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OP
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Di nuovo sull'Analisi di Rischio sui materiali di riporto, visto che è un tema in continua evoluzione.
Nel momento in cui i test sull'eluato confermino che i materiali 'non cedono', e quindi si possa procedere con l'A.R.....E' corretto non considerare in fase di elaborazione il percorso lisciviazione? A buon senso direi di sì.
Grazie.
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Iscritto: Jul 2005
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in prima battuta concordo...ma ci devo pensare su. Non perché quello che dici tu sia sbagliato, ma perché gli Enti "fanno miracoli" in quanto pensiero illogico. Ricordo solamente la gestione obbligatoria di legge del percolato nelle discariche di inerti (che se sono inerti non dovrebbero avere percolato).
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OP
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E' anche vero che se si applica il test sull'eluato ai sensi del febbraio 98, non sono completati molti contaminanti che vengono invece ricercati nella caratterizzazione ambientale.
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Iscritto: Jan 2003
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No, a mio parere NON è corretto non considerare il percorso lisciviazione. Per almeno 2 motivi:
1) L'eluato lo fai sul tal quale ed a seconda della granulometria e della presenza di ghiaia di grossa pezzatura, l'eluato ottenuto potrebbe non essere rappresentativo del terreno così come inteso da D. Lgs 152/06 (passante ai 2 cm). Insomma, non c'è omogeneità tra i campioni di terreni che analizzi (setacciato) ed il materiale su cui fai l'eluato.
2) Ma SOPRATTUTTO devi tenere in considerazione l'obiettivo dell'ADR ai sensi del D.Lgs 152/06, ovvero ADR inversa per l'ottenimento delle CSR. Se non consideri quel percorso, le CSR che ottieni sono relative solo agli percorsi di esposizione. Come fai quindi a confrontare le concentrazioni di eventuali nuove porzioni di terreno con queste CSR "parziali"?
Stefano Zanarello
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OP
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Però il test sull'eluato ex febbraio 98 è stato concepito proprio per escludere che il riutilizzo di materiale su una certa area possa dare un qualche contributo in termini di contaminazione alla sottostante falda. Se i risultati sono conformi al test quel materiale non liscivia.
Concettualmente mi viene da assimilare il test sull'eluato alle analisi sul soil gas; se non si rilevano gas interstiziali il percorso inalazione non esiste.
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E tu come fai a sapere che i materiali che hai sottoposti ad eluato siano i peggiori presenti in sito? E se in occasione di futuri scavi trovi terreni/mat. riporto con concentrazioni maggiori di quelli che hai sottoposto ad eluato, come fai a stabilire se quelle concentrazioni sono accettabili o no? Confrontandole con una CSR che non tiene conto della lisciviazione?
Non perdere di vista l'obiettivo dell'ADR. Non stai verificando se la situazione del sito è accettabile o no (ADR diretta), ma stai calcolando le CSR con cui confrontare le concentrazioni del terreno, ovvero valide anche per eventuali scavi futuri.
Ultima modifica di s.zanarello; 04/03/2014 16:33.
Stefano Zanarello
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OP
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Iscritto: Apr 2010
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E' comunque l'aleatorietà di ogni caratterizzazione, anche quando si tratta di terreni; trovi tutto pulito....chi ti dice poi che facendo un nuovo campionamento riscontri una non conformità. Si tratta di distribuire i campionamenti in modo statisticamente significativo. Se trovi terreni che prima non avevi previsto, cambia il modello concettuale e allora certo è un altro discorso, devi fare una nuova analisi di rischio.
Certo, calcolo le csr anche per i riporti solo che nell'elaborazione escludo una via di esposizione, analogamente a quando esclusi i percorsi diretti se hai per esempio una pavimentazione.
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Concordo con Zanarello, il test di cessione effettuato sul riporto serve solo per verificare se tale materiale può essere considerata matrice ambientale e successivamente svolgere l'analisi di rischio; quindi in sede di ADR devi verificare tutti i percorsi anche la lisciviazione, per tutti i parametri oggetto di superamento delle CSC.
Massimo
Ultima modifica di Massimo Della Schiava; 11/03/2014 13:27.
Predatori del mondo intero, adesso che mancano terre alla loro sete di totale devastazione, vanno a frugare anche il mare: avidi se il nemico e' ricco, arroganti se e' povero, gente che ne l'oriente ne l'occidente possono saziare; loro soli bramano possedere con pari smania ricchezze e miseria. Rubano, massacrano, rapinano e, con falso nome, lo chiamano impero;infine, dove fanno il deserto, dicono che e' la pace. (Tacito, Agricola, 30).
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