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Oooohhh finalmente un magistrato che ha capito in che direzione muoversi..

http://www.legambiente.it/sites/default/files/stampa/la_stampa_sardegna1_2013.11.22.jpg

Domanda "L'Assessore regionale all'Ambiente, Andrea Biancareddu, dice che di allerte come quella di lunedì ce ne sono 25 ogni inverno"
Risposta
"Ha ragione e non è che ogni volta puoi evacuare la città. Per questo la nostra attenzione deve essere concentrata altrove. E' più importante capire quali sono i problemi strutturali"

Domanda
"Si è parlato anche di ritardo nell'allerta."
Risposta
"E' l'ultima dlle nostre preoccupazioni. Se non hai il sistema fognario a posto non basta l'allarme a evitare i drammi. Gli allarmi spesso servono a deresponsabilizzare chi li lancia."

Comunque questo è un paese di matti... come si concilia tale inchiesta con quella aquilana? Dipende dalla ragionevolezza di un magistrato? Cosa hanno in comune Picuti e D'Avolio con il PM di Olbia Riccardo Rossi?

Quote:
McCoy. I sottopassi critici vanno segnalati tutti preventivamente e bloccati all'occasione, se c'è un piano di emergenza, ma mi sembra non ci sia neanche quello,


Che fai li blocchi sulla base degli avvisi meteo? Li blocchi tutti? veramente pochi si possono ritenere non critici.. paralizzi il traffico e quindi anche eventuali soccorsi? L'evoluzione di tali eventi lo sai è rapida. La criticità dipende da quanto ti piove in quel posto e da quello che ti trascina rapidamente per ostruire le caditoie... Quando piove con tale intensità, non sapendo con precisione neanche dove, con che criterio ti muovi? Insomma non è facile ed i piani di emergenza non potendo prevedere tutti gli scenari possibili non sono sempre risolutivi su tutto... anche se giustamente vanno redatti, ma prioritariamente va creata la struttura in grado di gestirli e aggiornarli altrimenti sarà il solito documento tenuto nel cassetto per dimostrare a chi indaga o alla Prefettura, Regione, Dipartimento che con le carte si sta apposto.
Intanto io nella mia provincia poco prima dell'alluvione (e ormai da alcuni anni) ho fatto ripulire le caditoie dei sottopassi.... mi aspetto anche io una medaglia al valor civile smile.

Ultima modifica di Alex-64; 23/11/2013 14:40.

Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Stavo proprio per inserire questo link smile :
http://cattaneo-lescienze.blogautore.esp...comment-1147502
E' inevitabile che il pensiero vada a questo parallelo.
Quote:
come si concilia tale inchiesta con quella aquilana? Dipende dalla ragionevolezza di un magistrato?

E' così ed è spaventoso. Ora mi chiedo: la mosca bianca è Rossi o l'accoppiata Picuti-Billi?

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Ho colto da alcuni dei vostri interventi, degli aspetti che mi piacerebbe approfondire con voi.

Si è detto (sul post aperto dopo l'intervento di Graziano da Vespa) che "Oggi conosciamo abbastanza bene il nostro territorio per quanto possibile, adesso manca la parte più importante, ovvero quella comunicazione che trasferisca queste informazioni alla popolazione e che faccia quindi partire il meccanismo di prevenzione".

Mi permetto di dissentire sulla prima parte della frase virgolettata, perchè non è così. La prova è che se fosse vero, di fatto tale conoscenza dovrebbe attivare tutta una serie di azioni compensative a difesa dell'incolumità delle vite.
La loro mancanza quindi conferma la totale ignoranza e inconsapevolezza.

Sono invece pienamente d'accordo con la seconda parte della frase virgolettata.
La popolazione dovrebbe in ogni caso sapere che la conoscenza del territorio (con i suoi equilibri instabili) è ridotta.
A maggior ragione, essa pure dovrebbe essere informata sul da farsi in quei casi fortunati in cui invece il territorio è ben conosciuto.

