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Per il 185 (quindi tenendo il terreno in cantiere) userei il vecchio criterio del precedente Piano Scavi, ovvere un'analisi ogni 1000 mc (per i parametri analitici bisogna vedere la storia del sito). Per la galleria non so come aiutarti (non le ho mai fatte), userei comunque le indicazioni del 161 sulle strutture lineari.
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Grazie Laura ! 
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Grazie, degli utili interventi, compreso il tuo, ho interpellato, nel frattempo, la mia Provincia, e riguardo l'applicazione della 185 mi suggeriscono di applicare la modulistica regionale precedente che riguardava anche l'applicazione della 185, e che quindi teoricamente per questa parte, non dovrebbe essere decaduta, essendo stato abrogato solo l'art. 184. Quindi da noi in Piemonte, volendo, ovvero se è stato possibile ben ricostruire la storia del sito, si può asseverare che il materiale non è contaminato.
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Ciò che concettualmente non capisco è come sia possibile attribuire ad una terra, il titolo di rifiuto, per non dover attivare il piano di utilizzo ecc, e comunque non dover procedere alla denuncia del sito come inquinato.
Ultima modifica di massimo trossero; 01/02/2013 16:28.
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La cosa è complessa, comunque nel considerare il terreno rifiuto non si va in bonifica automaticamente !
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Grazie, degli utili interventi, compreso il tuo, ho interpellato, nel frattempo, la mia Provincia, e riguardo l'applicazione della 185 mi suggeriscono di applicare la modulistica regionale precedente che riguardava anche l'applicazione della 185, e che quindi teoricamente per questa parte, non dovrebbe essere decaduta, essendo stato abrogato solo l'art. 184.. È stato abrograto l'Art. 186 Massimo, e comunque la provincia ha ragione, se c'è una normativa locale per il 185 deve essere utilizzata quella (che non deve essere meno restrittiva della normativa nazionale) Quindi da noi in Piemonte, volendo, ovvero se è stato possibile ben ricostruire la storia del sito, si può asseverare che il materiale non è contaminato. Più che altro io escluderei le attività potenzialmente impattant sulle matrici ambientalii ai sensi del dm 16/5/1986.... Per il quale basta una cisterna interrata per essere inserito nel censimento dei siti. Comunque il metodo per escludere contaminazioni in maniera certa è fare una o più analisi (parametri da ricercare a vs scelta o secondo la direttiva locale). Massimo
Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero;infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace. (Tacito, Agricola, 30).
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Ciò che concettualmente non capisco è come sia possibile attribuire ad una terra, il titolo di rifiuto, per non dover attivare il piano di utilizzo ecc, e comunque non dover procedere alla denuncia del sito come inquinato. Massimo, tutto nasce dalla definizione di rifiuto: Definizione di rifiuto (Art. 183 comma 1 lett. a): 1. Ai fini della Parte quarta del presente decreto e fatte salve le ulteriori definizioni contenute nelle disposizioni speciali, si intende per: a) "rifiuto": qualsiasi sostanza od oggetto di cui il detentore si disfi o abbia l'intenzione o abbia l'obbligo di disfarsiQuindi se la terra ti serve in cantiere ed è funzionale all'opera che stai realizzando, è materia prima e non un rifiuto. Se la terra non ti serve in cantiere e te ne devi disfare è un rifiuto. Se serve in altro cantiere autorizzato, può essere gestita come sottoprodotto ai sensi del D.M. 161/2012. Se non si riesce a trovare il sito di riutilizzo allora la terra deve essere gestita come rifiuto s.s. ed essere inviata a impianto di recupero/discarica con formulario. Quindi se attribuisci la definizione di rifiuto, non vuol dire che il sito sia contaminato. La denuncia deve essere effettuata dal committente ( ripeto per tutti dal COMMITTENTE) solo se dalle analisi si evidenzia un superamento delle CSC rispetto alla destinazione urbanistica attuale e/o di progetto. Massimo
Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero;infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace. (Tacito, Agricola, 30).
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