPIO DA SEMPRE leggi, corsi si formazione (necessari ma anche business); programmazione mai tenuta presente; tecnici inascolati a tutti i livelli
UN CASINO E in tale situazione non serve a niente: CERCARE LE PROPRIE NICCHIE strafregandosene degli altri; OLIGARCHIA DI MAIALI E ANARCHIA ORMAI QUASI TOTALE:......... il bel Paese;
tra poco è Natale e le decisioni sono ormai quale tipo di panettone comparare
cpordiali saluti, rob linari
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Iscritto: Mar 2005
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....... coe si fa a scalzare il potere ?????????????????????????????
per chi ha possibilità di andare a Roma: 5 maggio convegno ALGI: ma BISOGNA INCAZZARSI FORTE E BISOGNA DAR MAN FORTE A TIPI COME SCAGLIONI O NO!!!!!!!!,
rob linari
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Iscritto: Jul 2005
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Vogliamo dire due parole sul nuovo assetto della difesa del suolo in Italia dopo la pubblicazione del testi unico sull'Ambiente, presentato per la seconda volta al Presidente della Repubblica tre giorni prima delle elezioni?
La difesa del suolo sarà nelle mani di strutture elefantiache, manovrate dal Super ministero dell'Ambiente, dentro le quali le Regioni e gli altri Enti locali hanno solo potere propositivo.
L'innalzamento del livello decisionale, porterà ad uno scollamento con le realtà territoriali facendo prevalere la logica imposta dal Ministro Matteoli con l'art. 16 della legge 179/2001.
La sua dichiarazione al giornalista di eport fù lampante: i fondi per la difesa del suolo venivano assegnati con criteri politici, anche su situazioni sulle quali non era strettamente urgente un intervento.
Saprà il nuovo governo demolire tale logica, restituendo la difesa del suolo alle valutazioni degli esperti nella definizione delle priorità?
Che ne sarà dei piani stralcio per l'assetto idrogeologico faticosamente adottati ed approvati dalle Regioni?
La Difesa del suolo, oggi, viene attuata a pezzi e bocconi con fondi una tantum, messi disposizione dallo stato a seconda di pruriti elettoralistici o comunque sempre dopo il verificarsi delle consuete tragedie.
Qaundo la Protezione Civile sacrificherà parte della propria onnipotenza, per restituire il potere alla gestione ordinaria e continua della difesa del suolo, senza dover ascoltare il suo responsabile che pontifica sulla cattiva gestione del territorio negli anni passati?
I sindaci dei comuni, credo che siano tra le persone più ricattabili in questo paese. Attribuire loro il potere di gestire il territorio non ha contribuito certo alla difesa dalle inondazioni e dalle frane.
Una seria politica di difesa del suolo deve essere attuata dalle Regioni che hanno la necessaria autorevolezza istituzionale e un adeguato livello conoscitivo delle problematiche territoriali, anche di dettaglio, demandando eventualmente alle Province le funzioni amministrative in materia. Ministero e Comuni sono alle estremità di un complesso sistema gestionale che vede tali entità istituzionali o troppo distanti o troppo vicini ai problemi per poterne cogliere adeguatamente la gravità o la futilità, facendo prevalere logiche decisionali assolutamente inadeguate alla soluzione degli stessi.
Auspico quindi una mobilitazione generale, e soprattutto del nuovo governo, per una rapida revisione del testo unico sull'ambiente ed in particolare per quanto attiene la difesa del suolo.
Claudio
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Iscritto: Mar 2005
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........ d'accordo al 100%; come si fa a semplificare?????????????????? che non vuol dire non fare: ......... SALTIAMO AVANTI, ANDIAMO OLTRE: il problema poi alla fine E' IL DENARO CHE VIENE BUTTATO VIA O DATO APPUNTO ALLE STRUTTURE CHE GARANTISCONO LA COSIDETTA CULTURA "TECNICO-SCIENTIFICA": dove consegnamo una proposta TECNICO-OPERATIVA CHE coinvolga tecnici SERI in modo da definire per gli INGEGNERI i dati che servono o per le reti di controllo (e quindi i COMUNI e/o le regioni POTREBBERO POI ASSUMERE ANCHE GIOVANI PER GESTIONE DATI) ALLE OPERE DI DIFESA; 2 mesi di acquisizione dati, 1 mese per il rapporto tecnico..............
se non sbaglio ci sono 6.000 Comuni con frane; iniziare come se fosse da zero in un'area dove non si sa NIENTE
STATO-DIP.PROT.CIVILE-REGIONI-PROVINCIE-COMUNI:
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Iscritto: Mar 2005
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........ quando potranno avere la rapidità e/o la voglia di lavorare delle ditte e/o dei professionisti?????????????????????
rob linari
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Massimo Online6,195 Dec 9th, 2025
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