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#12014 13/07/2006 05:38
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Non so se sia lo stesso caso, ma alcuni anni fa, in un centro dell'interland di Cagliari, a progetto già presentato furono eseguiti delle indagini per giustificare le tipologie di fondazioni (a plinti isolati). In quell'area affiorano marne argillose che hanno già dato non pochi problemi ad alcuni caseggiati (ma le problematiche non erano dovute a cedimenti). Nello stesso abitato, alla periferia ovest, fu realizzato un ponticello che rimase chiuso per molto tempo causa cedimenti del rilevato d'accesso (errore di progettazione). Spero per te che il progettista non sia lo stesso . In ogni caso fare quel tipo di fondazioni, per giunta su quelle litologie, bisogna essere proprio dei grandi imbecilli (purtroppo si incontrano sempre più di frequente).

#12015 13/07/2006 05:42
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Dimenticavo: lascia perdere l'idea di pali di 50 cm, nel nord Sardegna ne hanno realizzati di un metro circa e a distanza di anni se ne parla ancora.

#12016 13/07/2006 06:20
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Ciao Navy, il piano di fondazione è interessato proprio dal tipo di terreno che tu hai indicato.
Non ho invece capito bene cosa vuoi dire quando scrivi di lasciare perdere i pali da 50 cm.
Nelle opere che ho seguito, vedi s.Gilla, Fangario etc, i pali, di medio e grande diametro, a distanza di 25 - 28 anni, ancora oggi assolvono, benissimo alla loro funzione.
Altre volte invece si era adottata la soluzione del tipo scatolare, con lo zatterone di fondazione, approfondendo il piano di imposta fino ad arrivare ad un terreno più consistente e colmando la differenza che ne era scaturita, con un metro e più di un magrone di medio dosaggio.
Ecco, anche nel caso in questione io vedrei meglio uno scatolare centrale di luce equivalente a quella prevista ( mt.10) e due campate laterali, più piccole (6 mt ciascuna)che andrebbero a insistere, per una parte ad un'appoggio creato sullo stesso scatolare e per l'altra sull'argine.
Si otterrebbe quindi quella auspicata continuità e solidarietà nelle fondazioni che, al contrario, con la soluzione allo studio, verrebbe a mancare.
L'unico problema? il maggior costo per il lottizzante.


sasalino
#12017 13/07/2006 08:06
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Intendevo di profondità, non certamente il diametro. Proprio per questo economicamente non sono convenienti. I pali di S. Gilla avevano Fi 1200, profondi mediamente 48 metri (impostati su vere schifezze), quelli di Fangario sono invece profondi circa la metà (impostati su terreni coesivi di media consistenza) e sono stati costruiti con tutti crismi (purtroppo caso probabilmente unico in Sardegna), soprattutto quando c'era la TREVI.

#12018 13/07/2006 08:23
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X Sasalino: cosa intendi con “per evitare, ai vostri colleghi del posto, qualsiasi problema di carattere ambientale”?

#12019 13/07/2006 10:07
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Salve a tutti,

ne aprofitto della discussione apertasi per approfondire con voi alcuni punti della prestazione professionale del geologo che potrebbero essere messi in discussione dalle nuove normative. E e parlo della geologia non della geotecnica.

Andiamo per fasi.
1) Relazione geologica preliminare, ok fin qui tutto bene si tratta di valutare in linea di massima i luoghi e le problematiche del sito anche senza indagini.
2) progetto definitivo, secondo art. 27 DPR 554/99, ...La relazione geologica comprende, sulla base di specifiche indagini geologiche, la identificazione delle formazioni presenti nel sito, lo studio dei tipi litologici, della struttura e dei caratteri fisici del sottosuolo, definisce il modello geologico-tecnico del sottosuolo, illustra e caratterizza gli aspetti stratigrafici, (geo?)strutturali, idrogeologici, geomorfologici, litotecnici e fisici nonché il conseguente livello di pericolosità geologica e il comportamento in assenza ed in presenza delle opere.

Questa fase è analoga secondo me al progetto municipale dei lavori privati. Notate che deve essere supportata da indagini e ricordo a tutti anche a me stesso, deve *essere valutato il comportamento in assenza ed in presenza delle opere* ad opera del geologo!

E molto importante questa fase e la quasi totalià delle relazioni che ho visto in questi anni non ne prende conto. Cio vale per le opere soggette ad esondazioni e piene, a valanghe, a frane e colamenti superficiali, a sismi aggiungo io. Noto che si può anche avanzare l'obiezione che se il geologo non è progettista come può esprimere parere sulla validità geologica dell'opera in quanto struttura, ovvero il suo scalzamento in questo caso, sebbene ci sia la possibilità di uscirne con successo.

Ci sono altre cose da dire ma non voglio mettere troppa carne al fuoco.

Capisco i dubbi del geometra ma se lui non è progettista ma si occupa solo dei rilievi sarà responsabile solo per quello. Il progettista e il geologo verrano perseguiti per i loro eventuali errori. Come cittadino invece ha ragione, ma penso si debbano seguire altri canali meno ufficiali, ovvero segnalarlo ad associazioni di tutela o partiti.


Relazione


"Prosunt omnia quae obstant"
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#12020 13/07/2006 12:03
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Buongiorno Massimo, voglio segnalare che già faccio parte del direttivo di un comitato spontaneo di cittadini, nato per il miglioramento della vita nell'ambito urbano.
Per quanto riguarda i dubbi sul mio compito da assolvere nell'ambito di questo progetto, voglio rassicurarla che non è mia abitudine defilarmi quando, per mia esperienza, ritengo malfatto un progetto.
E' un compito che, purtroppo per me, e devo dire anche per mia fortuna, mi è stato assegnato quando dovevo trasporre sul terreno vere proprie porcherie che venivano spacciate per progetti esecutivi; quindi mio malgrado tale attenzione è divenuta, nel tempo, parte integrante della mia professione.
Per quanto riguarda il progetto alla fine, ognuno per la propria parte, firmerà per competenza.
L'abitudine di stare in silenzio, pur quando si intuiscono certe manchevolezze che, in fin dei conti, un domani, potrebbero portare gravi conseguenze a cose e persone, non fà parte dei miei principi; d'altronde è proprio il silenzio degli onesti che, nella nostra società , consolida , in maniera quasi fisiologica, i comportamenti dei disonesti che, invero, dovrebbero essere considerati un'eccezione e non la norma. Quindi la professione è una cosa; la conoscenza l'intuito e la capacità di apprendere, un'altra.
Saluti


sasalino
#12021 13/07/2006 12:15
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Mi scusi, ma continuo a non avere chiaro cosa ha intenzione di fare? Le è responsabile per la parte topografica, in quale parte del procedimento può segnalare il suo punto di vista.

Invece come cittadino lo può fare eccome.


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#12022 13/07/2006 12:16
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X Sasalino: cosa intendi con “per evitare, ai vostri colleghi del posto, qualsiasi problema di carattere ambientale”?

#12023 13/07/2006 12:18
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X Sasalino: cosa intendi con “per evitare, ai vostri colleghi del posto, qualsiasi problema di carattere ambientale”?

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