Filo diretto con i geologi italiani    
 
Non sei ancora iscritto ?
Compleanni di Oggi
Giuseppe Di Turi (50), Ruoso Hallen (53)
Chi è Online Ora
0 membri (), 500 ospiti, e 3 robot.
Chiave: Admin, Mod Globale, Mod
Top Poster(30 Giorni)
gp 2
Devid 2
fabgeo 2
mausca 2
Sponsor
GeoFoto
Frammento azzurro trovato in strada
Frammento azzurro trovato in strada
by Keccogrin, December 6
Qualcuno sa di cosa si tratta?
Qualcuno sa di cosa si tratta?
by Alex_Bach, September 21
Uovo ?
Uovo ?
by ACM80, August 25
Riconoscimento roccia
Riconoscimento roccia
by rama12, April 17
Sponsor
Sponsor
Discussione Precedente
Discussione Successiva
Stampa Discussione
Valuta Discussione
Pagina 1 di 3 1 2 3
Iscritto: Feb 2007
Posts: 8
G
Junior Member
OP Offline
Junior Member
G
Iscritto: Feb 2007
Posts: 8
Salve a tutti,
mi è stato richiesto di fare una relazione geologica per la realizzazione di tre villette. Il problema è che questo intervento è previsto su un pendio abbastanza scosceso, che dalle carte geologiche risulta essere un conoide e che per l'Autorità di Bacino del Fiume Tevere risulta essere classificata come frana attiva.
Ora cosa mi consigliate? Lascio il lavoro ad un collega con più "pelo sullo stomaco" o posso organizzare una sostanziosa campagna d'indagine che mi permetta di dormire sonni tranquilli?
grazie a tutti

Iscritto: Oct 2007
Posts: 651
S
Member
*****
Offline
Member
*****
S
Iscritto: Oct 2007
Posts: 651
Guardati le Norme tecniche e i relativi allegati del PAI Tevere.
Trovi anche le Linee guida per la valutazione della fattibilità, della economicità e dell’inserimento
ambientale degli interventi in situazioni di rischio per frana


Sandro Cantoni

"...facciamo che noi due siamo i tre moschettieri?..." - (dialogo tra i miei due figli)
Iscritto: Apr 2009
Posts: 6,814
M
Member
***
Offline
Member
***
M
Iscritto: Apr 2009
Posts: 6,814
concordo anche se ci vuole molto "pelo" comunque buona assicurazione e conoscenza dei rischi (anche professionali).
PS zona in frana (attiva o altro) e le pendenze molto forti sono forse in contraddizzione


michele conti
fatti non foste per viver come bruti ma per seguir virtute e conoscenza
Iscritto: Feb 2007
Posts: 8
G
Junior Member
OP Offline
Junior Member
G
Iscritto: Feb 2007
Posts: 8
grazie, mi andrò a studiare bene le norme!
perchè dici che forti pendenze e zone in frana sono in contraddizione?

Iscritto: Jan 2004
Posts: 1,513
G
Member
*****
Offline
Member
*****
G
Iscritto: Jan 2004
Posts: 1,513
Originariamente inviato da: geovale82
Salve a tutti,
mi è stato richiesto di fare una relazione geologica per la realizzazione di tre villette. Il problema è che questo intervento è previsto su un pendio abbastanza scosceso, che dalle carte geologiche risulta essere un conoide e che per l'Autorità di Bacino del Fiume Tevere risulta essere classificata come frana attiva.
Ora cosa mi consigliate? Lascio il lavoro ad un collega con più "pelo sullo stomaco" o posso organizzare una sostanziosa campagna d'indagine che mi permetta di dormire sonni tranquilli?
grazie a tutti

Certo che consentire l'edificazione su un pendio classificato come area in frana attiva è quantomeno da criminali...
E dire che in questi ultimi tempi non si parla altro che di dissesti...
Cerca almeno di lavorare "con scienza e coscienza"


"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
Iscritto: Oct 2007
Posts: 651
S
Member
*****
Offline
Member
*****
S
Iscritto: Oct 2007
Posts: 651
Mi è capitato alcune volte che le perimetrazioni del PAI non rispecchiassero la situazione reale. Sicuramente però occorre agire con molta molta cautela.


Sandro Cantoni

"...facciamo che noi due siamo i tre moschettieri?..." - (dialogo tra i miei due figli)
Iscritto: Jan 2004
Posts: 1,513
G
Member
*****
Offline
Member
*****
G
Iscritto: Jan 2004
Posts: 1,513
Originariamente inviato da: Sandro Cantoni
Mi è capitato alcune volte che le perimetrazioni del PAI non rispecchiassero la situazione reale. Sicuramente però occorre agire con molta molta cautela.

