Da studi effettuati da me ed il Prof. Colombetti (docente di Idrogeologia alla statale di milano, ora in pensione) su alcuni laghi della Brianza, si è potuto notare l'influsso tettonico originale nel creare la "fossa", poi modellata in forma definitiva dal ghiacciaio.
Da quanto ricordo relativamente al corso di geomorfologia e geomorfologia applicata, le incisioni subglaciali sono legate ai processi erosivi prodotti dai corsi d'acqua subglaciali, quando il livello di base era decisamente piu' basso dell'attuale. Infatti quasi tutti i fondovalle di origine glaciale presentano la caratteristica incisione ad U, ma sul fondo e' quasi sempre presente una profonda incisione (torrente subglaciale).
Tale incisione puo' essere piu' profonda del lmm, a dimostrazione che durante l'evoluzione fluvioglaciale piu' recente (Riss e Wurm) il lmm era molto piu' basso dell'attuale.
Riassumendo: non ho proprio ragione ma non ho neanche torto. Quello che è emerso è che ci sono teorie diverse, probabilmente nate da osservazioni fatte in periodi e con strumenti diversi. Del resto, qualcosa è scienza solo se è fallibile. Però, la geologia è una scienza che si basa su metodi empirici e sperimentali pur potendo partire anche da intuizioni. Una volta che le prove hanno dimostrato gli eventi, una teoria dovrebbe sostituire la precedente: come è possibile che, ad oggi, coesistano risposte diverse alla stessa domanda? Se una teoria è dimostrata, non dovrebbe sostituire la precedente tout-cour? Tornando all’oggetto del dibattere, ieri, mentre registravo fatture, ho trovato un foglio riciclato sul cui retro c’era l’articolo di un giornale. Purtroppo non si leggeva più né il nome né la data del giornale.Vi si parla della formazione dei laghi alpini e della conformazione a V che ne fa dedurre un’origine fluviale e non glaciale (i ghiacciai sono arrivati dopo). Leggetelo, se vi va. A questo punto lancio un’altra osservazione: se le valli dei laghi alpini sono state scavate dai fiumi, perché, allora, in quelle valli non ci sono rimasti solo dei fiumi e, invece, si sono accumulate gigantesche masse d’acqua? Perché il fiume Ticino sfocia nel Lago Maggiore a Locarno a 193 m s.l.m. e riesce a “penetrare” la pianura padana a Sesto Calende, dopo aver riempito una fossa profonda fino a 370 m??? Se fosse stato il fiume a scavare la fossa, non avrebbe “inciso” anche la pianura fino alla stessa profondità? E se la pianura si è formata con i depositi alluvionali (ma poi di chi? Dei fiumi o del Mediterraneo?) perché questi depositi non hanno riempito anche le fosse dove si trovano i laghi se queste fosse erano preesistenti? Valutate voi se la mia ipotesi è azzardata: i laghi prealpini si trovano giusto appunto all’”attaccatura” della pianura con la catena alpina. Un movimento tettonico tanto brusco quanto imponente ha sollevato la catena alpina e, inevitabilmente, il materiale che si è sollevato, ha lasciato fosse tutto intorno a sé, che si sono riempite dell’acqua dei fiumi che già percorrevano quei territori. Questo però dev’essere accaduto dopo che la pianura padana si era già riempita di depositi alluvionali. Ad un corso di gestione del territorio che ho frequentato di recente, mi è stato chiesto di disegnare un quadrato con tre linee. Mio figlio di tre anni c’è riuscito, io no. Questo per dire che, a volte, meno preconcetti si hanno, più facilmente la mente riesce a spaziare. Non vogliatemene se approfitto di questa comunità virtuale per lanciare le mie idee poco scientifiche ma molto appassionate.
allora, consiglio: prima di trarre conclusioni approfondisci!
la geologia è una sovrapposizione non lineare di effetti sedimentari, tettonici, vulcanici e anche climatici.
l'anello mancante della questione "perchè le valli incise sono sotto la pianura padana?" nasce da un effetto climatico sommato effetti sedimentari. In particolare, durante l'ultima glaciazione il mare era 120 metri più basso di ora e il Po sfociava all'altezza di pescara. I fiumi in questo periodo hanno inciso valli molto profonde. Passata l'ultima epoca glaciale i fiumi hanno iniziato a sedimentare nelle medesime valli che, piano piano, si sono riempite di nuovo.
Per quanto riguarda gli sbarramenti, le cause possono essere molteplice, da tettoniche a, anche in questo caso, sedimentare/cliamtiche. Credo che i laghi di cui parli abbiano come limite meridionale un cordone morenico depositato da un ghiacciaio in ritiro durante l'ultima de-glaciazione. I laghi di Avigliana, nel torinese, sono così.
Per quanto riguarda la tettonica, i fiumi si impostano su linee tettoniche che non necessariamente comportano una apertura nel terreno, ma comportano una fratturazione maggiore del terreno e una conseguente erodibilità maggiore rispetto alle rocce circostanti.