Vivo in una Regione "privilegiata" dal possesso di Piani d'Emergenza nell'86% dei suoi Comuni, ma come cittadina non saprei dove andare, cosa non fare, in caso di alluvione.
Nel Basso Piave, i circa 120 000 abitanti,vivono sotto il livello del mare, in territorio di bonifica idraulica ed assoggettati a sollevamento meccanico delle acque; i fiumi (Piave e Livenza) sono pensili e non possono essere recettori delle acque di sollevamento della bassa pianura...che dire poi di quegli impianti di sollevamento...sottodimensionati e mai adeguati, al punto che, se esondassero i suddetti fiumi, rischieremmo di stare anche dei mesi sott'acqua (come nel '66).
E qui, come a Venezia, nessun condono ci ha fatto vivere sotto il livello del mare! (Nella Sardegna alluvionata, molti sono gli edifici costruiti inizialmente abusivamente e poi condonati dalle AACC)

Morale della "favola"?
1)Certi eventi accadono.
2)Come cittadina voglio essere pronta e preparata al cambiamento.
3)Mi sentirò pronta quando conoscerò il rischio; solo così sarò in grado di anticiparlo con il mio atteggiamento, per limitarne l'impatto, per essere in grado di recuperare la qualità della mia vita.


The road not taken
(Robert Frost)
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Morale della "favola"?
1)Certi eventi accadono.
2)Come cittadina voglio essere pronta e preparata al cambiamento.
3)Mi sentirò pronta quando conoscerò il rischio; solo così sarò in grado di anticiparlo con il mio atteggiamento, per limitarne l'impatto, per essere in grado di recuperare la qualità della mia vita.


Cosa ne pensi intanto per partire di far potenziare la rete pluvio-idrometrica in real-time e renderla accessibile a tutti? Poi basterebbero alcuni concetti semplici su come utilizzare i dati pluviometri e quelli idrometrici in rel-time, su come seguire il fenomeno, su come di conseguenza comportarsi (le nozioni elementari che conosciamo tutti) magari attraverso corsi o convegni fatti dagli Ordini Professionali... corsi per Sindaci (l'ABC della Protezione Civile)... pagine internet... ecc.
Ad esempio perchè non far rimuovere il filtro di accesso alla rete abruzzese? Poi magari l'esperienza ognuno se la fa in base a quanto è capace di verificare sul posto. Ma come il motto del Dipartimento è ricordati che la Protezione Civile sei tu e poi vengono oscurati i dati che mi consentono di valutare cosa potrebbe accadere senza che qualcuno me lo ordini? Mi viene oscurata la conoscenza? E' una cosa fattibile a breve (la rimozione di filtri è immediata) e non richiede una spesa elevata. Io la sottoscrivo subito, la proponi tu attraverso il CNG? Ci vogliamo sentire per questo? Vogliamo preparare un documento di proposte concrete?
Ciao Alessandro.


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Mah!

Il sistema fognario??

"Gli allarmi spesso servono a deresponsabilizzare chi li lancia"??

Gli allarmi servono ad allarmare chi di competenza e, in generale, tutti quelli che stanno in quel territorio che si prevede interessato dall'allerta.
Il fatto è che se TUTTI facessero, al meglio delle loro possibilità, quanto di loro competenza, forse certe frasi come quella sopra non verrebbero neanche pensate.


Aggiungo un mio piccolo pensiero: mi pare che si stia insistendo, come categoria professionale, ed è anche ovvio nel post-emergenza, sul nostro eventuale ruolo sussidiario in PC, tralasciando invece, forse un pò troppo, la nostra "presenza/assenza" nelle fasi di pianificazione territoriale, di CONTROLLO e di indirizzo nelle scelte di pianificazione/prevenzione.
Come'era quello slogan? Ah già: "Chiamateci PRIMA!"

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Mah!

Il sistema fognario??

"Gli allarmi spesso servono a deresponsabilizzare chi li lancia"??

Gli allarmi servono ad allarmare chi di competenza e, in generale, tutti quelli che stanno in quel territorio che si prevede interessato dall'allerta.
Il fatto è che se TUTTI facessero, al meglio delle loro possibilità, quanto di loro competenza, forse certe frasi come quella sopra non verrebbero neanche pensate.


