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La domanda riguarda l'individuazione di cavità in edifici esistenti.
Qualcuno ha avuto maniera di utilizzare entrambi i metodi di tomografia elettrica e georadar per questo scopo specifico?
Avete notato differenze tra i due, in quanto ad affidabilità, e accuratezza, soprattutto?
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Giusto il caso che sto trattando con un collega su Matera. Sia la geoelettrica che il georadar (dati ancora preliminari) non hanno messo in evidenza cavità, ma da una prima analisi dei dati "grezzi" le due tipologie di indagine sembrano concordare relativamente a spessore della coltre alterata e profondità tufo non alterato. Sembra superfluo puntualizzare che affidabilità ed accuratezza discendono sia dalla strumentazione che da chi fa ed interpreta le indagini: picchetti a interdistanza 50 cm o minore ti danno un'ottima risoluzione, con un'antenna da 600 Mhz se ti forniscono una interpretazione oltre 2,5 - 3 m dal p. c. .....
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Mahhh che dire se non puoi fare entrambe, meglio la geoelettrica, hai più dati geologici a mio avviso che possono contestualizzare la cavità.Ho avuto modo di seguire ed eseguire varie volte lavori con entrambe le metodologie e sinceramente i dati che derivavano dal georadar li ho utilizzati sempre per avvalorare i dati della tomografia.Il contrario a mio avviso mi avrebbe messo forse in crisi nelle decisioni e quindi più in difficoltà.Però quasi tutto dipende dal tecnico che analizza ed interpreta le indagini e quindi la sua esperienza e conoscenza del terreno, del problema che deve essere affrontato oltre che le finalità del lavoro.
Ultima modifica di georghit; 11/02/2014 11:03.
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