che sia di origine vulcanica non vi è alcun dubbio.
Quelle che tu chiami zone nere sono delle scorie vulcaniche (lapilli) immerse in una matrice di tipo cineritico. Tipica formazione di flussi piroclastici o di colate ignimbritiche.
Uno dei caratteri che mi portano a pensare ad un flusso piroclastico ad alta temperatura, è innanzitutto la elevata eterogeneità della "granulometria" dei componenti e poi alcuni lapilli, oltre a presentare una parvenza di aureole di ricristallizzazione, sono isoorientati lungo l'ipotetica direzione del flusso della colata ed hanno forma lenticolare. Quest'ultimo aspetto è dovuto al fatto che i lapilli, presi in carico dal flusso piroclastico ad alta temperatura, subiscono una forte riscaldamento con conseguente attitudine a divenire malleabili e quindi a subire uno schiacciamento a causa del peso dei materiali sovrastanti, nella direzione del flusso; caratteristica, questa, che raggiunge la sua massima espressione in alcune colate ignimbritiche (in particolare ce n'è un bellissimo esempio nella Sardegna nordorientale, non ricordo però la località precisa) nelle quali sono dette "fiamme pomicee" a causa dell'aspetto a forma di fiamma che assumono le pomici o in generale le scorie immerse nel materiale ad alta temperatura che le ha inglobate.
Sull'argomento si potrebbe scrivere un trattato, ma tu hai fatto una semplice domanda e non una richiesta di una tesi di laurea.

Comunque complimenti per la qualità delle foto che fanno apprezzare i particolari del campione