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Un laboratorio prove su materiali (autorizzazione ministeriale relativa a DM 1086) e terre, può emettere relazioni relative a modellizzazioni geotecniche del terreno nel caso annoveri tra i suoi dipendenti un professionista regolarmente iscritto alla sezione A dell’albo professionale dei geologi? In caso di risposta affermativa alla mia precedente domanda a chi sono attribuite le responsabilità di quanto viene scritto nella relazione? Al laboratorio in quanto società fornitrice del servizio o al professionista dipendente del laboratorio? Infine il laboratorio, qualora potesse emettere la relazione di cui sopra, può emettere la relativa fattura o questa deve essere emessa necessariamente dal geologo che firma e timbra la relazione?
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concordo, ma è una abitudine standard (solo alcuni seri mettono solo il risultato senza interpretazione)
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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concordo, ma è una abitudine standard (solo alcuni seri mettono solo il risultato senza interpretazione) Mer ne rendo conto... ai tempi ho lavorato in un laboratorio...ma all'epoca non esistevano le "certificazioni".. ti ricordo che i titolari di laboratori ufficiali hanno fatto la loro battaglia sull'"indipendenza" del laboratorio dalla progettazione in nome di una fantomatica qualità delle prove... adesso si manifesta ciò che era (ed è) già risaputo dai più... ossia l'ingerenza del laboratorio sulla progettazione....
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Se cercate su internet troverete una marea di certificati, emessi dai più disparati laboratori (parlo di certificati allegati a relazioni di diverso tipo o semplicemente di certificati presenti sui siti dei sudetti laboratori, magari per mostrare il proprio lavoro) nei quali sono presenti molto spesso le interpretazioni delle prove.
E sempre da esperienza personale posso dirvi che laddove non siano presenti nei certificati le interpretazioni, spesso, vengono comunque "allegate" in maniera ufficiosa.
Ma il problema non è dei laboratori, ma dei professionisti. Sono loro che richiedono l'interpretazione. Una volta un nostro collega più anziano, mi ha chiesto come si faceva ad interpretare una prova di taglio...evidentemente in faccia aveva un'espressione troppo perplessa, perche mi ha risposto "sai non so come farlo... nei certificati che ho richiesto precedentemente li trovavo sempre...." e so anche di molti ingegneri o architetti che richiedono le stesse cose...
Per me, quindi, i laboratori si sono semplicemente adeguati, magari per non sentirsi chiamare chiedendo lumi, oppure essere scartati dal professionista stizzito per la risposta sacrosanta "l'interpretazione è compito dle progettista che ha il compito di calare il dato al sito da cui sono stati prelevati i campioni...."
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Caro Ignazio, se sei un laboratorio certificato dal ministero dei lavori pubblici non puoi interpretare i risultati delle prove. Questo dice il servizio tecnico centrale. L'interpretazione è a carico del progettista. Se fai uscire un certificato ufficiale con l'interpretazioni dei dati potresti avere guai presso il ministero. Così dovrebbe essere, ma in Italia si sa..... Per quanto riguarda la relazione geologica eseguita da un laboratorio certificato ti dico una cosa: il D.P.R. 328/2001 recita all'art. 41 tutto ciò che il geologo può fare; tra le altre può "eseguire indagini dei materiali geologici, indagini petrografiche, paleontologiche, mineralogiche, sedimentologiche e geotecniche" E queste indagini si fanno con attrezzature da laboratorio. Questo lo dice il Decreto del Presidente della Repubblica non pinco pallino. Eppure il ministero ha deciso che doveva certificare le ditte che avrebbero potuto fare queste indagini senza che il nostro Ordine Nazionale prendesse provvedimenti contro questo abuso. Se poi le ditte certificate si mettono a fare pure le relazioni geologiche e nessuno lo impedisce o quantomeno si ribella allora siamo proprio alla frutta. Cordialmente Giuseppe Astuti
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Ma il problema non è dei laboratori, ma dei professionisti. Sono loro che richiedono l'interpretazione. .......... Per me, quindi, i laboratori si sono semplicemente adeguati, magari per non sentirsi chiamare chiedendo lumi, oppure essere scartati dal professionista stizzito per la risposta sacrosanta "l'interpretazione è compito dle progettista che ha il compito di calare il dato al sito da cui sono stati prelevati i campioni...." Adesso siamo veramente al paradosso...."il problema è il professionista". Ma come, i paladini della certificazione ci hanno propinato fino a ieri la favola dell'indipendenza dei laboratori in nome della incolumità pubblica e adesso per pochi professionisti, che magari chiedono spiegazioni sui loro fantomatici certificati, per mero opportunismo si svendono pe' du' spicci? In più questi lancillotti del giusto agire fanno anche relazioni? Che sorpresa! Ma allora forse è vero che le certificazioni sono state solo un pretesto per veicolare quel poco lavoro che c'è verso alcune strutture..........per carità sempre nel nome dell'incolumità pubblica....bene, ora ci sentiamo tutti più sicuri!