La pianura padana si è riempita prima da depositi marini, del "mediterraneo", poi dai depositi fluviali del Po e dei suoi affluenti.
l'apertura in stile africa-sud america non credo sia stata riscontrata in questi laghi, il fenomeno si chiama Rift ed è facilmente riconoscibile. Unito al fatto che sono troppo distribuiti e che i terremoti che si generano nelle zone da te indicate sono compressive.
"Una volta che le prove hanno dimostrato gli eventi, una teoria dovrebbe sostituire la precedente: come è possibile che, ad oggi, coesistano risposte diverse alla stessa domanda? Se una teoria è dimostrata, non dovrebbe sostituire la precedente tout-cour?"
i processi geologici sono troppo lenti per avere certezze sulle cose. Semplicemente si fanno ipotesi e si cercano le conclusioni più plausibili.
Non baratterei mai le mie conoscenze geologiche con tutto il sapere della geotecnica.
Grazie per le spiegazioni. Via, via, si son fatte più complete. Comincio ad avere le idee più chiare. Mi pare di capire, però, che il motivo della presenza degli “sbarramenti” non sia ancora risolto. Tuttavia, mi permetto di notare che, nonostante anche in quest’ultimo intervento mi si dica che la geologia parta da ipotesi, quando le ipotesi le ho fatte io che, fin dall’inizio ho ammesso di non essere un’esperta del settore ma solo un’osservatrice, in più occasioni mi si è detto che avrei dovuto approfondire prima di parlare. Le mie ipotesi non volevano essere provocatorie ma aprire un dibattito che servisse appunto a fornirmi informazioni dato che, ancora oggi, la definizione più frequente è quella di laghi di origine glaciale, tout cour (vedete anche la più classica delle pagine http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_d'Orta ). A chi, meglio che ad un forum di geologi potevo rivolgermi per avere un confronto di idee? Devo dedurne che ho sbagliato forum?
Grazie per le spiegazioni. Via, via, si son fatte più complete. Comincio ad avere le idee più chiare. Mi pare di capire, però, che il motivo della presenza degli “sbarramenti” non sia ancora risolto. Tuttavia, mi permetto di notare che, nonostante anche in quest’ultimo intervento mi si dica che la geologia parta da ipotesi, quando le ipotesi le ho fatte io che, fin dall’inizio ho ammesso di non essere un’esperta del settore ma solo un’osservatrice, in più occasioni mi si è detto che avrei dovuto approfondire prima di parlare. Le mie ipotesi non volevano essere provocatorie ma aprire un dibattito che servisse appunto a fornirmi informazioni dato che, ancora oggi, la definizione più frequente è quella di laghi di origine glaciale, tout cour (vedete anche la più classica delle pagine http://it.wikipedia.org/wiki/Lago_d'Orta ). A chi, meglio che ad un forum di geologi potevo rivolgermi per avere un confronto di idee? Devo dedurne che ho sbagliato forum?
gli sbarramenti te l'ho scritto, sono depositi morenici lasciati dal ghiacciaio in ritirata.
per quanto riguarda le ipotesi, alcune cose sono ormai "certe", per questo ti si chiede di approfondire. Alcune cose sono assodate e verificate, in particolare sulla sedimentologia e la tettonica di superficie, altre ancora no. Quando ti si dice di approfondire le basi si intende questo. Nel caso approfondire, tettonica, sedimentologia, stratigrafia, geologia del quaternario e rilevamento geologico.
Non baratterei mai le mie conoscenze geologiche con tutto il sapere della geotecnica.
Se sei interessato all'argomento glaciologico e glacio-lacustre, per non addetti ai lavori, ti consiglio di leggere il libro di Claudio SMIRAGLIA:"Guida ai ghiacciai e alla glaciologia", Ediz. Zanichelli (1992).
Grazie per i link! Soprattutto la tavola 42 è eccezionale nel riassumere tutto quello che si è detto finora. Ora avrei un'altra curiosità, ovvero, quali sono gli strumenti e/o le tecniche che si utilizzano per vedere e misurare quello che non è visibile? Ad esempio, come si misura la profondità e la conformazione delle valli subglaciali ormai sommerse da acqua e depositi alluvionali?
Grazie per i link! Soprattutto la tavola 42 è eccezionale nel riassumere tutto quello che si è detto finora. Ora avrei un'altra curiosità, ovvero, quali sono gli strumenti e/o le tecniche che si utilizzano per vedere e misurare quello che non è visibile? Ad esempio, come si misura la profondità e la conformazione delle valli subglaciali ormai sommerse da acqua e depositi alluvionali?
esistono diverse tecniche. Si possono fare sondaggi profondi, si vede direttamente ciò che si attraversa, o si possono utilizzare tecniche geofisiche (riflessione delle onde sismiche) che indirettamente mostrano la profondità dei depositi sui substrati rocciosi.
Non baratterei mai le mie conoscenze geologiche con tutto il sapere della geotecnica.