Vero.
Ma ciò può essere valido per i casi "dubbi". Se è vero che l'area è stata classificata come "frana attiva" vuol dire che sul terreno si presentano elementi tali da perimetrare l'area in tal modo.


"La libertà comincia dall'ironia." Victor Hugo, Leggenda dei secoli, 1859
Iscritto: Oct 2007
Posts: 651
S
Member
*****
Offline
Member
*****
S
Iscritto: Oct 2007
Posts: 651
Mi è capitato anche per le frane attive che le perimetrazioni eccedessero la reale estensione dell'area in frana.


Sandro Cantoni

"...facciamo che noi due siamo i tre moschettieri?..." - (dialogo tra i miei due figli)
Iscritto: Mar 2004
Posts: 8,347
Mi piace: 4
M
Member
****
Offline
M
Member
****
Iscritto: Mar 2004
Posts: 8,347
Mi piace: 4
Una ovvia e banale raccomandazione ma bisogna fare estrema attenzione dove c'è il minimo sospetto o la minima indicazione di frana attiva e si intraprendono lavori di sistemazione (senza di questi non ha senso costruire ed è meglio dire NO, grazie al committente).

I parametri di picco non vanno usati ma solo ed esclusivamente il phi residuo, che andrà verificato con un numero rappresentativo di analisi di laboratorio preferibilmente con scatola di taglio anulare e successivamente ridotto a valore caratteristico come da previsioni di legge. Il phi postpicco non va bene in una frana attiva dove già esistono deformazioni 'grandi'. Nel dubbio se una deformazione sia grande o meno meglio considerarla grande.
Ed infine estrema attenzione alle modalità di verifica.
E, come già è stato accennato, ultimo in ordine ma non in importanza, verifichiamo al validità della nostra assicurazione professionale. Al progettista che dovesse suscitare il minimo dubbio sul numero e sul costo delle indagini rispondiamo che anche lui è penalmente e civilmente responsabile di eventuali danni e lesioni.


"Data speak for themselves" -Reverend Thomas Bayes 1702-1761
P(Ai|E)=(P(E|Ai)P(Ai))/P(E)
Iscritto: Nov 2009
Posts: 61
L
Member
Offline
Member
L
Iscritto: Nov 2009
Posts: 61
Voglio dire la mia:
- se la frana attiva inutile spendere per le indagini;
- se l'area dubbia anche se ricade in zona cartografata in frana attiva vale la pena fare una accurata campagna di indagine con sondaggi fino al basamento inalterato messa in opera di piezometri e monitoraggio inclinometrico per almeno 1-2 anni;
- prove di laboratorio (se possibile) per parametri di picco e parametri residui;
- dopo 1-2 anni di monitoraggio, solo se nulla si è mosso, assumiti la responsabilità a occhi chiusi per i prossimi 10 anni con una bella verifica di stabilità, utilizzando non i parametri residui, ne tanto meno la trattazione statistica, altrimenti le verifiche di stabilità non saranno soddisfatte;
- dopodichè aspetta e spera.

Pagina 1 di 3 1 2 3

Link Copiato negli Appunti
Ultimi Post
pozzo artesiano con grosso problema.
by anticlinale - 27/05/2026 10:03
Certificazioni paleontologiche
by Liviozi - 21/05/2026 10:36
Cerco sismografo PASI GEA
by Devid - 20/05/2026 20:53
vendo penetrometro statico SUNDA
by gp - 19/05/2026 14:32
Statistiche del Forum
Forum34
Discussioni21,067
Post147,853
Membri18,150
Massimo Online6,195
Dec 9th, 2025
Nuovi Membri
Manuela GPR, Vitani, dario11, pgrimaldi, giac9593
18,149 Utenti Registrati
Sponsor
www.geologi.it bar-2
bar-3

Per domande o commenti su questo sito Web info@geologi.it

Powered by UBB.threads™ PHP Forum Software 7.7.5
(Release build 20201027)
Responsive Width:

PHP: 7.4.33 Page Time: 0.017s Queries: 36 (0.005s) Memory: 3.0005 MB (Peak: 3.2530 MB) Data Comp: Off Server Time: 2026-06-04 05:38:03 UTC
Valid HTML 5 and Valid CSS