La Luna piena minchionò la Lucciola - Sarà l'effetto dell'economia, ma quel lume che porti è deboluccio... - Sì, - disse quella - ma la luce è mia! (Trilussa)
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mmm dalle vostre risposte, le cose sono due: o mi sono spiegato male oppure sono stato frainteso.
Da nessuna parte ho detto che i laboratori fanno bene a fornire i risultati, sottobanco o meno, delle prove di laboratorio
Da nessuna parte ho detto che i laboratori non tengono un comportamento scorretto.
Il mio post era rivolto a porre l'attenzione sul perche, a mio avviso, questa situazione si era creata. E lo facevo partendo da due presupposti (che forse non ho spiegato ben):
1) il ministero stabilisce che sia il progettista ad prendersi l'onere dell'interpretazione delle prove geotecniche richieste ai laboratori; 2) alcuni laboratori, nonostante il ministero imponga diversamente, continuano a presentare nei certificati di prova, l'interpretazione della stessa (l'ho riscontrato per prove di taglio e triassiali).
Adesso partendo dal presupposto che nessuno è fesso, o almeno ci si augura di non esserlo, VISTO CHE si continua a fare, nonostante si sappia di incorrere in sanzioni che possono essere anche pesanti, io riesco a trovare solo due motivi:
1) i controlli non ci sono, come suggeriva michele c. E quando parlo di controlli parlo a 360°. Parlo al livello di genio civile, pubbliche aministrazioni, ecc ecc che dovrebbero far sorgere quantomeno un dubbio di opportunità sulla presenza del dato stesso su certificati ufficiali, in fase di consegna lavori (vi ricordo che, come ho detto nel post precedente, ho riscontrati l'interpretazione su certificati allegati a relazioni di vario genere, scaricati dai siti di diversi comuni...)
2) in realtà è davvero il professionista che li richiede, ed ormai è diventato usuale allegarlo direttamente, senza più aspettare che sia il progettista a richiederlo.
Io per mia esperienza personale, e da diversi confronti con altri professionisti (vedi quello che ho scritto nel precedente post), sono propenso per questa seconda ipotesi. Ma da nessuna parte ho detto che tutti fanno così o che il laboratorio faccia bene o chissà che altro....
Gurdate che ci sono persone che non sanno a quali situazioni progettuali associare le adeguate prove di laboratorio e che chiedono lumi ai laboratori stessi...quindi sapete la realtà è un pò diversa rispetto a quello che crediamo noi.....
Ultima modifica di Ignazio C.; 26/11/2013 13:05.
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Ti chiedo scusa se ti è sembrata eccessiva la mia precedente risposta. A mio parere i motivi sono i seguenti: - è una pratica che molti laboratori (quasi tutti) adottavano prima delle autorizzazioni (i professionisti non si aspettavano quindi cambiamenti) - al momento della certificazione gran parte dei lab hanno dato logicamente priorità ad aspetti non propriamente tecnici come ad esempio la superficie del laboratorio - alle amministrazioni basta vedere il numerino del ministero sui certificati (neanche fanno caso se l'autorizzazione sia scaduta o meno....e qui si potrebbe aprire un altro capitolo)
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sull'interpretazione delle prove mi sembra una questione di lana caprina. se si tratta di mettere due numerini ci e fi in una tabella riassuntiva non capisco quale sia il problema. eventualmente saranno affari del progettista utilizzarli o meno per i suoi calcoli. a me piace che il laboratorio mi dia una interpretazione, e magari anche fare due chiacchere con il tecnico che ha eseguito la prova. e poi il lab usa software tarato e garantito dal produttore, che magari è meglio del mio foglio di calcolo autoprodotto o comunque mi consente un confronto tra i risultati.
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