Il sistema fognario inteso come scarico delle acque in genere (bianche, grigie e nere).
Gli allarmi sono utili quando non sono troppo generici e interessano vastissime aree altrimenti servono a dire "io l'ho detto adesso arrangiatevi voi"... a limite potrebbero essere utili per far scattare la reperibilità del personale nelle Amministrazioni competenti, ma per concentrare l'attenzione in determinate situazioni critiche c'è bisogno di un sistema di monitoraggio in tempo reale e dei presidi territoriali.
Un esempio: in base all'avviso di criticità elevata faccio chiudere tutti i sottopassi e tutti i ponti? Mentre seguendo l'evoluzione posso decidere cosa prioritariamente fare. Se si ingrossa un fiume o un torrente seguo l'evoluzione della pioggia e anche idrometrica (dove è possibile a monte) per mandare del personale a verificare gli attraversamenti, se questi non si presentano già intasati o con l'acqua agli estradossi per poter ordinarne la chiusura prima che arrivi il peggio e passato il peggio riordinarne l'apertura..
Per il resto avatar hai ragione, ma a mio parere organizzarsi un tantino in tal senso non costerebbe veramente nulla, mentre per il chiamateci prima sarebbe fondamentale la costante presenza negli Enti del geologo al quale il professionista geologo può rivolgersi in quanto parlano la stessa lingua.... a un geometra e a un ingegnere spesso non viene neanche in mente di chiamarci o consultarci in quanto sono dotati della capacità del "tuttofare".


Niuno però presagì prima dell’avvenimento quello, che dopo l’avvenimento di poter naturalmente presagire dicevano quasi tutti
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Salve a tutti,
ho scorso i vari post, commenti e riflessioni sull'alluvinone che ha interessato il terriotorio sardo alle quali aggiungo delle considerazioni che in parte avete esposto.
Credo doveroso che vengano ricercate le responsabilità ai vari livelli di governo del territorio e penso che possano in parte spiegare la gravità dello scenario presentatosi.
La presenza di un piano di protezione civile non è sufficiente,specialmente se non se conosce il significato (ossia non è pezzo di carta ma un sistema d'intervento), vista anche la scarsa competenza presente nei vari uffici tecnici comunali, provinciali e regionali in ambito di protezione civile (i geolog sono quasi inesistenti).
Personalmente non accetto molte delle giustificazioni e scusanti portate avanti dai diversi Sindaci del territorio e dallo stesso Governatore (primo responsabile di PC, lo stesso che spostato le risorse per interventi a difesa del suolo ad altro comparto) che rilascia interviste alquanto assurde se consideriamo che il centro regionale avrebbe dovuto fare molto di più vista la grande area interessata dal ciclone, contattando i comuni e fornendo dati aggiuntivi ai bollettini di allerta, maggiormente esplicativi ( ma credo che anche loro abbiano sottovalutato il rischio).
Il problema sta nel fatto che in diversi comuni non si sanno decifare neanche i bollettini di allerta, ma nessuno di questi ha posto delle risorse in campo (e non possiamo addebitare il tutto al patto di stabilità che comunque ha permesso di spendere in altri settori) per infoltire o almeno inserire un geologo nelle sedi opportune, mentre sono onnipresenti ingegneri e geometri, questo è il primo problema. Inoltre è dovere dei sindaci conoscere le procedure di allertamento previste dalla protezione civile e fare tutto il possibile per avvisare la popolazione e non devono sottovalutare il rischio, altro elemento da considerare in questa tragica alluvione.
Non mi risulta che ci sia stato alcun sindaco che abbia messo in campo niente di ciò finchè la situazione non si è mostrata in tutta la sua gravità. Nelle ore precedenti i vari comuni avrebbero potuto contattare i geologi del posto e chiedere la loro collaborazione, ma ciò non è avvenuto, avrebbero dovuto provvedere al controllo e pulizia dei tombini, caditoie e quant'altro, insomma fare tutto il possibile per vedere in che stato versavano i punti critici del territorio di comptenza, ma sopratutto contattare i cittadini e metterli in uno stato di pre-evacuazione se necessario. Molti sindaci (in parte quelli colpiti da eventi calamitosi nel mese precedente) stranamente hanno trovato risorse, ovviamente insufficienti ma sicuramente fattibili per alcuni colleghi, per veloci adeguamneti al PAI e per la stesura di Piani di PC.
Avrei tanto altro da dire ma mi fermo qui (scusate se mi sono ripetuta e dilungata).
Laura


Arual
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Nelle ore precedenti i vari comuni avrebbero potuto contattare i geologi del posto e chiedere la loro collaborazione, ma ciò non è avvenuto, avrebbero dovuto provvedere al controllo e pulizia dei tombini, caditoie e quant'altro, insomma fare tutto il possibile per vedere in che stato versavano i punti critici del territorio di comptenza, ma sopratutto contattare i cittadini e metterli in uno stato di pre-evacuazione se necessario


