|
|
Iscritto: Dec 2010
Posts: 30
Junior Member
|
OP
Junior Member
Iscritto: Dec 2010
Posts: 30 |
Salve a tutti. Un cliente mi ha chiesto notizie sull'affidabilità delle resine espandenti. Io non ho esperienza nel settore, qualcuno sa citarmi qualche articolo in merito? io non riesco a trovare nulla che non sia "di parte".
|
|
|
|
|
Iscritto: Jan 2006
Posts: 269
Member
|
Member
Iscritto: Jan 2006
Posts: 269 |
|
|
|
|
|
Iscritto: Dec 2010
Posts: 30
Junior Member
|
OP
Junior Member
Iscritto: Dec 2010
Posts: 30 |
|
|
|
|
|
Iscritto: Dec 2010
Posts: 30
Junior Member
|
OP
Junior Member
Iscritto: Dec 2010
Posts: 30 |
Posso chiederti se hai avuto esperienze dirette? Io devo capire se consigliarle o sconsigliarle per consolidare il terreno sotto una casa che ha avuto dei cedimenti e non riesco a capire in quali contesti funzionino e in quali no...
|
|
|
|
|
Iscritto: Jan 2006
Posts: 269
Member
|
Member
Iscritto: Jan 2006
Posts: 269 |
...come puoi leggere nei link riportati la tecnica di intervento con iniezione di resine espandenti ( poliuretani = polimeri-uretanici) non è nata ieri, ma è utilizzata in contesti geo-applicativi dalla fine degli anni '70 del secolo scorso in tutto il mondo e in tutte le granulmentrie di terreno. Da allora l'evoluzione tecnologica è stata ed è ancora notevole. Alla fine degli anni '80 in particolare, viene messa a punto l'applicazione per il consolidamento nel terreno di fondazione di fabbricati ad opera di una multinazionale ben conosciuta con sedi in tutto il mondo. La tecnica è assimilabile ad un compaction grouting in terreni granulari ed a un compensation grouting in terreni coesivi. In ogni caso la pressione di iniezione è relativamente bassa rispetto a quella di rigonfiamento che deve essere la maggiore possibile per il buon esito di intervento. Altri requisiti fondamentali sono rapidità di reazione chimica, affinchè il materiale non se ne vada per fatti suoi espandendo poco e tensionando niente; monitoraggio in tempo reale del manufatto. La prima condizione non richiede nessun controllo indiretto sulla diffusione del materiale; la seconda evita sollevamenti eccesssivi su strutture ordinare. Se la struttura non è ordinaria e occorre sollevare, la pressione di rigonfiamento elevata assicura decine di cm proporzionalmente al peso del manufatto. Come puoi immaginare la mia esperienza con tale tecnica non può che essere stata positiva. Come tutte le tecniche di intervento ha i suoi limiti: terreni a forte componente organica e torbe. In tutti gli altri casi è alternativa a sottofondazioni tradizionali, superficiali e profonde. Agli interventi ibridi preferisco le tecniche tradizionali integrali. Le singole esperienze negative di qualcuno non scalfiscono fatturati significativi delle imprese specializzate esistenti, a testimonianza della efficacia del metodo di intervento; la comunicazione delle "non esperienze" è insignificante.
george
|
|
|
|
|
Iscritto: Mar 2004
Posts: 8,347 Mi piace: 4
M Member
|
M Member
Iscritto: Mar 2004
Posts: 8,347 Mi piace: 4 |
Ciao george, ben risentito! Quanti casi del genere hai seguito? sei riuscito a raccogliere una casistica statisticamente rappresentativa oppure hai fatto pochi lavori eccezionalmente ben riusciti, la casistica può includere anche altre fonti purchè affidabili. Ricordo che mi hanno chiesto il parere su queste tecniche, ma per ignoranza non mi sono pronunciato.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
|
|
|
|
|
Iscritto: Jan 2006
Posts: 269
Member
|
Member
Iscritto: Jan 2006
Posts: 269 |
Ciao mccoy,
dovendo entrare troppo nel dettaglio preferisco scriverti un messaggio privato.
In questa sede mi limito a segnalare che su un'ampia casistica di interventi seguiti, il lavoro per così dire "mal riuscito" è l'eccezione alla regola. Come avviene in tutte le tecniche di consolidamento, tale singolarità scaturisce sempre da una carente progettazione iniziale o da un'esecuzione non conforme.
george
|
|
|
|
|
Iscritto: Nov 2004
Posts: 143
Member
|
Member
Iscritto: Nov 2004
Posts: 143 |
ho un'esperienza negativa in un dissesto dovuto a rimozione sabbia per quasi-sifonamento da "fontanazzo", vicinissimo all'unghia arginale di un fiume importante (adige). il substrato era talmente disturbato, che l'iniezione non ha dato risultati. Comunque la ditta è stata molto corretta, non ha voluto pagamento. caso particolare e devo dire di estrema correttezza dell'impresa.
«E quando si svegliò, il dinosauro era ancora lì" (Monterroso)
|
|
|
|
|
Iscritto: Jan 2006
Posts: 269
Member
|
Member
Iscritto: Jan 2006
Posts: 269 |
http://www.medicalinformation.it/ecommer...8838668784.htmlecco! Così gli scettici, perchè poco informati e con poca esperienza diretta, potranno farsi una cultura e rivedere alcune posizioni preconcette. In particolare sull'applicabilità di questa tecnologia, possibile in tutte le granulometrie di terreno, argille comprese, se si utilizzano materiali altamente espandenti. Le miscele di poliuretano impiegate per scopi geotecnici non sono tutte uguali. Sottolineo...Politecnico di Torino. Questo è un testo universitario, non un articolo pubblicitario. george
|
|
|
Link Copiato negli Appunti