Ricevo e pubblico!
Sollecito interventi dei colleghi, grazie.
Il Consiglio Nazionale dei Geologi ed i Presidenti degli Ordini Regionali dei Geologi,
riuniti a Roma il giorno 8 agosto 2006:
considerato come il testo dell’art. 2 della legge di conversione del D.L. n° 223 del 4 luglio 2006 (cd decreto Bersani) sia complessivamente lesivo, per convergenza di effetti, di diritti fondamentali dei cittadini, dei professionisti in generale ed in particolare anche dei geologi per quanto di seguito specificato;
rilevato che il Presidente Prodi, nella convention con i professionisti tenutasi a Bologna, nella Fabbrica del Programma dell’Unione, il 30 marzo 2006, ebbe a dichiarare pubblicamente che la riforma delle professioni sarebbe stata avviata d’intesa con i professionisti; che le tariffe minime non sarebbero state giammai “umiliate”; che la “Rosa nel Pugno”, ferma sostenitrice dell’abolizione delle tariffe, degli Ordini, nonchè addirittura del valore legale del titolo di studio, ecc., era da considerarsi membro della coalizione politica libero di non sottoscrivere quella parte del programma sulle professioni;
preso atto, di contro,
che il Governo ha perseguito e mantenuto una tanto ostinata, quanto immotivata preclusione per ogni forma di confronto e di consultazione con le professioni;
che la riforma delle professioni è stata di fatto avviata impropriamente dal Ministro delle Attività Produttive e non dal competente Ministro della Giustizia;
che con la frammentaria e disorganica decretazione d'urgenza, peraltro oggetto di dubbi di incostituzionalità per mancanza dei previsti requisiti di necessità ed urgenza, si sta concretizzando una destabilizzazione ed una destrutturazione dei rapporti tra cittadini e professionisti e, in alcuni casi, come per gli affidamenti degli incarichi di progettazione, anche tra pubblica amministrazione e professionisti, in assenza di precisi riferimenti normativi;
che detto decreto legge non appare neanche chiaramente imposto da un urgente adeguamento al diritto comunitario, atteso che sia il Parlamento Europeo, sia la giurisprudenza comunitaria si sono recentemente espressi per la conservazione delle tariffe;
atteso che con il voto di fiducia imposto dal Governo, tanto al Senato, quanto alla Camera, non è stato neppure possibile avviare alcuna modalità di confronto e di integrazione tra i diversi orientamenti che, sulla questione, sono emersi non solo tra maggioranza ed opposizione, ma anche in seno alla stessa maggioranza, come accaduto con la discussione ed i pareri espressi dalle Commissioni II, X e V del Senato;
ritenuto di dover porre immediatamente allo studio ulteriori e forti forme di rilancio per una organica proposta di rinnovamento delle professioni già dal prossimo mese di settembre;
rilevato che risultano avviate diverse forme di protesta da parte di organizzazioni professionali, nel segno reiterato di istanze di confronto con il Governo per una organica revisione degli ordinamenti professionali;
tenuto conto delle forti e diffuse pressioni esercitate dai professionisti sulle organizzazioni di rappresentanza professionali e sindacali;
rilevato che i Geologi sono chiamati per legge a valutare, anche in via preventiva, le pericolosità naturali, sia nel settore delle costruzioni pubbliche che private, sia nel settore della pianificazione urbanistica, territoriale ed ambientale, così preservando gli interessi generali della collettività;
che, inoltre, le loro attività hanno ad oggetto la indefettibile sicurezza del territorio, la tutela del paesaggio, la gestione in economia delle risorse naturali (acque, materiali naturali destinati all’industria, risorse energetiche, ecc.) e che tali tutele, sicurezze ed economie rischiano di essere irreversibilmente compromesse, con danno della inconsapevole comunità, dalle disorganiche, frammentarie e contraddittorie disposizioni del richiamato art. 2 del D.L. Bersani;
evidenziato, inoltre, che i Geologi concorrono con le branche specialistiche della Geologia, quali la Geomorfologia e la Geomorfologia applicata, a tutelare il paesaggio, anche secondo l’orientamento costante ed evoluto della Corte Costituzionale - inteso come conservazione delle "Forme del Paese" – in osservanza ed applicazione dell’articolo 9 della Costituzione;
osservato che la storia geologica del nostro Paese e le cronache giudiziarie degli ultimi anni (con riferimento all'elevato numero di vittime e alle ingenti spese – in media circa tremila miliardi di vecchie lire all’anno - per i danni da frane, terremoti ed alluvioni e senza tener conto dei danni provocati da erosioni costiere, da erosione dei versanti, da subsidenza, da fenomeni carsici e vulcanici, da perdita delle risorse idriche per inquinamenti ecc.) insegnano che nel settore della sicurezza territoriale, della tutela dei beni paesaggistici, della realizzazione in economia e in sicurezza delle opere pubbliche e private, la competizione professionale deve avvenire sulla base di un giusto rapporto tra qualità e costo della prestazione e non sulla rincorsa al ribasso delle tariffe minime, che non può dar luogo se non a risparmi meramente virtuali, destinati, di contro, a determinare maggiori costi conseguenti alla mediocrità della prestazione;
attesi, altresì, i possibili contenziosi legali, l’esclusione dal mercato dei giovani a vantaggio delle imprese (che possono trarre profitto dalla realizzazione delle opere) e delle grandi concentrazioni di capitali che potranno operare - come certamente opereranno - nei campi professionali con l’esclusivo fine del profitto e in un privilegiato, ma distorsivo, sistema di oligopolio;
ritenuto che il confronto concorrenziale deve avere ad oggetto la qualità delle prestazioni e deve essere il più ampio possibile, senza determinare alcuna preclusione nei confronti delle componenti non capitalistiche delle professioni;
all'unanimità,
proclamano lo stato di agitazione della categoria professionale dei Geologi;
decidono, quale prima iniziativa di protesta, di sospendere per un periodo di 60 giorni a partire dal 1° di settembre 2006 e comunque fino a revoca del Consiglio Nazionale e degli Ordini regionali dei Geologi, la partecipazione dei Geologi stessi alle seguenti commissioni tecnico-istituzionali, al fine di esprimere con fermezza e determinazione la propria contrarietà all’art. 2 della legge di conversione del D.L. n° 223/2006 (cd decreto Bersani), tanto per il metodo adottato quanto per i contenuti, che minano dalle fondamenta i principi di indipendenza intellettuale ed economica delle libere professioni, principi storicamente posti a tutela dell’interesse collettivo ed a garanzia delle pubbliche amministrazioni, come statuito dalla stessa Carta Costituzionale tanto nella parte concernente i diritti fondamentali della persona, quanto nella parte attinente i diritti di libertà economica:
-commissioni edilizie;
-commissioni di vigilanza;
-commissioni tecnico-consultive;
-commissioni concorsi;
-commissioni gare d'appalto opere pubbliche;
-commissioni gare di affidamento di servizi di ingegneria e architettura;
-gruppi di protezione civile.
dichiarano, infine, di sostenere tutte le iniziative e le manifestazioni che il CUP, i sindacati e le organizzazioni di categoria, avvieranno nel prossimo mese di settembre.