Per quanto concerne le costruzioni stradali esiste un'ampia bibliografia oltre al testo di Tesoriere. Eccellenti sono anche quelli di R.Ariano (ed.UTET), L.Kirgis (ed. C.E.L.I.), E.Bolis (ed. TCI), gli Atti dell'A.I.P.C.R., parecchie monografie specifiche. Ogni Autore fornisce una diversa quantificazione dello spessore dello "scotico" ma tutti sono concordi sul fatto che il piano di posa di un rilevato deve superare la coltre di terreno agrario ma anche quella del terreno ad essa immediatamente sottostante quando questa presenta scadenti proprietà (cosa che si verifica nelle zone di pianura e di fondovalle). Tenere presente che un rilevato stradale è opera lineare che si sviluppa per tratti anche molto lunghi dove le eteropie del sottofondo sono molto marcate. E' quindi evidente che non può essere definita una regola oggettivamente univoca ma rifarsi a valutazioni appropriate caso per caso affidandosi ai risultati di appropriate indagini. Su questo tema il ruolo professionale del Geologo è di assoluta e primaria importanza (circostanza che fortunatamente viene diffusamente riconosciuta alla Categoria). Con gli auguri di buon lavoro. Andrea Maniscalco