Non vorrei rubare spazio ad altri colleghi ma se intervengo spesso un pochino credo di capirne... avendo anche fatto di professione per sei anni l'Ufficiale Idraulico. In genere è facile dopo l'accaduto dire cosa si sarebbe dovuto fare però devi riconoscere che le cose che elenchi è difficile "arraggiarle" 24 ore prima di un evento. Una amministrazione pubblica non è una azienda privata dove ordini e subito si esegue... per dare incarichi c'è bisogno di accantonare le risorse di fare convenzioni o protocolli di intesa, di predisporre delibere, determine ecc.. ecc. quindi si deve necessariamente pianificare in anticipo... nel mio caso.... cioè per la pulizia della rete idrica secondaria, delle caditoie, dei sottopassi, delle zanelle e cunette, risorse messe da parte (permettendo) ci si è pensato a partire (ogni anno) da prima dell'estate e non è detto che il prossimo anno si possa ripetere... e quasi sempre per impicci burocratici si arriva in ritardo.. questo non vuol dire sempre giustificare i sindaci o altri amministratori... la macchina amministrativa è complessa e per capire come meglio agire è innanzitutto importante conoscerla. Inoltre devi capire che quando si ha a che fare con fenomeni simili se non anticipatamente concentri le risorse in determinate zone (che neanche un piano di protezione civile avanzato ti può dire dove) rischi di girare a vuoto e non intervenire dove la situazione sta capovolgendo al peggio... per fare questo c'è bisogno innanzi tutto di una rete di monitoraggio altrimenti dovresti ripristinare il vecchio sistema del controllo visivo in loco utilizzando una infinità di personale cosa logicamente stupida ed inattuabile.
Comunque per chi volesse capirne di più di come dovrebbe funzionare il sistema chiedo di leggere attentamente tali indirizzi e poi mi spiegate come può funzionare tale complesso sistema senza i presidi territoriali? Avere un Centro Funzionale Centrale e Decentrato con le eccellenze nel campo previsionale ma senza i Presidi Territoriali è come aprire un Ospedale avanzatissimo senza il Pronto Soccorso
http://www.protezionecivile.gov.it/cms/attach/editor/direttiva_pcm_27_02_2004.pdf

Ultima modifica di Alex-64; 24/11/2013 16:19.

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"Gli allarmi spesso servono a deresponsabilizzare chi li lancia"??

Gli allarmi servono ad allarmare chi di competenza e, in generale, tutti quelli che stanno in quel territorio che si prevede interessato dall'allerta.
Il fatto è che se TUTTI facessero, al meglio delle loro possibilità, quanto di loro competenza, forse certe frasi come quella sopra non verrebbero neanche pensate.

Se posso interpretare il pensiero del magistrato, io credo che abbia focalizzato bene un problema che esiste, un problema culturale, ovvero che si ricorra troppo spesso alle soluzioni dell'ultimo momento - con eventuali scaricabarile connessi - e cioè all'allarme, che è solo l'ultimo anello della catena, di un sistema organico che invece, in genere, non esiste. Purtroppo, non dovrebbe essere un magistrato a dire queste cose, ma la politica a farle. Comunque, già il fatto in sè che ci sia un rappresentante delle istituzioni che finalmente ci veda lungo e, per quanto di sua competenza, si muova nel senso giusto, quasi mi commuove...

Ultima modifica di DanielaP; 24/11/2013 19:59.
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Conosco come funziona la macchina operativa e anche come dovrebbe essere strutturato un vero sistema di protezione civile, e conseguentemente anche la complessità delle operazioni.
Il punto veramente critico è la sottovalutazone delle allerte e del rischio, e la mancanza di personale competente nei vari uffici tecnici e nei centri operativi comunali, per non citare il livello intermedio e regionale (sottodimensionato) questo avrebbe contenuto almeno il prezzo pagato in vite umane. Poi concordo con i sistemi di monitoraggio e con le dovute azioni di prevenzione da farsi in tempo di pace.
Io ho dovuto assistere ad un sindaco che affermava in un'assemblea pubblica post-allagamento (circa un mese fa, un quartire sommerso) che questi continui avvisi di allerta della protezione civile sono inutili poichè il più delle volte non accadeva lo scenario previsto. Bene questo atteggiamento è diffuso e porta in tanti a non prendere seriamente le allerte. Per fortuna ci sono anche i casi positivi di chi interviene per tempo smile.


Arual
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