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Salve a tutti, mi è stato richiesto di fare una relazione geologica per la realizzazione di tre villette. Il problema è che questo intervento è previsto su un pendio abbastanza scosceso, che dalle carte geologiche risulta essere un conoide e che per l'Autorità di Bacino del Fiume Tevere risulta essere classificata come frana attiva. Ora cosa mi consigliate? Lascio il lavoro ad un collega con più "pelo sullo stomaco" o posso organizzare una sostanziosa campagna d'indagine che mi permetta di dormire sonni tranquilli? grazie a tutti
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Guardati le Norme tecniche e i relativi allegati del PAI Tevere. Trovi anche le Linee guida per la valutazione della fattibilità, della economicità e dell’inserimento ambientale degli interventi in situazioni di rischio per frana
Sandro Cantoni
"...facciamo che noi due siamo i tre moschettieri?..." - (dialogo tra i miei due figli)
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concordo anche se ci vuole molto "pelo" comunque buona assicurazione e conoscenza dei rischi (anche professionali). PS zona in frana (attiva o altro) e le pendenze molto forti sono forse in contraddizzione
michele conti fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
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grazie, mi andrò a studiare bene le norme! perchè dici che forti pendenze e zone in frana sono in contraddizione?
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Salve a tutti, mi è stato richiesto di fare una relazione geologica per la realizzazione di tre villette. Il problema è che questo intervento è previsto su un pendio abbastanza scosceso, che dalle carte geologiche risulta essere un conoide e che per l'Autorità di Bacino del Fiume Tevere risulta essere classificata come frana attiva. Ora cosa mi consigliate? Lascio il lavoro ad un collega con più "pelo sullo stomaco" o posso organizzare una sostanziosa campagna d'indagine che mi permetta di dormire sonni tranquilli? grazie a tutti Certo che consentire l'edificazione su un pendio classificato come area in frana attiva è quantomeno da criminali... E dire che in questi ultimi tempi non si parla altro che di dissesti... Cerca almeno di lavorare "con scienza e coscienza"
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Mi è capitato alcune volte che le perimetrazioni del PAI non rispecchiassero la situazione reale. Sicuramente però occorre agire con molta molta cautela.
Sandro Cantoni
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Mi è capitato alcune volte che le perimetrazioni del PAI non rispecchiassero la situazione reale. Sicuramente però occorre agire con molta molta cautela. Vero. Ma ciò può essere valido per i casi "dubbi". Se è vero che l'area è stata classificata come "frana attiva" vuol dire che sul terreno si presentano elementi tali da perimetrare l'area in tal modo.
"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
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Mi è capitato anche per le frane attive che le perimetrazioni eccedessero la reale estensione dell'area in frana.
Sandro Cantoni
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Una ovvia e banale raccomandazione ma bisogna fare estrema attenzione dove c'è il minimo sospetto o la minima indicazione di frana attiva e si intraprendono lavori di sistemazione (senza di questi non ha senso costruire ed è meglio dire NO, grazie al committente).
I parametri di picco non vanno usati ma solo ed esclusivamente il phi residuo, che andrà verificato con un numero rappresentativo di analisi di laboratorio preferibilmente con scatola di taglio anulare e successivamente ridotto a valore caratteristico come da previsioni di legge. Il phi postpicco non va bene in una frana attiva dove già esistono deformazioni 'grandi'. Nel dubbio se una deformazione sia grande o meno meglio considerarla grande. Ed infine estrema attenzione alle modalità di verifica. E, come già è stato accennato, ultimo in ordine ma non in importanza, verifichiamo al validità della nostra assicurazione professionale. Al progettista che dovesse suscitare il minimo dubbio sul numero e sul costo delle indagini rispondiamo che anche lui è penalmente e civilmente responsabile di eventuali danni e lesioni.
"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761 P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
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Voglio dire la mia: - se la frana attiva inutile spendere per le indagini; - se l'area dubbia anche se ricade in zona cartografata in frana attiva vale la pena fare una accurata campagna di indagine con sondaggi fino al basamento inalterato messa in opera di piezometri e monitoraggio inclinometrico per almeno 1-2 anni; - prove di laboratorio (se possibile) per parametri di picco e parametri residui; - dopo 1-2 anni di monitoraggio, solo se nulla si è mosso, assumiti la responsabilità a occhi chiusi per i prossimi 10 anni con una bella verifica di stabilità, utilizzando non i parametri residui, ne tanto meno la trattazione statistica, altrimenti le verifiche di stabilità non saranno soddisfatte; - dopodichè aspetta e spera.
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